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Tre Bicchieri Gambero Rosso 2027 per Goriška Brda Amber Gris Época 2024

Dopo aver o)enuto il riconoscimento dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso nel 2025, il Goriška Brda Amber Gris Época 2024 si è aggiudicato anche quest’anno il massimo riconoscimento della Guida più prestigiosa d’Italia. Il premio dei Tre Bicchieri conferma l’alto livello ormai raggiunto dai vini creati da Matjaž ČetrBč con grande passione e sapienza artigianale. Goriška Brda Amber Gris Época 2024 è un pinot grigio innovativo e originale, che rivoluziona l’immagine classica di questo vino, proponendo un’interpretazione che ne esalta l’intensità, la complessità e la profondità espressiva. Una versione ramata che nobilita le qualità del vitigno e mette in risalto le caratteristiche dello straordinario terroir della Goriška Brda.

Ferdinand Winery sarà presente alla Premiazione della Guida Vini d’Italia 2027 del Gambero Rosso, che si terrà a Roma il 25 ottobre – La Nuvola Roma Convention Center. Goriška Brda Amber Gris Época 2024.

Le uve provengono dalla vigna Birsa, che affonda le radici in suoli poveri e pietrosi composti da marne calcareo-argillose e arenarie (opoka). Al termine della vendemmia manuale, con selezione dei migliori grappoli in vigna, le uve vengono diraspate e pigiate.

La fermentazione si svolge in modo spontaneo con soli lieviti indigeni e con una macerazione sulle bucce di 7 giorni. Il vino completa la fermentazione in botti di rovere da 500 litri, dove riposa sulle fecce fini per 12 mesi. Nel calice si presenta di un bellissimo colore rosa antico dai riflessi ramati. Il bouquet è intenso, con profumi nitidi e ben definiti, che ricordano la mela matura, la pera Williams, cenni di frutta secca e delicate sfumature fumé. Al palato mette in luce una buona struttura, aromi ricchi e avvolgenti, una sottile tessitura tannica e un finale molto persistente, fresco e salino. È un vino dalla spiccata vocazione gastronomica, particolarmente adatto ad accompagnare carni bianche arrosto o allo spiedo, pesci saporiti in guazzetto, piatti speziati o leggermente piccanti della cucina asiatica o indiana.

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Recensioni

Recensione di “Cosa ne sanno i poeti” di Enrica Tesio

Ci sono autrici che sento affini fin dal primo loro libro che mi è capitato tra le mani. Una di queste è Enrica Tesio, torinese, madre, copywriter e, a mio modesto avviso, davvero una strepitosa scrittrice. 

Di conseguenza, quando ho letto del suo nuovo libro non ho potuto che catapultarmi tra le pagine. Complice, non indifferente, il titolo che un po’ mi racchiude date le poesie che scrivo.

Che cosa ne sanno i poeti della fatica del tempo che corre, dell’adolescente insicuro nascosto nel passato di ciascuno, del pazzo bisogno d’amore e di allegria che ogni giorno guizza nel cuore di ognuno di noi? Ne sanno molto, in verità: è per questo che Enrica Tesio ne prende in prestito i versi, le rime, il gioco dei suoni che si rincorrono. E con la sua voce inconfondibile, capace di raccontare le più grandi malinconie senza lasciarsene sopraffare, tesse una danza fatta di parole lievi come filastrocche ma profonde come certi pensieri che ci visitano all’improvviso. Queste pagine sono la dichiarazione di poetica e di ironia di una donna innamorata della vita e delle sue imperfezioni, e al tempo stesso un inventario sentimentale nel quale ciascuna e ciascuno di noi può riconoscersi: le folgoranti istantanee che Tesio ruba al nostro presente sono confessioni liberatorie e antidoti allo scoraggiamento, alla distrazione; sono un manifesto di “romancinismo” nel quale a vincere è sempre lo slancio indomito di chi alla fine “sa tutto, che si abbraccia col bello anche tanto del brutto, ma è proprio nel moto di rabbia e di orgoglio che se ami sai dire: eppure lo voglio”.

La sottile vena ironica e l’astuto cinismo sono una costante che trovo nei vari testi dell’autrice e che non mancano nemmeno in questa raccolta. 

“La borsa delle donne” è la prima poesia che mi ha intrigata tra descrizioni espressive e realistiche che mi hanno anche fatto pensare ad una canzone di Noemi che ben farebbe da sottofondo.

“La carta dei diritti del difettoso” è un mettersi a nudo e amarsi. Una poesia che, inevitabilmente, ho sentito mia. Il mio corpo che, per chi mi conosce da tanto tempo, ha vissuto e sopportato molto e la mia relazione con esso è stata espressa in questa poesia.

Di poesia in poesia Enrica Tesio parla di sé stessa, del suo vissuto, del suo essere, dei suoi sentimenti. Comunica anche agli altri, ai suoi affetti, a coloro che hanno fatto parte della sua vita.

E si apre al mondo, a tutti noi sconosciuti, con autoironia, sarcasmo anche, e sincerità. Tanta sincerità. 

Con scioltezza, grazie ad una scrittura diretta e concreta, diventa esempio e portavoce. Fa sentire meno soli e sbagliati. Dona la sensazione di esser capiti; di “non succede solo a me”, “non lo penso solo io”, “non sono l’unica a sentire queste sensazioni”.

Tra poesie che racchiudono una vita intera – che sono quadri di emozioni, paure, cicatrici – il lettore si identifica e spesso riflette su sentimenti che forse sentiva lontani.

A fare da fulcro è fondamentalmente un sentimento: l’amore.

L’amore per sé stessi è il cardine. Amarsi significa guardarsi, osservarsi, saper conoscersi e ammettere anche ciò che ci ferisce.

Da questa consapevolezza scaturisce l’elevazione: amare la vita e gli altri.

Ciò implica saper accettare i dolori, saper dichiarare errori e fragilità, esternare i sentimenti e i sogni.

“L’amore ha la forma di un nocciolo, è il nocciolo duro di ogni cosa. È qualcosa che resta quando è estinta la fame, che pensi sia la fine del frutto e invece lo metti nella terra o nel cotone ed è l’inizio di tutto.” Cit. Pag. 43 

“Fammi quello che la primavera fa ai ciliegi, quello che i desideri fanno ai soffioni e mai e poi mai quello che il polline fa alle mie narici, fai quello che la mentina fa alla cola, quello che la sciarpa in inverno fa alla gola.” Cit. Pag. 46

Ed è stupendamente unico e perfetto il titolo perché, tra rime, esposizioni, narrazioni poetiche, l’autrice evidenzia proprio come la poesia sia espressione totalizzante, emblematica, enfatica, viva, pura, sincera e onesta. Perché la poesia è un tuffo nel lago più intimo di ognuno di noi.

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Wine

A Milano arriva il Barbera Wine Festival

Dopo la presentazione della terza edizione del Barbera d’Asti Wine Festival, prende ufficialmente il via il calendario di appuntamenti della manifestazione con la prima tappa in programma domenica 18 ottobre a Milano dalle 15:00 alle 19:00, presso il The Westin Palace Hotel. L’evento, promosso dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, offrirà a professionisti del settore, operatori Ho.Re.Ca., sommelier, stampa e appassionati del vino un’occasione unica per approfondire la conoscenza delle denominazioni tutelate dal Consorzio attraverso degustazioni e momenti di confronto con i produttori.  

“Con il Barbera d’Asti Wine Festival vogliamo offrire occasioni concrete di incontro e dialogo tra i produttori e il pubblico, creando momenti di approfondimento che permettano di conoscere non solo i nostri vini, ma anche il territorio, la cultura e le persone che ogni giorno ne custodiscono l’identità” dichiara Filippo Mobrici, Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato  “Milano rappresenta una tappa particolarmente importante in questo percorso: è una città capace di intercettare operatori, appassionati e consumatori attenti, una vetrina ideale per raccontare l’evoluzione della Barbera d’Asti e delle altre denominazioni del Monferrato. Attraverso degustazioni e masterclass vogliamo condividere il valore di un patrimonio vitivinicolo che affonda le proprie radici in un territorio unico e che guarda con decisione al futuro, investendo in qualità, sostenibilità e valorizzazione del territorio. Eventi come questo sono fondamentali per rafforzare il legame tra i consumatori e le nostre denominazioni, portando fuori dai confini del Monferrato un racconto autentico fatto di storia, eccellenza e visione” 

Protagonista della giornata sarà un walk around tasting che consentirà ai partecipanti di incontrare direttamente le aziende produttrici e degustare una selezione di etichette rappresentative del patrimonio vitivinicolo del Monferrato. A completare il programma saranno due masterclass, una alle 15:00 e la seconda alle 17:00 realizzate in collaborazione con AIS Lombardia e condotte da Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, dedicate all’approfondimento delle principali denominazioni del territorio e del loro legame con sostenibilità, identità e tradizione produttiva.  

Dopo l’evento di Milano, il Barbera d’Asti Wine Festival proseguirà il suo percorso di promozione con una presenza al Merano WineFestival nel mese di novembre e con un appuntamento esclusivo presso Le Cattedrali Relais, con un talk accompagnato da uno show cooking del residente chef Gianluca Renzi, entrambi a tema sostenibilità. Un calendario di iniziative pensato per valorizzare la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato attraverso esperienze capaci di unire degustazione, approfondimento e racconto del territorio. 

L’iniziativa si inserisce nel progetto europeo Born Sustainable, che promuove modelli di sviluppo sostenibile attraverso la valorizzazione di produzioni d’eccellenza e territori vocati. Il progetto è realizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, dal Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP e dal Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, accomunati dall’impegno verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale.  

La partecipazione all’evento è gratuita previa registrazione. 

Per iscriversi: https://www.bornsustainable.eu/ 

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Wine

Nasce la Biblioteca di famiglia di Tommasi

Pochi vini al mondo sanno attraversare il tempo come l’Amarone. Da questa consapevolezza nascono i due progetti con cui Tommasi Family Estates, da quattro generazioni nel cuore della Valpolicella Classica, rende omaggio al proprio vino simbolo: la Biblioteca di Famiglia, un cofanetto che riunisce tre annate di Amarone della Valpolicella Classico DOCG custodite nella cantina di famiglia, e la Tommasi Amarone 2017 Special Edition, una tiratura limitata, che celebra il primo decennio di un classico attraverso un linguaggio inedito, quello della musica.

«L’Amarone è il vino che rappresenta la Valpolicella nel mondo e porta con sé una responsabilità: dimostrare che la sua grandezza si misura nel tempo – dichiara Giancarlo Tommasi, direttore tecnico ed enologo responsabile del gruppo – Aprire la nostra cantina e proporre annate che hanno avuto il tempo di evolvere significa affermare un principio in cui la famiglia crede da oltre un secolo: un grande vino non si giudica soltanto al momento dell’uscita, ma per la sua capacità di trasformarsi restando fedele a sé stesso. Queste bottiglie sono la prova più autentica della qualità dei nostri vini, del lavoro in vigna e della dedizione che l’Amarone richiede in cantina. Con la Biblioteca di Famiglia e la Special Edition vogliamo condividere questo patrimonio e raccontarlo anche a un pubblico nuovo».


FAMILY LIBRARY: UN DECENNIO DI AMARONE IN TRE ANNATE

La Family Library racconta l’Amarone come si racconta una storia di famiglia: per capitoli. Il cofanetto dedicato agli appassionati riunisce tre annate a cinque anni di distanza l’una dall’altra – 2012, 2017 e 2022 – in un percorso verticale che abbraccia un intero decennio e permette di cogliere come lo stesso vino, nato dagli stessi vigneti, si trasformi con il passare degli anni.

La 2022 vi compare in anteprima: il ritratto di un Amarone giovane, che restituisce intatta l’energia del frutto. La 2017 rappresenta il momento della piena maturità, mentre la 2012 rivela la profondità e la complessità che solo un lungo affinamento in bottiglia sa donare. La Biblioteca di Famiglia è disponibile per i wine lovers da Ottobre 2026 in 100 esemplari, al prezzo consigliato al pubblico di € 189,00.

Per la ristorazione e le enoteche, Tommasi ha pensato una versione dedicata che spinge lo sguardo ancora più indietro: 2009, 2012 e 2017. Tre annate che consentono a sommelier e professionisti di offrire ai propri ospiti un’esperienza di degustazione rara, oggi difficile da ricostruire al di fuori della cantina che le ha prodotte.

AMARONE 2017 SPECIAL EDITION: UN CLASSICO, DIECI ANNI DOPO

Accanto alla Family Library, l’annata 2017 si presenta in una veste speciale. Ci sono vini che si comportano come i grandi brani: attraversano gli anni, maturano e rivelano sfumature nuove a ogni ascolto. Da questa idea nasce Tommasi Amarone 2017 Special Edition, un progetto che rende omaggio al primo decennio dell’Amarone della Valpolicella Classico DOCG 2017. Il claim “A classic, ten years in the making” ne sintetizza lo spirito: come i grandi brani, i grandi vini attraversano gli anni e rivelano sfumature nuove a ogni ascolto. L’astuccio, dal disegno contemporaneo ispirato all’estetica delle piattaforme musicali, accoglie una cartolina che racconta l’annata, suggerisce gli abbinamenti e custodisce le note di degustazione dell’enologo.

«L’annata 2017 – prosegue Giancarlo Tommasi – vive oggi un momento di piena espressione: il frutto ha lasciato spazio a note più profonde, la struttura si è fatta elegante, i tannini vellutati. Per questo invitiamo gli appassionati a riscoprirla non solo con il palato, ma anche con occhi e orecchie nuovi».

Un QR code conduce a una playlist originale su Spotify, curata da Matilde Davoli per Sudestudio.  

I brani, usciti dal 2017 a oggi e disposti in ordine cronologico, sono stati scelti per riflettere i tratti di questo Amarone – una sensorialità calda ed elegante, una spiccata personalità, la ricercatezza – e accompagnano la degustazione in quattro momenti: Opening, Tasting, Sharing e Celebrating. 
Il percorso si apre con “Motion Sickness” di Phoebe Bridgers, pubblicato proprio nel 2017 e attraversa un decennio di contaminazioni tra pop, elettronica e indie fino a Jungle, Jessie Ware, Little Simz, David Byrne e The Strokes. 

Due tappe portano la firma dello studio: “Gallipoli” dei Beirut e “Calma Cara” dei Selton, registrate al Sudestudio.

Due interpretazioni inedite dell’etichetta iconica dell’Amarone Tommasi e la possibilità di personalizzare la bottiglia con un nome rendono ogni esemplare un oggetto unico, da regalare o da collezionare. 
La Special Edition è proposta in tiratura limitata di 1.000 bottiglie, da ottobre 2026 e fino a esaurimento, nelle migliori enoteche, al wine shop Tommasi e su tommasiwinehospitality.com, al prezzo consigliato di 68 euro.

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Ristoranti Wine

17 ottobre e Slow Wine

Il 17 ottobre torna a Milano l’appuntamento annuale con Slow Wine, la grande degustazione che celebra l’uscita della guida di Slow Food Editore, giunta alla sua 17esima edizione e già disponibile nelle librerie e online su slowfoodeditore.it. Un appuntamento ormai consolidato per il mondo del vino buono, pulito e giusto, che ogni anno riunisce al Superstudio Maxi (via Moncucco 35) appassionati, operatori e professionisti del settore per incontrare centinaia di produttrici e produttori premiati dalla guida.

Cosa vuol dire parlare di vino oggi

Come per ogni edizione, ad aprire la guida è l’introduzione di Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine.

Lo scorso anno avevamo scritto che il mondo del vino stava entrando in una tempesta perfetta. Dazi, calo dei consumi, disaffezione dei giovani, nuove sensibilità salutistiche, cambiamento climatico: le nubi si addensavano all’ orizzonte e già sentivamo alzarsi il vento.

Oggi quello che osservavamo da lontano è diventato un uragano. E noi ci ritroviamo in mezzo. Durante le visite abbiamo incontrato diversi produttori che nel 2026 non hanno imbottigliato. Molti rinviano l’ uscita dei vini rossi, oggi la categoria più in affanno. Le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano preoccupanti segni meno, mentre i consumi italiani ristagnano e i costi continuano a salire. Non è una difficoltà passeggera, ma una crisi complessa: cause lontane tra loro finiscono per sommarsi e moltiplicarne gli effetti. Ora più che mai produttori, distributori, ristoratori e consumatori devono riconoscere di essere legati dallo stesso destino e scegliere insieme come agire.

L’ edizione 2027 di Slow Wine è dedicata a Carlo Petrini, primo curatore della guida Vini d’Italia e, fin dagli inizi, protagonista di un cambiamento profondo nel modo di guardare al vino e di raccontarlo. Il fondatore di Slow Food lo aveva detto con chiarezza: «Non si esce da questa situazione se non si cambiano i paradigmi e le radici di questa economia». Non invocava una restaurazione, ma alleanze capaci di cambiare le regole del gioco.Proprio al mercato del vino, ai suoi linguaggi, alle sue contraddizioni e ai consumi che cambiano sarà dedicata la sesta edizione della Slow Wine Fair, a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio. Vogliamo che Bologna diventi il luogo in cui i protagonisti del conflitto possano sedersi allo stesso tavolo e immaginare il vino che verrà. Non una tregua provvisoria, ma un laboratorio nel quale tracciare una rotta comune. Nella visione di Slow Food, dobbiamo lavorare per andare verso un vino che custodisce i suoli e la biodiversità, crea lavoro, produce bellezza, diffonde conoscenza e tiene vive le comunità.

Il programma di sabato 17 ottobre

Si comincia alle 10 con la presentazione della guida, accessibile su invito, con tutte le novità e alcune anticipazioni della Slow Wine Fair 2027. Al termine dell’incontro, la consegna dei premi speciali di Slow Wine 2027: alla Carriera, al Giovane Vignaiolo, per l’Accoglienza in cantina, per la Viticoltura Sostenibile, alla Novità dell’anno, per la Vitalità del suolo e il premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà.

Dalle 14 alle 19.30, gli spazi del Superstudio Maxi aprono al pubblico, offrendo l’assaggio di oltre 900 vini, presentati direttamente da 450 produttrici e produttori provenienti da tutta Italia. Un’occasione per conoscere e degustare le etichette selezionate dalla guida, incontrare i vignaioli e le vignaiole che aderiscono al Manifesto del vino buono, pulito e giusto e approfondire storie, territori e scelte produttive.

Tra le novità, la webapp della lista dei vini in degustazione, realizzata in collaborazione con Fermento Milano, che permette di esplorare le etichette presenti e selezionare le cantine da incontrare grazie a numerosi filtri: regione, tipologia, denominazione, fascia di prezzo, premi ottenuti e pratiche di agricoltura e affinamento. È inoltre possibile annotare appunti e preferenze sugli assaggi effettuati.

Slow Wine 2027 in breve

La nuova edizione di Slow Wine arriva in un momento di profonda trasformazione per il settore. Cambiano i consumi, aumentano le difficoltà economiche per moltiprotagonisti della filiera e gli effetti del cambiamento climatico si fanno sempre più evidenti. È in questo scenario che la guida continua il proprio lavoro di osservazione e racconto.

Sono 7.809 i vini recensiti, a fronte di oltre 10.000 etichette esaminate, con 247 Chiocciole, 173 Bottiglie, 56 Monete e 779 Top Wine. Un lavoro di ricerca e conoscenza che coinvolge ogni anno una rete di 253 collaboratori impegnati a esplorare i territori vitivinicoli italiani e a raccontarne produttori, pratiche agricole e identità.

Tra i protagonisti della nuova edizione ci sono anche 168 aziende “novità”, realtà che non erano segnalate nell’ultima edizione della guida. Aziende nuove o di recente costituzione, ma anche produttori già affermati e non ancora recensiti, che arricchiscono la mappa della viticoltura italiana raccontata dalla guida con nuove nuove esperienze da conoscere.

I numeri di Slow Wine 2027

7.809 vini recensiti • 2059 le schede delle cantine • 1204 cantine che praticano agricoltura biologica/biodinamica certificata o sono in conversione • 3005 vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi • 168 nuove cantine in guida • 247 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste • 173 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica • 56 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo • 779 Top Wine, di cui 267 premiati per l’eccellenza del profilo organolettico e 512 Vini Slow • 231 Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso • 250 locali del Bere Slow • 227 video delle visite in cantina visualizzabili attraverso un QR Code • 466 cantine che offrono ospitalità • 272 cantine che offrono ristoro • 1031 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini • 253 collaboratori/degustatori rappresentanti tutte le regioni d’Italia

La presentazione della guida Slow Wine 2027 è realizzata grazie al sostegno di numerose aziende che con Slow Food condividono valori e visione. Official partner sono e-Viso, Gruppo Saida, Guala Closures, Reale Mutua e Winterhalter. L’evento vede anche la collaborazione di Bormioli Luigi, Eventi di Cartone, Pulltex, Acqua S. Bernardo, Amorim Cork Italia, Fisar e Istituto Professionale Statale Colombatto.Slow Wine 2027: istruzioni per l’uso Slow Wine è una guida che va oltre i giudizi. Nasce per informare chi la acquista sui produttori che i 253 collaboratori presenti in ogni territorio conoscono bene e seguono da vicino. Le schede che scaturiscono non sono solo il frutto di austere degustazioni, ma di frequentazione diretta delle cantine e dei filari. Per questo leggendo la guida si può conoscere la storia del produttore e la sua filosofia: come gestisce la vigna e la cantina, informazioni sui vini e una scheda che ne riassume le caratteristiche essenziali come ettari, tipo di concimazione, origine delle uve, uso di fitofarmaci o l’eventuale certificazione del metodo di coltivazione (biologico o biodinamico). Completano la guida, un glossario per capire meglio i termini propri della viticoltura e una serie di simboli che ne semplificano la lettura. Tra questi, la bilancia, che indica l’impegno del produttore a ridurre il peso della bottiglia, iniziativa lanciata alla Slow Wine Fair 2026 con la call to action Unpacking Wine per diminuire l’impatto ambientale del vino, anche attraverso l’imballaggio.

Andiamo a scoprire i simboli che riguardano la cantina:

CHIOCCIOLA Cantina che interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food, associati a un’eccellente qualità della proposta. I vini con una Chiocciola rispondono anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove sono stati prodotti.

BOTTIGLIA Cantina che ha presentato in degustazione vini dalla qualità eccellente.

MONETA Cantina che ha presentato in degustazione vini che hanno espresso un’eccellente qualità e un ottimo rapporto tra la qualità e il prezzo.

CAPPELLO DA CUOCO Cantina che, nella stessa sede o nelle vicinanze, offre possibilità di mangiare.

CASA STILIZZATA Cantina che, nella stessa sede o nelle vicinanze, offre possibilità di dormire

Due indicazioni utili per la piena affermazione del turismo del vino.

NOVITÀ Cantina non recensita nella precedente edizione della guida.

SCONTO 10% Cantina che offre uno sconto minimo del 10% sul vino acquistato direttamente dal cliente, che si presenta in cantina con l’edizione cartacea di Slow Wine 2027. Questa promozione ha la durata di un anno, da ottobre 2026 a ottobre 2027.

Invece per quanto riguarda i vini, i principali simboli esplicativi sono:TOP WINE Vino che sotto il profilo organolettico ha raggiunto l’eccellenza durante le degustazioni.

TOP WINE VINO SLOW Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. Ha anche un buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.

La menzione BEST BUY associata al simbolo TOP WINE indica i Top Wine con un prezzo decisamente vantaggioso rispetto alla denominazione o alla tipologia di riferimento. Una menzione che ha ottenuto, già dalla sua introduzione nel 2025, un ottimo riscontro per la possibilità di coniugare il piacere di acquistare etichette premiate con la capacità di spesa dell’appassionato, anche per le tipologie più blasonate.

Non mancano poi indicazioni del tipo di vino e del tipo di affinamento. Compare per la prima volta, in alcune schede, un testo in corsivo di colore viola chiaro che indica il riassaggio di alcuni vini. Questo perché diversi produttori nel 2026 hanno preferito non imbottigliare e rinviare l’uscita sul mercato più avanti.

Questo fenomeno ha colpito soprattutto i rossi, oggi la categoria più in affanno. Sintomo di una crisi del mondo del vino che in alcuni casi si è fatta sentire pesantemente.

La riflessione di Giancarlo Gariglio, curatore della guida

La caratteristica principale della guida Slow Wine è la scelta di visitare le cantine ogni anno. Una rete di 253 collaboratori ci permette di mappare il territorio italiano in modo unico: entriamo nelle aziende, conosciamo chi le conduce e seguiamo quello che cambia.

Quest’anno le visite ci restituiscono un’Italia del vino in chiaroscuro. Le 132 uscite dalla guida non dipendono soltanto dal nostro consueto lavoro critico, che porta a escludere alcune aziende per ragioni legate alla conduzione agronomica o alla qualità dei vini. Ha pesato anche la scelta di numerose cantine di rimandare, per motivi commerciali, l’uscita dei vini da sottoporre al nostro assaggio. A preoccupare è anche la frequenza dei riassaggi in fondo alle schede: torniamo sui vini già recensiti perché le aziende non hanno imbottigliato le nuove annate, soprattutto dei rossi.

Non è un’indagine statistica, ma un segnale forte, raccolto sul campo. A queste uscite corrispondono però 168 nuovi ingressi: questa edizione conta quindi 36 cantine recensite in più. Ci sono regioni che crescono, Sicilia su tutte, e molte aziende che continuano a rinnovarsi. Sta cambiando la geografia del vino italiano.

Nella nostra lettura, a questa trasformazione contribuiscono l’evoluzione dei gusti e una maggiore attenzione al prezzo, che può favorire molti vini del Sud, ancora accessibili. Grazie alla presenza capillare dei nostri collaboratori riusciamo a cogliere questi cambiamenti e ad anticipare alcune tendenze che potranno manifestarsi con maggiore forza nei prossimi anni.

I dati del 2025 aiutano a inquadrare il momento. Secondo l’OIV, i consumi mondiali sono scesi del 2,7%; UIV, su dati Istat, registra una flessione del 3,7% del valore dell’export italiano. Nella grande distribuzione, i dati Circana indicano un calo del 4,2% dei volumi dei rossi, mentre gli spumanti crescono dell’1,5% e i bianchi tengono meglio. La nostra impressione è che il mercato penalizzi soprattutto i rossi più corposi e si orienti verso bollicine, bianchi e vini più freschi e leggeri.

È qui che la guida può fare la sua parte: portare queste cantine all’attenzione degli appassionati, dare spazio al loro lavoro, aiutare i lettori a scegliere e a incontrare chi produce. Le difficoltà ci chiedono di capire come sta cambiando il vino; i nuovi ingressi ci ricordano che abbiamo ancora molto da raccontare. E soprattutto da far assaggiare.