Interviste

Intervista doppia a Sara Marino e Andrea Ansevini

Buongiorno amici, oggi vi propongo una mia intervista doppia a due autori che sono anche amici: Sara Marino -autrice di Destino di sangue– e Andrea Ansevini -autori di Oltre la porta-.

Partiamo da Sara…

Ciao Sara, grazie di esser qui con noi. Chi è Sara Marino? Sono una donna di 42 anni che ancora si sente una ragazzina che ama sognare e sperare in un futuro migliore.

Com’è nata l’amicizia con Andrea Ansevini? Siamo colleghi della solita casa editrice, Le Mezzelane Casa Editrice, e ci conoscevamo di vista, ci siamo incontrati alla fiera del libro di Milano  e da lì, conoscendoci di persona e poi tenendoci in contatto su fb.

Cos’è che vi accomuna, secondo te? Direi la passione per la scrittura, la lettura e una fantasia immane, spesso molto simile.

Com’è il tuo approccio alla scrittura? Ho un approccio di pancia. Quando qualcosa mi frulla in testa, devo metterlo su carta.

Destino di sangue parla di bene e male, di vampiri, di bugie; ma com’è nato? È nato in un periodo dove avevo bisogno di pensare ad altro, di fuggire un po’ dalla realtà e così, mi sono immersa in un mondo nuovo, fantastico, meravigliosa, ma possibile e ambientato nella mia città.

Come sono nati i tuoi personaggi? Sono personaggi nati d’impeto. Quando pensai alla creazione della saga, avevo già una loro idea che poi si è concretizzata libro dopo libro. Diventando poi creature, quasi reali.

Cosa c’è di te dentro loro? Allora in ogni personaggio del libro, c’è qualcosa di me. Come sono, come vorrei essere, ciò che odio, ma nei due personaggi, Rebecca e Marcus, molto di più. Lei mi somiglia fisicamente, e nel suo animo positivo, in Marcus invece possiamo dire che si racchiudano le mie ansie, le mie problematiche, il mio essere introversa.

Cosa speri arrivi ai lettori? Il concetto dei libri, tutti quelli che scrivo, sta nell’accettare il diverso. Nel non cedere subito davanti alle difficoltà, nel poter volare con la fantasia in mondi forse, assurdi e bellissimi, ma con un fondo di verità, che possa aiutare, svagare e divertire il lettore.

Dicci tre libri che consiglieresti ai lettori?

Assolutamente “Dracula” di Bram Stoker.

“La Divina Commedia” di Dante Alighieri.

Palude” di John Connolly.

C’è qualcos’altro che vorresti condividere con chi ci legge? Come ultima cose, vorrei suggerire a tutti colore che ci leggano, di ritagliarsi, come possibile, un attimo per se stessi e le loro passioni.

Grazie mille Sara

Ed ora tocca ad Andrea Ansevini.

Ciao Andrea; ma tu chi sei? Ciao Elenia! Chi sono? Sono un tuttofare. Ho la passione per la scrittura, la musica e la fotografia. Vi dico che sono nato ad Ancona il 30 aprile 1979.  Da sposato risiedo a Polverigi con mia moglie Adele dopo essere vissuto per trent’anni a Offagna. Ho la passione per la scrittura dal 1990 e da allora non sono mai fermato. Fino a oggi infatti ho scritto oltre 1450 poesie, più di 150 racconti e pubblicato 5 libri, di cui uno in collaborazione con la mia amica Alessandra Piccini, un altro uscirà a breve e l’ho scritto con Viviana Nobilini, mentre altri quattro li sto scrivendo in collaborazione, di cui uno con la qui presente Sara e abbiamo idea già di un secondo appena terminiamo questo. Altri cinque sono in pronti a mio nome da inviare. 

Come vedi il mondo? Il mondo purtroppo non lo vedo bene per niente. Tra catastrofi naturali, povertà, guerre, pandemia, violenze varie di ogni genere, razzismo e tanto altro ancora lo stiamo facendo ammalare e morire. Stiamo andando verso un punto del non ritorno dalla quale non potremo più tornare indietro. Mi piace però pensare positivo e, anche se utopia, mi piacerebbe che tutto quello che lo ha reso agonizzante, si possa risolvere e il nostro pianeta possa ritornare a respirare.

Cosa ti ha portato a scrivere Oltre la porta? Il mio mettermi in gioco come al solito e dare un seguito al precedente “La porta misterosa” dato che tutti ogni giorno ci troviamo davanti a una porta o un bivio a prendere delle decisioni giuste o sbagliate e sta a noi decidere, quindi il protagonista può essere chiunque.

Hai vissuto esperienze dolorose simili a quelle descritte nel tuo libro? Solo pochissime per fortuna, il resto è tutto frutto dell’immensa fantasia che ho.

Parli di morte, ma cos’è per te? Per me è la fine di tutto ciò che tiene in vita un organismo vivente, una sorta di lato oscuro che si nasconde in ogni persona, animali o piante. Me la immagino come un buco nero, una volta che ti ha investito, non ne esci più e ti porta via per sempre.

Pensi che le paure condizionino la vita? Parlando per me personalmente no, non lo penso. Le paure per me sono fatte per essere vinte. Sono come una sfida a cui andiamo incontro ogni volta che siamo in difficoltà e se le superiamo non ci condizionano affatto e tutto si risolve, se non si riesce, perché può capitare non mi condiziona lo stesso. Mi condiziona solo se mi lascio andare e se mi lascio andare vuol dire smettere di lottare, quindi a quel punto mi condiziona. Da ottimista che sono, però non mi sono fatto mai condizionare da nulla.

Se dovessi scegliere, quali libri (3) consiglieresti ai lettori? Ce ne sono tanti e credo che 3 siano pochi. Se dovessi scegliere preferisco i fantasy che li adoro moltissimo e sono “Dracula” di Stoker, “La Divina Commedia” di Dante Alighieri e “Il signore degli anelli” di Tolkien.

Come è la tua amicizia e collaborazione con Sara? Siamo colleghi e amici di penna della casa editrice, Le Mezzelane Casa Editrice e ci conoscevamo dapprima solo virtualmente. In seguito ci siamo conosciuti di persona alla fiera del libro di Milano “Bookcity 2019” e da lì ci siamo conosciuti finalmente di persona, ci siamo scambiati i numeri di telefono promettendoci di restare in contatto, poi tramite Facebook anche ci siamo tenuti in contatto, quindi per fortuna non ci siamo mai persi di vista e l’amicizia si è consolidata alla grande al punto tale da sentirci e scriverci molte volte al giorno. L’idea di collaborare ci era venuta fin da subito a Milano. Dato abbiamo molta fantasia e molte idee di pensare che ci accomunano in modo quasi simile, ci siamo detti di collaborare assieme, ma poi il lockdown ha bloccato tutti i nostri sogni e così abbiamo iniziato a collaborare virtualmente. Per me collaborare con lei è una bellissima esperienza, lei è un’amica solare ed emana molto entusiasmo, come dico a lei e a tutti, per me oltre che un’amica che apprezzo e stimo molto, è un’ottima compagna di viaggio nel mondo della letteratura.

Come è nato “Il Salotto culturale di Andrea e Sara”? Proprio durante il lockdown quando con Sara ci siamo ritrovati a collaborare virtualmente. Da che dovevamo fare alcune presentazioni online, poi, riprendendo una frase di Sara, una sera abbiamo lanciato la palla a chi ci guardava se gradivano come noi presentare i propri libri di contattarci e ci hanno scritto in molti. Ora siamo alla seconda edizione e molto probabilmente partiremo con la terza.

C’è altro che vorresti condividere? Vorrei condividere con chi mi legge che ho anche la passione per la musica dato che incido cd da solo o con mia moglie. Vari brani e poesie sono stati trasmessi anche su radio italiane dove ho rilasciato interviste. Voglio inoltre fare presente per ultimo che il mio romanzo “Oltre la porta” ho fatto quasi 180 presentazioni in presenza, in privato e online dal 2017 a oggi, inoltre nel 2019 ho ricevuto una menzione speciale come migliore scrittore emergente nazionale alla serata “Gli Oscar delle stelle” svoltasi a Polverigi. Tra diversi ospiti nazionali, tra loro c’ero anche io e non posso che dire grazie alla mia casa editrice, a chi lo ha editato e chi ha realizzato la copertina.

Grazie mille Andrea Grazie a te.

Ecco a voi, cari miei lettori.

Un abbraccio, la vostra Ele

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