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Sono 18 i Tre Bicchieri Gambero Rosso dati ai vini umbri

Sono ben 18 i vini umbri premiati con i Tre Bicchieri 2027 del Gambero Rosso, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Vini d’Italia, nel corso della premiazione ufficiale in programma il 25 ottobre all’Auditorium La Nuvola a Roma. Un risultato che conferma la consistenza qualitativa della produzione regionale e, soprattutto, restituisce una fotografia di un’Umbria del vino sempre più articolata: accanto ai grandi rossi di Montefalco trovano spazio bianchi di struttura e longevità, vitigni autoctoni recuperati e interpretazioni capaci di esprimere la varietà delle diverse aree produttive.

È anche attraverso il lavoro di degustazione, selezione e confronto tecnico che Umbria Top contribuisce a leggere e valorizzare questo patrimonio. La cooperativa, che riunisce oggi 120 soci tra produttori e associazioni consortili e rappresenta oltre il 90% della produzione vitivinicola regionale, affianca alla promozione sui mercati nazionali e internazionali un’attività dedicata alla conoscenza e alla valutazione dei vini umbri, mettendo in relazione le diverse espressioni produttive della regione.

“I Tre Bicchieri sono innanzitutto il risultato del lavoro quotidiano delle aziende e dei loro produttori – commenta Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top – ma rappresentano anche una conferma dell’importanza di un lavoro collettivo di conoscenza e valorizzazione del vino umbro. La degustazione tecnica permette di mettere a confronto stili, vitigni e territori diversi e di restituire una lettura più completa della nostra produzione”.

I 18 riconoscimenti assegnati per l’edizione 2027 interessano infatti un ventaglio particolarmente ampio di denominazioni e tipologie: dal Sagrantino di Montefalco al Montefalco Rosso, dal Trebbiano Spoletino agli Orvieto Classico Superiore, fino al Gamay del Trasimeno, al Ciliegiolo di Narni, al Grechetto e al Torgiano Rosso.

Un quadro che coincide con la lettura proposta dallo stesso Gambero Rosso, secondo cui la viticoltura umbra sta ampliando progressivamente la propria geografia espressiva. Montefalco mantiene un ruolo centrale, ma accanto al Sagrantino cresce la presenza del Trebbiano Spoletino, si affermano le espressioni del Gamay del Trasimeno e del Ciliegiolo di Narni, mentre Orvieto attraversa una nuova fase di valorizzazione dei suoi bianchi.

Per Umbria Top il riconoscimento dei 18 vini è dunque anche un’occasione per ribadire la funzione della cooperativa come strumento di lettura e promozione collettiva del vino umbro. Una funzione che passa dalle fiere e dalle attività sui mercati internazionali, ma anche dalla costruzione di occasioni di degustazione tecnica capaci di presentare il comparto nella sua complessità, mettendo in relazione produttori, sommelier, operatori e stampa specializzata.

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“È tempo di Valpantena”: la prima edizione è stata un successo

Si è svolta sabato 17 ottobre, a Villa Arvedi di Grezzana, la prima edizione di “È tempo di Valpantena”, la giornata promossa dall’Associazione Rete Valpantena & Friends per raccontare il territorio e costruirne insieme il futuro. Dalle 11 alle 22, i giardini e le sale della villa hanno accolto imprese, produttori, operatori dell’ospitalità, associazioni e visitatori, dando vita a un momento di incontro e condivisione ispirato ai quattro temi guida del programma: Ascolta, Assaggia, Scopri e Vivi. 

Dopo i saluti istituzionali dei tre soci fondatori della Rete, alla presenza dell’assessore del Comune di Grezzana Daniela Prencipe, gli interventi si sono inseriti nel programma della giornata che ha alternato momenti di confronto, approfondimenti tematici e attività aperte al pubblico. In questo contesto, nella Sala Convegni, si è svolta anche la tavola rotonda “Ecosistema Valpantena: 10 domande a 10 imprenditori sul futuro della Valpantena”, dedicata alle prospettive di sviluppo del territorio e che ha riunito dieci imprenditori simbolo della Valle. 

Tra i contributi più attesi, quello del presidente della Rete, Massimo Gianolli, che ha delineato quattro obiettivi concreti per il prossimo futuro, con qualche anticipazione: “Il primo è fare squadra tra i soci, perché una valle si rafforza solo se chi la vive e la fa vivere cammina nella stessa direzione. Il secondo riguarda la rassegna musicale del 2027 “Not(t)e in Valpantena”, un programma straordinario che deve diventare per tutti noi un motivo in più per invitare partner e clienti in Valpantena. Il terzo è la “Rassegna d’Autore” prevista a marzo, che metterà in dialogo Ponza, Portofino e Grezzana: un progetto che deve coinvolgere l’intera Rete e che rappresenta un’opportunità importante per far conoscere la Valpantena attraverso personalità capaci di amplificarne la visibilità. Il quarto obiettivo guarda alla tappa conclusiva del percorso 2027, quando vorremmo ritrovarci tutti insieme accogliendo una figura di rilevanza internazionale. Obiettivi alla portata della Rete e sui quali stiamo già lavorando“. 

Sul valore identitario della denominazione Valpantena è intervenuto anche Andrea Pernigo, dell’Azienda Agricola Pernigo e socio fondatore dell’associazione: “Oggi è il tempo della partecipazione e della cooperazione tra imprese. Tra i miei desideri c’è quello di vedere la Valpantena sempre più riconosciuta per le sue eccellenze. È l’unica sottozona della denominazione viticola Valpolicella e rappresenta il vero e unico cru ufficialmente riconosciuto: una peculiarità che merita di essere valorizzata fino in fondo. Un riconoscimento di questo tipo, però, non può basarsi soltanto sulle buone intenzioni; ha bisogno di regole chiare, capaci di tutelare chi lavora bene e di rafforzare un’identità che la valle possiede già. Questo è il futuro che auspico per il nostro territorio“. 

Al confronto ha partecipato anche Roberta Previdi di Torre di Terzolan, una delle imprese associate, che ha richiamato l’attenzione sul tema delle nuove generazioni. 

“Dobbiamo rendere la Valpantena una terra sempre più attrattiva per i giovani. Devono poter vedere in questo territorio una reale opportunità di crescita professionale e personale. Se sapremo offrire loro questa prospettiva, avranno una ragione in più per restare e investire qui il proprio futuro. E il futuro della valle sarà nelle mani di chi la sente davvero come casa“. 

Nel pomeriggio la Sala Convegni ha ospitato un incontro dedicato al turismo esperienziale con Itinera Bike, Here I Am, Val di Venere e Teste di Marmo, seguito dalla presentazione del volume Lessinia di Pietra alla presenza di Vincenzo Pavan e del Parco Naturale Regionale della Lessinia. 

L’approfondimento “Marmo e Vino”, realizzato in collaborazione con il Consorzio Marmisti della Valpantena, ha esplorato le connessioni tra pietra, terroir e viticoltura. A chiudere il programma degli incontri è stato un focus dedicato al turismo rigenerativo e all’agricoltura sostenibile, con testimonianze che hanno spaziato dalla nascita dell’Associazione della Pecora Brogna al progetto RADICI – Comunità del Cibo della Lessinia. 

Per tutta la giornata la Sala dei Cesari ha ospitato l’area degustazioni con produttori di vino, olio, miele e altre eccellenze locali, mentre nel giardino l’area food curata da Carlo Alberto Menini ha proposto primi e secondi piatti, alternative vegetariane, carni grass-fed e verdure grigliate. Nel Salotto si sono svolte degustazioni guidate dedicate agli oli extravergine di oliva e alle espressioni vitivinicole della Valpantena. 

Ampio spazio anche alle attività laboratoriali: dalla ceramica con Terre di Stelle alle erbe spontanee con Elvis Vaccari dell’Azienda Agricola Pernigo, fino ai laboratori per bambini curati da Studio Trame e all’assemblaggio di oggetti in legno proposto da AGBD – Associazione Sindrome di Down. 

Nel giardino di Villa Arvedi si è svolto anche il torneo di Zugo de l’Ovo, antico gioco tradizionale di Sezano inserito nel circuito del Tocatì, programma riconosciuto dall’UNESCO. La serata si è infine conclusa con i concerti della Jazzset Orchestra e de La ragazza dello Sputnik. 

La prima edizione di “È tempo di Valpantena” ha confermato la volontà di Rete Valpantena e Associazione Valpantena & Friends di trasformare le eccellenze del territorio in un progetto condiviso, capace di rafforzare l’identità della valle e di promuoverla come una destinazione riconoscibile e coordinata. Gli appuntamenti annunciati per il 2027 rappresentano i prossimi passi di un percorso che punta a creare nuove occasioni di incontro e sviluppo, consolidando il ruolo della Valpantena come modello di collaborazione. 

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Cantina Torrevilla anticipa la vendemmia con soddisfazione

Una vendemmia che ha richiesto attenzione, tempismo e capacità di leggere l’evoluzione della stagione, ma che ha saputo restituire risultati soddisfacenti. Per Torrevilla, nel cuore dell’Oltrepò Pavese, la raccolta 2026 è iniziata il 4 agosto, segnando una delle partenze più anticipate mai ricordate in zona. Le temperature elevate dell’estate hanno accelerato i tempi di maturazione, rendendo ancora più importante individuare il momento giusto per intervenire, soprattutto sulle uve destinate alla spumantizzazione.

In questo passaggio decisivo, la rapidità della raccolta ha permesso di portare in cantina l’intera produzione destinata alle basi spumante nell’arco di appena dieci giorni, preservando un buon equilibrio tra acidità e grado alcolico. Un risultato che si inserisce in un quadro complessivamente positivo, con buone prospettive anche per le varietà a bacca bianca. Più contenuta, invece, la produzione delle uve rosse, che hanno risentito maggiormente del caldo estivo, con una lieve diminuzione del peso.

“La vendemmia 2026 – sottolinea Simone Fiori, enologo di Torrevilla – è stata una delle più precoci che ricordiamo nell’Oltrepò Pavese: siamo partiti il 4 agosto. Per le uve destinate alla spumantizzazione siamo intervenuti tempestivamente con la raccolta e, nel giro di dieci giorni, abbiamo portato in cantina tutta la produzione necessaria, ottenendo basi con ottimi livelli di acidità e grado alcolico. Siamo molto soddisfatti sia della qualità sia della quantità”.

Un bilancio che restituisce la soddisfazione per il lavoro svolto in vigneto e in cantina, nonostante una stagione impegnativa.

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Ristoranti

I Sentieri del Carignano vincono il Premio GIST nella categoria “Destinazione enogastronomica Italia”

I Sentieri del Carignano conquistano il Premio GIST 2026-Travel Food Award nella categoria “Destinazione enogastronomica Italia”, un riconoscimento che valorizza la capacità di raccontare un territorio attraverso le sue produzioni, il paesaggio e le esperienze di viaggio. La cerimonia di premiazione si è svolta al TTG Travel Experience di Rimini, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al turismo.

Il Premio è promosso dal GIST, Gruppo Italiano Stampa Turistica, associazione che riunisce giornalisti specializzati nel settore dei viaggi e del turismo. Attraverso i Travel Food Award, il GIST valorizza destinazioni, progetti ed esperienze che contribuiscono alla promozione del turismo enogastronomico e alla scoperta delle identità locali.

Per la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, a capo dell’itinerario, il riconoscimento rappresenta un risultato importante per un progetto che ha saputo trasformare il legame tra cammino, tessuto sociale e cultura del vino in una proposta turistica riconoscibile, capace di attrarre l’interesse del pubblico e di raggiungere nuove comunità di viaggiatori.

“Siamo entusiasti che la nostra candidatura sia stata premiata – ha detto Mauro Usai, Presidente della Fondazione CMSB – un riconoscimento che supera i confini regionali e che coglie il valore del nostro percorso di promozione di una destinazione che integra attività sul territorio, esperienze enogastronomiche e comunicazione digitale. Questo risultato rafforza l’impegno della Fondazione nel promuovere un turismo capace di generare valore per le comunità locali, sostenere i produttori del Sulcis e raccontare il patrimonio culturale e paesaggistico della Sardegna attraverso esperienze di qualità. Un grazie sentito a tutta la giuria“.

Il racconto di un’altra Sardegna – I Sentieri del Carignano sono stati presentati per la prima volta come destinazione nel settembre 2025. Da allora, il progetto ha raccolto un riscontro significativo, grazie a un’attività di promozione che ha affiancato alla valorizzazione del percorso esperienze dirette sul territorio, press trip dedicati alla stampa italiana ed internazionale di settore e iniziative pensate per far conoscere il Sulcis attraverso prospettive diverse.  Il progetto si sviluppa lungo un itinerario tematico a piedi di oltre 220 chilometri, articolato in 12 tappe, che attraversa le aree più rappresentative della produzione del Carignano del Sulcis DOC. Vigneti, cantine, borghi, siti archeologici, testimonianze della storia mineraria e paesaggi costieri diventano parte di un unico racconto, nel quale il vino è una chiave per leggere l’identità di un territorio e di chi vi abita.

Il successo passa anche dalla community – Un elemento significativo del percorso di crescita dei Sentieri del Carignano – e in generale del Cammino Minerario di Santa Barbara – è il coinvolgimento di un pubblico sempre più giovane e della community digitale. Sui social vengono condivise numerose esperienze lungo il cammino e i sentieri: immagini, racconti, tappe percorse e momenti di scoperta che contribuiscono a far conoscere la destinazione a nuovi pubblici. Questa partecipazione spontanea amplifica la visibilità del progetto e ne rafforza il racconto, affiancando alle attività di promozione istituzionale le testimonianze dirette di chi sceglie di vivere il territorio in prima persona. Il risultato è una comunicazione che nasce anche dall’esperienza dei viaggiatori e che rende il cammino più vicino a un pubblico interessato al turismo lento, alla natura, alle produzioni locali e a forme di viaggio autentiche e condivisibili.

La Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara – Da 10 anni la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara promuove l’omonimo cammino, una destinazione per un turismo a piedi o in bici nel sud-ovest della Sardegna, attraverso un itinerario escursionistico ad anello di oltre 500 chilometri che attraversa il Sulcis Iglesiente, l’Arburese e il Guspinese. Il cammino collega paesaggi naturali, siti minerari, luoghi di interesse storico e culturale e comunità locali, contribuendo alla valorizzazione di un patrimonio profondamente legato alla storia dell’isola.

I Sentieri del Carignano ampliano questa proposta, mettendo in relazione il patrimonio minerario con la viticoltura e la cultura enogastronomica. Il progetto offre nuove opportunità per scoprire il territorio, valorizzare le produzioni locali e costruire occasioni di collaborazione tra operatori turistici, aziende e comunità.

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Il Serprino Festival vince il premio GIST nella categoria “EVENTO”

Il Serprino Festival conquista il premio GIST nella categoria “Evento”, un riconoscimento che valorizza la capacità della manifestazione organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Colli Euganei di promuovere il territorio attraverso il vino, la cultura e nuove esperienze di visita. La cerimonia di premiazione si è svolta al TTG Travel Experience di Rimini, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al turismo.

Il premio è assegnato nell’ambito dei GIST Travel Food Award, promossi dal Gruppo Italiano Stampa Turistica per valorizzare progetti, destinazioni ed eventi capaci di raccontare il patrimonio enogastronomico e di contribuire allo sviluppo del turismo.

Il riconoscimento premia un progetto nato nel 2021, in un momento particolarmente difficile per il settore, con l’obiettivo di riportare il pubblico nelle cantine e riavvicinare le persone al vino. Da allora il Serprino Festival è cresciuto, trasformandosi da iniziativa concentrata su due fine settimana in una rassegna diffusa che coinvolge i Colli Euganei e la città di Padova. 

L’edizione 2026 si è svolta dal 20 giugno al 6 luglio, con oltre 40 eventi distribuiti nell’arco di due settimane. Il Festival ha coinvolto complessivamente più di 5.000 partecipanti e oltre 100 operatori tra cantine, ristoratori, artisti, autori e tecnici. La comunicazione digitale ha raggiunto oltre 100.000 visualizzazioni complessive sui canali social. Tra gli appuntamenti principali, la terza edizione di “Vulcanico Serprino”, che ha inaugurato il Festival il 20 giugno all’Abbazia di Praglia, a Teolo. La degustazione ha permesso al pubblico di conoscere diverse interpretazioni del Serprino, accompagnate da musica dal vivo e momenti di cucina dedicati agli abbinamenti con il vino. Il programma ha proposto anche incontri tra enologia e patrimonio culturale. Al Museo Nazionale Atestino di Este, “Museo DiVino” ha raccontato il rapporto millenario tra il vino e il territorio attraverso una visita guidata dedicata alle testimonianze archeologiche dei Veneti antichi e dei Romani. Al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme, invece, arte e vino si sono incontrati in una serata tra fotografia e degustazione. Durante il festival, Veneto Segreto, l’associazione che valorizza il volto meno conosciuto e più nascosto del Veneto, ha organizzato numerosi eventi per far scoprire al pubblico i tesori del territorio.

A ritirare il premio i vicepresidenti Giorgio Salvan e Giorgia Veronese del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, che dichiarano: “Il premio GIST rappresenta un riconoscimento alla capacità di fare rete e di proporre un modo nuovo di raccontare il territorio che abbiamo reso possibile grazie al Serprino Festival, non soltanto attraverso i prodotti, ma anche grazie ai luoghi, alle persone e alle esperienze che lo rendono riconoscibile. Il Festival contribuisce inoltre a promuovere un turismo più consapevole, favorendo la collaborazione tra pubblico e privato, la diffusione della cultura del vino e la scoperta di luoghi meno conosciuti“.