Con il primo appuntamento di sabato 6 giugno, dedicato al tema “Tra bosco e non bosco”, si è aperta la rassegna culturale firmata La Farra: tredici poeti hanno dato voce al paesaggio sulle colline Unesco
Un bosco linguistico fatto di parole, immagini, suoni e visioni ha accolto sabato 6 giugno i partecipanti al Poetry Slam di Dialoghi a Col Brià 2026, il primo appuntamento della rassegna culturale promossa dai fratelli Nardi della cantina La Farra e curata da Nerella Barazzuol e Rosanna Mutton.
Nello scenario delle colline del Conegliano Valdobbiadene, tredici concorrenti di età ed esperienze differenti si sono confrontati sul tema dell’edizione 2026, “Tra bosco e non bosco”, ispirato alla poetica di Andrea Zanzotto. Giovani autori e poeti più maturi hanno raccolto la sfida cimentandosi con una traccia che richiamava il concetto di “tra” come spazio di passaggio, soglia e faglia capace di attraversare paesaggi, linguaggi ed esperienze umane.
Attraverso linguaggi differenti ma sempre personali, i partecipanti hanno eletto il paesaggio a interlocutore privilegiato o gli hanno affidato direttamente la parola, dando voce al bosco e alla vigna, alla montagna e al traffico, agli uccelli, ai prati fioriti e persino al centro commerciale. I versi hanno raccontato le tensioni tra natura e presenza umana, memoria e trasformazione, richiamando in molti casi suggestioni riconducibili alla poetica di Andrea Zanzotto, tra sperimentazione sonora, dialetto e ricerca di una parola autentica e originaria.
Il paesaggio è diventato dunque personaggio e al contempo specchio dell’esperienza umana. Alcuni poeti hanno scelto il vocativo caro a Zanzotto per rivolgersi direttamente alla natura; altri si sono affidati al dialetto, all’onomatopea, a un linguaggio corporeo e primordiale: il “petèl”, la lingua delle origini che il poeta trevigiano aveva fatto propria.
A valutare le performance sono stati il pubblico presente e una giuria tecnica. Al termine della competizione, il primo premio è stato assegnato a Leonardo Fantuzzi, seguito da Enrico Contessotto, secondo classificato, e da Rozamira Prodan, terza classificata. Ai vincitori sono stati consegnati buoni per l’acquisto di libri.
La rassegna Dialoghi a Col Brià 2026 proseguirà sabato 13 giugno con la tavola rotonda partecipativa “Paesaggi in equilibrio: linguaggi, interazioni e sostenibilità”, un dialogo aperto dedicato all’impegno civile nella poesia di Andrea Zanzotto, alle trasformazioni del paesaggio tra memoria e futuro e alla necessità di “portare il bosco dentro le città”. Interverranno Francesco Vallerani, docente di Geografia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, Enrico De Mori (FAI), Miro Graziotin, narrabondo, e Tommaso Antiga, ricercatore presso l’Università di Architettura di Udine. Modererà l’incontro la giornalista Angela Pederiva.
La manifestazione si concluderà sabato 20 giugno con un reading poetico e sonoro dedicato ai versi di Andrea Zanzotto. La voce recitante di Pierluigi Tomasi sarà accompagnata dalle sonorità di Roberto Tombesi, che costruirà una partitura ispirata ai suoni della natura e del territorio attraverso l’utilizzo di strumenti etnici e antichi.
La partecipazione agli appuntamenti è gratuita con obbligo di iscrizione scrivendo a info@lafarra.it.
La Farra è un’azienda familiare di proprietà dei fratelli Nardi con sede a Farra di Soligo, comune della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. L’azienda consta di una superficie vitata di 25 ettari caratterizzati dalla frammentazione territoriale tipica della zona, coltivati direttamente e vinifica principalmente le uve che provengono dai propri vigneti, dislocati tra Farra di Soligo, per la parte principale, e Pieve di Soligo, Follina e San Pietro di Feletto. Questa circostanza consente di avere un controllo diretto della qualità delle uve che arrivano in cantina e quindi di garantire un prodotto finale di qualità. L’azienda è presente con i propri prodotti sia nel mercato italiano che in quello internazionale, in particolare in Europa, Stati Uniti, Giappone e Australia. La Farra ha ottenuto nel 2026 la certificazione Equalitas, a testimonianza dell’impegno nei confronti della sostenibilità secondo i tre pilastri principali dell’autenticazione: sociale, ambientale ed economico.
Sono qui di fronte a questo scatto che ho fatto qualche settimana fa.
Ero in ammollo, la musica che riempiva la stanza e mi calmava mentre l’acqua calda mi faceva da involucro e protezione.
L’acqua, come testimonia il mio ultimo libro, è un elemento per me fondamentale e importante. È il ventre materno, la libertà, la protezione, la possibilità d’espressione.
Se ci penso, il mio cambiamento totale è partito nel momento in cui ho iniziato a concedermi delle vasche rilassanti e ho iniziato ad andare al mare d’inverno in solitaria.
Chi mi legge e mi conosce da tempo sa che persona ero (fisicamente e psicologicamente), sa che cambiamento ho fatto e che percorso mi ha portata a diventare la persona che sono e che voglio diventare.
Prima di tutto ho dovuto toccare il fondo. Un fondo emotivo e, nel mio caso, anche fisico. Ho dovuto affrontare il dolore del mio passato famigliare e accettare bugie, falsità, bullismo, solitudine, silenzio, ignoranza, abbandono… e rendermi finalmente conto che il mio corpo parlava, somatizzava e gridava aiuto insieme al mio cuore, ai miei sentimenti, alle mie emozioni più fragili e delicate.
Guardandomi indietro, per esempio, mi chiedo spesso che fortuna ho avuto nel non finire nel giro della droga… una fortuna di cui sarò sempre grata a me stessa.
Nella mia testa, e nei miei ricordi, ho toccato il fondo in due date differenti di agosto 2020, a dieci giorni di distanza l’una dall’altra. La prima data riguarda il taglio emotivo, il trancio di un rapporto finto, doloroso, fatto di violenza psicologica e fisica che, però, veniva minimizzata e venduta come normalità di vita.
Il secondo è stato fisico: tre protrusioni discali che mi hanno messa a letto per quasi tre mesi. Bloccata. Una bambola di ceramica che si poteva rompere in qualsiasi momento.
Due dolori differenti, ma che andavano a braccetto e cercavano di svegliarmi fuori.
E poi c’è la prima data di salvezza. La linea di partenza senza la quale oggi non sarei qui a scrivere queste righe. Il 17 novembre 2020. Primo giorno di fisioterapia per sistemare la schiena. Quel giorno di 5 anni fa è stato il concepimento di me stessa, e ancora non lo sapevo.
Quel giorno mi pesai ed ero 144,5 kg. Enorme. Obesa. Trascurata.
Senza saperlo, però, dentro me qualcosa stava cambiando.
Da lì i mesi passarono con dei semplici esercizi per il corpo e delle brevissime e lente camminate per addestrare Nala.
Poi, una sera, il 27 febbraio 2021, mi pesai. 127 kg. Cavolo. Com’era possibile?
Allora potevo riuscirci. Potevo perdere peso.
Ricordo che tornai dal mio fisioterapista e che parlammo di altri miei problemi (così me li avevano venduti) fisici e scoprii che erano tutte bugie. Non mi dilungo su questo aspetto; vi basti pensare che da quel momento non mi fermò più nessuno e in me scattò una voglia di rivalsa, di rivincita, di vitalità che mai mi aveva contagiata.
Volevo e sapevo di poter diventare veramente chi ero. O meglio, volevo scoprire chi fossi perché fin a quel momento avevo fatto ed ero stata chi mi avevano inculcato che dovevo essere e come dovevo caratterialmente vivere.
Di pari passo la terapia con il mio psicologo. Toccato il fondo, ho iniziato a risalire. Ho rotto quelle catene, quei bigottismi sociali che mi avevano condizionata e violata.
Ho aperto gli occhi, ho preso decisioni forti, mie e che nessuno si deve permettere di giudicare. Ho scelto di volermi bene anzi, di amarmi. Ho scelto di trovare me stessa e la mia libertà. Egoisticamente ma, soprattutto, per mia figlia perché il VERO amore di un genitore sta proprio nel volere l’indipendenza, la gioia, la felicità e la libertà di chi ha messo al mondo ed io non volevo (e non voglio) che mia figlia viva nemmeno un briciolo di quello che ho vissuto io (e tante altre persone). Di conseguenza, stava (e starà sempre) a me esser il primo esempio.
Iniziai a vivere davvero. Viaggetti in solitaria, uscite con le amiche, uscite di famiglia, coltivare le mie passioni e le mie indipendenze.
Di pari passo, imparai a mangiare, a fare sport, a respirare e cambiare.
E così arrivai al 17 novembre 2021 e tornai sulla bilancia: 64,5 kg.
Un anno esatto e 80kg di sofferenza, di dolore, di tristezza, di solitudine, di fragilità, di paure se ne erano andati.
Sia ben chiaro, credo che la felicità non sia un costante; le paure, i momenti di dolore, le cicatrici, tornano. Non sono nell’oblio della mia vita, anzi. Ci sono, sono radicate in me. A volte feriscono e sanguinano tanto da farmi mancare il fiato. Ma le affronto. Guardo il mio passato, guardo il mio cambiamento, guardo i miei traguardi e mi rendo conto che ciò che mi è successo posso viverlo da un’altra prospettiva: sono viva, sono amata, posso esser migliore di chi mi ha procurato dolore e posso aiutare chi non trova ancora quella spinta che ho avuto io e, magari, si sente non capito e solo.
Aver perso tutto quel peso senza interventi, ha lasciato i suoi strascichi. Ha segnato la mia pelle e ci sono punti del mio corpo che mai mi piaceranno. Però mi guardo allo specchio e vedo finalmente chi non credevo esistesse. So che ho un valore. Ho una voce. Ho il diritto di esser felice e di esser me stessa.
E perché condivido tutto questo con voi? Perché mi metto a nudo?
Perché oggi è il mio mentale ed emotivo compleanno.
Oggi festeggio 4 anni della mia nascita, 4 anni dal primo traguardo. Dal primo vero punto cardine egoistico dell’amore per me stessa. 4 anni in cui ho capito di valere davvero, a prescindere dagli errori commessi e che commetterò.
E ho deciso di mettermi di fronte a voi lettori, molti dei quali che mi sostengono e seguono da anni, per raccontare un pezzo di me che può benissimo esser anche di altre persone. Spero di poter essere una piccola testimonianza del valore dell’amare se stessi, del lavorare per diventare chi vogliamo (sotto tutti gli aspetti) perché in ognuno di noi risiede la forza e la capacità di farcela. Infine, proprio grazie alla terapia, ai miei amici e alla mia vera famiglia, ho avuto la prova che nessuno è solo e, essendomi sentita così per la maggior parte della mia vita, spero di riuscire anche solamente ad abbracciare virtualmente chi soffre come ho sofferto io.
Come dico spesso, io voglio mangiare la vita perché la vita rimane la cosa più bella che abbiamo e va vissuta, amandosi in primis.
Grazie per aver letto questo mio mettermi a nudo con voi.
A conclusione delle celebrazioni dedicate ai 100 anni dall’inaugurazione del Monumento ai Caduti lonatesidella Prima guerra mondiale, il Prof. Eugenio Biasin, docente all’Istituto Paola di Rosa di Lonato del Garda, terrà una conferenza dal tema “Niccolò Tartaglia nella Storia della Matematica”. La conferenza si connette alla mostra allestita nella Casa Museo di Ugo Da Como, dal titolo “Patria&Arte. Ugo Da Como e lo scultore Luigi Contratti” (aperta sino al 19 gennaio 2025), che rende noto il bozzetto preparatorio realizzato da Luigi Contratti per il Monumento al matematico bresciano Niccolò Tartaglia, voluto da Ugo Da Como che era allora Presidente dell’Ateneo di Brescia. La conferenza si terrà giovedì 19 dicembre alle ore 21 all’Auditorium dell’Istituto Paola di Rosa di Lonato del Garda (ingresso da Via Parolino). L’ingresso ègratuito, ma è necessaria la prenotazione (tel. 030 9130060, mail: prenotazioni@fondazioneugodacomo.it).
Niccolò Tartaglia, matematico bresciano vissuto nella prima metà del Cinquecento, ha lasciato una traccia indelebile nello sviluppo del pensiero scientifico, occupandosi, nella sua travagliata vita, di molti aspetti della regina delle scienze: dall’algebra delle equazioni all’aritmetica pratica, dalla geometria piana alla stereometria, dalla statica alla balistica. Maestro d’abaco a Verona prima ed editorialista a Venezia poi, si è distinto per l’acume nella risoluzione dei più svariati quesiti propostigli da mercanti, armatori, agrimensori, artiglieri e naturalmente matematici, oltre che per la pubblicazione della prima edizione in volgare degli Elementi di Euclide. La sua fama oggi è dovuta principalmente a due risultati: il cosiddetto Triangolo di Tartaglia, riguardante i coefficienti delle potenze di un binomio, e la scoperta della formula risolutiva dell’equazione di terzo grado. La suddetta formula divenne oggetto di una celeberrima contesa, combattuta a colpi di “cartelli di matematica disfida”, tra Tartaglia e Gerolamo Cardano, coadiuvato dal suo brillante allievo Ludovico Ferrari.
Il 19 ottobre 2024 Lonato ha festeggiato i 100 anni dall’inaugurazione del Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Di questo anniversario si sono accorti 4 studenti lonatesi iscritti al Liceo classico G. Bagatta di Desenzano del Garda che, con il coordinamento della Fondazione Ugo Da Como, hanno avviato un progetto PCTO finalizzato a verificare quale ruolo avesse avuto Ugo Da Como nella realizzazione del Monumento eseguito dallo scultore Luigi Contratti ed inaugurato il 19 ottobre del 1924.
Ne è scaturita un’avvincente ricerca negli Archivi della Fondazione, nell’Archivio Storico del Comune, nella Biblioteca Queriniana di Brescia, sino a giungere all’Archivio dell’Accademia Albertina di Torino dove Luigi Contratti (formatosi a Brescia) fu per molto tempo il titolare della cattedra di Scultura.
Gli esiti dell’indagine sono stati presentati lo scorso ottobre nell’occasione di una mostra dal titolo “Lonato e il Monumento per i suoi Caduti” e sono stati numerosi gli appuntamenti di approfondimento ospitati nella Civica Biblioteca della città, tenuti da numerosi specialisti che hanno animato un ricco programma di iniziative celebrative.
Le corpose ricerche degli studenti del Bagatta, subito coadiuvati da alcuni colleghi del Liceo Paola di Rosa di Lonato del Garda, sono ora raccolte in un numero monografico del periodico che vede la luce grazie al costante impegnodell’Associazione Amici della Fondazione Ugo Da Como. Il prezioso volumetto è costituito dai contributi degli studenti Francesco Boioni, Francesca Maritano, Emanuele Perini, Pietro Polver, Francesco Ronca e degli studenti del Liceo Paola di Rosa di Lonato del Garda. Agli scritti degli studenti si aggiungono quelli di Stefano Lusardi, Roberta Valbusa e Michela Valotti.
Il “Quaderno” approfondisce i rapporti tra Ugo Da Como (vero e proprio deus ex machina del Monumento lonatese, basti pensare che proprio al Senatore si deve il reperimento del bronzo necessario alla realizzazione del Monumento, ricavato dai cannoni austriaci) e lo scultore Luigi Contratti. Committente e artista ebbero modo di conoscersi nell’occasione di un’altra “impresa monumentale” perché Ugo Da Como, nella veste di Presidente dell’Ateneo di Brescia, fece realizzare allo stesso Contratti l’elegante Monumento dedicato al matematico brescianoNiccolò Tartaglia in Via Trieste a Brescia (inaugurato nel 1918, alla fine del Primo conflitto bellico).
Il volume “Lonato e il Monumento per i suoi Caduti. Per i 100 anni dalla inaugurazione 1924-2024”, che gode del patrocinio del Liceo di Stato G.Bagatta di Desenzano del Garda, sarà presentato sabato 14 dicembre alle ore 16 nella sala del Capitano della Rocca a Lonato da Loredana Rocca, Presidente dell’Associazione Amici della Fondazione, da Sergio Onger Presidente della Fondazione Ugo Da Como, dal Sindaco Roberto Tardani e dall’Assessore alla Cultura di Lonato del Garda Mariangela Musci e dalla Dirigente scolastica del Liceo Bagatta Stefania Battaglia.
Dalle sponde dei laghi di Garda ed Iseo alle montagne della Valle Camonica, della Valle Sabbia e della Valle Trompia, la mia amata provincia di Brescia si veste a festa per l’Avvento ed il Natale e accoglie i visitatori con mercatini, presepi, antiche tradizioni, piacevoli e calde atmosfere natalizie.
BRESCIA, FRA SHOPPING RAFFINATO E ATMOSFERE NATALIZIE
Il periodo dell’Avvento è un’attraente occasione per scoprire Brescia, rivestita di luci e decorazioni, in un’atmosfera festosa e per concedersi un piacevole break pre-natalizio all’insegna dello shopping, dell’arte, della cultura. Ricercata location per lo shopping – fra grandi marchi e negozi ricercati, botteghe artigianali e atelier di tendenza – il suo centro storico accoglie i visitatori con armoniose piazze, importanti musei, chiese e i palazzi storici, eleganti portici, pasticcerie, raffinati ristoranti, trattorie tradizionali. La città è animata per tutto dicembre da Buon Natale Brescia, rassegna di eventi per tutte le età e i gustiorganizzata dal Comune. A dare il via è, il pomeriggio di domenica 1 dicembre, il festival La Strada Winter, che anima varie luoghi con spettacoli di circo contemporaneo firmate da compagnie italiane e internazionali, trasformando il centro in un palcoscenico vivace e colorato, pronto ad accogliere gli spettatori in un viaggiofatto di coinvolgenti performance. Sempre l’1 dicembre appuntamento clou del Festival dei Sapori con la Mostra mercato dei produttori East Lombardy Brescia in Largo Formentone, dove è possibile incontrare i produttori e acquistare i prodotti tipici del Bresciano. Il Festival proseguirà fino a gennaio in otto ristoranti della città dove si terranno altrettante cene narrate in collaborazione con i Consorzi Vinicoli e Strade della provincia.
LE NATIVITÀ DELLA MUSEO DIOCESANO E LA MOSTRA ADOREMUS!
Dal Duomo Vecchio a San Francesco, nelle chiese cittadine sono esposte straordinarie rassegne di presepi e nei musei si possono ammirare capolavori sul tema della Natività. Seguendo questo fil rouge, imperdibile è una visita al Museo Diocesano recentemente riallestito all’interno del cinquecentesco complesso monastico francescano di San Giuseppe. Dall’ 8 dicembre al 12 gennaio è allestita la mostra Adoremus!, in cui si ammirano quattro capolavori sul tema della contemplazione realizzati da Marco D’Oggiono, Francesco Botticini, Domenico Ghirlandaio e Martino Piazza, nelle quali l’Annunciazione ed il “sì” di Maria simboleggiano l’auspicio di riconciliazione dell’umanità nel progetto d’amore di Dio. Provenienti dalla quadreria di Banco BPM, sono esposti in quattro sale comunicanti, una per ogni opera in mostra, al fine di favorire l’incontro intimo del visitatore con ognuna di esse.
IL PREZIOSO PRESEPIO DELLA CASA MUSEO ZANI
Un vero capolavoro è il prezioso e scenografico Presepio risalente alla metà del Settecento della Casa Museo Fondazione Paolo e Carolina Zani a Cellatica,alle porte di Brescia. Realizzato nella prestigiosa bottega dei Tipa, una famiglia di scultori trapanesi, tra i massimi esponenti per la realizzazione di straordinarie sculture in corallo, è un esempio superlativo del magistrale connubio tra materiali diversi: il corallo (rami di corallo nero e rosso), l’avorio, la madreperla, i marmi rossi e gialli, le pietre dure, l’argento, l’ottone e il rame dorato, l’ambra e la lacca.
SUL GARDA “LIMONAIE D’INVERNO”
Il lago di Garda brilla in questo periodo di una magia unica e nei suoi paesi è un susseguirsi di eventi, mercatini natalizi, esposizioni di presepi. Migliaia di luci accendono il Natale di Sirmione animato da intrattenimenti, musiche, spettacoli, bancarelle, e a Gargnano la rassegna “Limonaie d’inverno” offre visite guidate alle limonaie, mercatini di prodotti tipici artigianali, musica e vin brulè nel Chiostro di S. Francesco (30 novembre e 1 dicembre, 7-8, 14-15, 21-22 dicembre e 4-5-6 gennaio). “Salò Natale d’Incanto” propone dal 23 novembre al 12 gennaio un ricco calendario di eventi per grandi e piccoli, dal Villaggio di Babbo Natale al Christmas Design Market, da eventi teatrali itineranti a concerti en plein air. Nel piccolo borgo di Tremosine, incantevolebalcone sul lago, si ripete da tempo immemorabile il 23 e il 24 dicembre il rito del Canto della Stella.
A MANERBA DEL GARDA IL PIÙ GRANDE PRESEPE MECCANICO DELLA PROVINCIA DI BRESCIA
Imperdibile è una visita alPresepe meccanico degli Amici di San Bernardo a Manerba del Garda, allestito per il 26° anno nella Chiesa di San Giovanni dall’8 dicembre all’ultima domenica di gennaio. Con i suoi 320 mq di estensione è il più grande presepe in movimento della provincia di Brescia e tra i più imponenti della Lombardia. Il presepe conta ben 734 statuine animate, azionate da 170 motori elettrici, collegate da 10.000 metri di fili, con un impiego impressionante di materiali come 890 litri d’acqua, 320 metri di tessuto per il cielo, 152 chili di pietre, 195 chili di gesso e 1.200 fogli di carta per creare un effetto roccioso. L’innovazione e la tecnologia arricchiscono il presepe, ma sono al servizio della tradizione, della cultura e dell’artigianato locale. L’ingresso è gratuito e i visitatori sono accolti con un piccolo omaggio, una tazza di tè caldo o brulè offerti dai volontari.
MERCATINI A ISEO E PRESEPI DAL MONDO IN FRANCIACORTA
Anche sulle sponde del lago d’Iseo e fra i pregiati vigneti della Franciacorta il Natale porta il suo tocco magico. Atmosfere natalizie avvolgono il centro storico di Iseo nei fine settimana di dicembre precedenti Natale, quando espositori di prodotti tipici locali danno vita a Natale con Gusto. Mercatini sono organizzati l’8 dicembre nella suggestiva cornice dell’Abbazia Olivetana di Rodengo Saiano e a Sale Marasino e il 15 dicembre a Ome. Presepi sono in mostra al Monastero di San Pietro in Lamosa di Provaglio d’Iseo (22 dicembre -25 gennaio). A Bornato si può visitare dal 14 dicembre al 6 gennaio la collezione privata di Carlo Battista Castellini, che in anni di ricerca ha raccolto oltre 1000 presepi provenienti da più di 130 paesi di tutto il mondo e li ha corredati con diorami. Intitolata Presepi del mondo è una vera curiosità e illustra come ogni paese cristiano ha il suo modo di celebrare e raffigurare la nascita di Cristo. Vi sono esposti presepi di ogni dimensione realizzati con i più disparati materiali e tecniche.
NATALE NEL BORGO A BIENNO
Dai laghi alla montagna. Il 7 e 8 dicembre la magia del Natale avvolge l’incantevolecentro storico di Bienno, uno dei Borghi più Belli d’Italia in Valle Camonica, addobbato a festa e illuminato da variopinte proiezioni natalizie. Bienno è noto per essere il paese dei magli e degli artisti e “Natale nel Borgo”, fedele alla sua tradizione, anche quest’anno è una ricchissima esposizione di artigianato e prodotti tipici, ambientati in suggestive location, da scoprire passeggiando senza fretta fra viuzze e piazzette fiancheggiate da austeri edifici medievali. Le antiche botteghe ospitano gli artisti, mentre in negozi ed abitazione private sono esposti presepi provenienti da tutta la valle. Il tutto con il contorno di canti natalizi, spettacoli itineranti, musica di zampognari, caldarroste, vin brulé, dolci e golosità. Riservato ai bambini è “Un Natale da favola”: si possono incontrare con i personaggi più amati (impersonificati da figuranti in costume) da Biancaneve ad Alice, stupirsi davanti alla carrozza di Cenerentola con il suo agile cavallo, o far visita a Babbo Natale dopo avergli spedito la letterina all’Ufficio postale (che resterà aperto, come la Casa di Babbo Natale, anche il 14 e 15 dicembre e nei giorni precedenti Il Natale).
PRESEPE DEL PUT DEL RE A SELLERO
Sempre in Valle Camonica, a Sellero, veramente originale è il grande Presepe del Put del Re, creato da oltre vent’anni con passione dall’associazione Amici del Presepe lungo il corso del torrente Re, in un suggestivo ambiente naturale. Circa 120 maestose statue a grandezza naturale, disposte su oltre 3.000 metri quadrati, lo animano con scene di vita e tradizioni di un tempo e fiancheggiano il sentiero che conduce fino alla capanna della Natività. Grazie alla sua sapiente illuminazione, particolarmente coinvolgente è visitarlo la sera (dall’8 dicembre al 6 gennaio).
IL PRESEPIO VIVENTE DI ONO SAN PIETRO
Partecipatissimo dall’intera comunità, la sera del 24 dicembre alle 22.00 e il 26 dicembre alle 17.00 si tiene per la 41° volta nel piccolo borgo montano di Ono San Pietro in Valle Camonica il Presepio Vivente. Il suo fascino sta nell’inserimento del racconto all’interno di questo villaggio contadino, dove si sono mantenute intatte antiche costruzioni (ambientazione ideale per le scene sia mute che parlate) alternate alle quali vengono create altre location, come il palazzo di Erode e le tende dei magi. Oltre 100 i personaggi, che attraverso dialoghi recitati dal vivo, ripercorrono il viaggio di Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme. Lungo il percorso vengono allestite anche scene che ripropongono i lavori di un tempo come la lavorazione della lana, del latte, l’impagliatrice ecc.
BAGOLINO, BORGO DEI PRESEPI
Bagolino, antico borgo della Valle Sabbia, ospita dal 21 dicembre al 6 gennaio una stupenda rassegna di presepi, che viene allestita in tutto il paese. Oltre 100 i presepi, visitabili 24 ore su 24: disposti lungo un itinerario che si snoda per oltre 6 chilometri, sono collocati negli angoli più disparati, da un portico al davanzale di una finestra, da una fontana all’angolo di una stradina. A realizzarli sono stati gli abitanti del paese che, con estro e creatività, hanno utilizzato materiale di ogni genere, privilegiando materie naturali e di riciclo. Per scoprirli basta seguire il percorso segnalato da una stella cometa gialla. Da visitare anche il bel presepe presente all’ interno della chiesa di San Lorenzo, che verrà aperto a orari prestabiliti dalla Vigilia di Natale.
IN VALLE TROMPIA, IL PRESEPE MECCANICO E QUELLO VIVENTE
In Valle Trompia vengono realizzati da tempo 3 scenografici presepi, che attirano migliaia di visitatori. Molto particolare e complesso è il Grande Presepio Meccanico di Caino, collocato sul versante della collina adiacente alla Chiesa Parrocchiale, dove dal 1992 viene rappresentata la natività di Gesù contornata da una serie di personaggi che riproducono i vecchi mestieri e sono mossi meccanicamente. Illuminato nelle ore notturne da centinaia di piccole luci, il presepe si estende su una superficie di 400 mq (dall’8 dicembre al 9 gennaio). Suggestivo anche il Presepe sul fiume Mella allestito a Marcheno in un paesaggio che riprende in scala quello della natività di Cristo a Betlemme: è costituito da costruzioni vere e permanenti, a cui sono alternate scene che variano di anno in anno (dalla Vigilia di Natale all’Epifania).Risale al 1996 la prima edizione del Presepe vivente di Valle di Sarezzo, che oggi ha più di 30 stazioni ed è animato da 100 personaggi calati in una perfetta ricostruzione scenica dei tempi di Gesù. Un viaggio emozionante alla scoperta di antichi mestieri e arti, che culmina con la visita alla Natività ambientata in una grotta naturale (26,29 dicembre e 6 gennaio dalle ore 14 alle 17).