Il 17 ottobre torna a Milano l’appuntamento annuale con Slow Wine, la grande degustazione che celebra l’uscita della guida di Slow Food Editore, giunta alla sua 17esima edizione e già disponibile nelle librerie e online su slowfoodeditore.it. Un appuntamento ormai consolidato per il mondo del vino buono, pulito e giusto, che ogni anno riunisce al Superstudio Maxi (via Moncucco 35) appassionati, operatori e professionisti del settore per incontrare centinaia di produttrici e produttori premiati dalla guida.
Cosa vuol dire parlare di vino oggi
Come per ogni edizione, ad aprire la guida è l’introduzione di Giancarlo Gariglio, curatore di Slow Wine.
Lo scorso anno avevamo scritto che il mondo del vino stava entrando in una tempesta perfetta. Dazi, calo dei consumi, disaffezione dei giovani, nuove sensibilità salutistiche, cambiamento climatico: le nubi si addensavano all’ orizzonte e già sentivamo alzarsi il vento.
Oggi quello che osservavamo da lontano è diventato un uragano. E noi ci ritroviamo in mezzo. Durante le visite abbiamo incontrato diversi produttori che nel 2026 non hanno imbottigliato. Molti rinviano l’ uscita dei vini rossi, oggi la categoria più in affanno. Le esportazioni verso gli Stati Uniti mostrano preoccupanti segni meno, mentre i consumi italiani ristagnano e i costi continuano a salire. Non è una difficoltà passeggera, ma una crisi complessa: cause lontane tra loro finiscono per sommarsi e moltiplicarne gli effetti. Ora più che mai produttori, distributori, ristoratori e consumatori devono riconoscere di essere legati dallo stesso destino e scegliere insieme come agire.
L’ edizione 2027 di Slow Wine è dedicata a Carlo Petrini, primo curatore della guida Vini d’Italia e, fin dagli inizi, protagonista di un cambiamento profondo nel modo di guardare al vino e di raccontarlo. Il fondatore di Slow Food lo aveva detto con chiarezza: «Non si esce da questa situazione se non si cambiano i paradigmi e le radici di questa economia». Non invocava una restaurazione, ma alleanze capaci di cambiare le regole del gioco.Proprio al mercato del vino, ai suoi linguaggi, alle sue contraddizioni e ai consumi che cambiano sarà dedicata la sesta edizione della Slow Wine Fair, a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio. Vogliamo che Bologna diventi il luogo in cui i protagonisti del conflitto possano sedersi allo stesso tavolo e immaginare il vino che verrà. Non una tregua provvisoria, ma un laboratorio nel quale tracciare una rotta comune. Nella visione di Slow Food, dobbiamo lavorare per andare verso un vino che custodisce i suoli e la biodiversità, crea lavoro, produce bellezza, diffonde conoscenza e tiene vive le comunità.
Il programma di sabato 17 ottobre
Si comincia alle 10 con la presentazione della guida, accessibile su invito, con tutte le novità e alcune anticipazioni della Slow Wine Fair 2027. Al termine dell’incontro, la consegna dei premi speciali di Slow Wine 2027: alla Carriera, al Giovane Vignaiolo, per l’Accoglienza in cantina, per la Viticoltura Sostenibile, alla Novità dell’anno, per la Vitalità del suolo e il premio Slow Wine Coalition alla Solidarietà.
Dalle 14 alle 19.30, gli spazi del Superstudio Maxi aprono al pubblico, offrendo l’assaggio di oltre 900 vini, presentati direttamente da 450 produttrici e produttori provenienti da tutta Italia. Un’occasione per conoscere e degustare le etichette selezionate dalla guida, incontrare i vignaioli e le vignaiole che aderiscono al Manifesto del vino buono, pulito e giusto e approfondire storie, territori e scelte produttive.
Tra le novità, la webapp della lista dei vini in degustazione, realizzata in collaborazione con Fermento Milano, che permette di esplorare le etichette presenti e selezionare le cantine da incontrare grazie a numerosi filtri: regione, tipologia, denominazione, fascia di prezzo, premi ottenuti e pratiche di agricoltura e affinamento. È inoltre possibile annotare appunti e preferenze sugli assaggi effettuati.
Slow Wine 2027 in breve
La nuova edizione di Slow Wine arriva in un momento di profonda trasformazione per il settore. Cambiano i consumi, aumentano le difficoltà economiche per moltiprotagonisti della filiera e gli effetti del cambiamento climatico si fanno sempre più evidenti. È in questo scenario che la guida continua il proprio lavoro di osservazione e racconto.
Sono 7.809 i vini recensiti, a fronte di oltre 10.000 etichette esaminate, con 247 Chiocciole, 173 Bottiglie, 56 Monete e 779 Top Wine. Un lavoro di ricerca e conoscenza che coinvolge ogni anno una rete di 253 collaboratori impegnati a esplorare i territori vitivinicoli italiani e a raccontarne produttori, pratiche agricole e identità.
Tra i protagonisti della nuova edizione ci sono anche 168 aziende “novità”, realtà che non erano segnalate nell’ultima edizione della guida. Aziende nuove o di recente costituzione, ma anche produttori già affermati e non ancora recensiti, che arricchiscono la mappa della viticoltura italiana raccontata dalla guida con nuove nuove esperienze da conoscere.
I numeri di Slow Wine 2027
7.809 vini recensiti • 2059 le schede delle cantine • 1204 cantine che praticano agricoltura biologica/biodinamica certificata o sono in conversione • 3005 vini in bottiglia dal peso inferiore o uguale a 450 grammi • 168 nuove cantine in guida • 247 Chiocciole, le cantine buone, pulite e giuste • 173 Bottiglie, le cantine i cui vini esprimono un’eccellente qualità organolettica • 56 Monete, le cantine i cui vini hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo • 779 Top Wine, di cui 267 premiati per l’eccellenza del profilo organolettico e 512 Vini Slow • 231 Best Buy, selezione di Top Wine con un prezzo vantaggioso • 250 locali del Bere Slow • 227 video delle visite in cantina visualizzabili attraverso un QR Code • 466 cantine che offrono ospitalità • 272 cantine che offrono ristoro • 1031 cantine che offrono lo sconto del 10% sull’acquisto dei vini • 253 collaboratori/degustatori rappresentanti tutte le regioni d’Italia
La presentazione della guida Slow Wine 2027 è realizzata grazie al sostegno di numerose aziende che con Slow Food condividono valori e visione. Official partner sono e-Viso, Gruppo Saida, Guala Closures, Reale Mutua e Winterhalter. L’evento vede anche la collaborazione di Bormioli Luigi, Eventi di Cartone, Pulltex, Acqua S. Bernardo, Amorim Cork Italia, Fisar e Istituto Professionale Statale Colombatto.Slow Wine 2027: istruzioni per l’uso Slow Wine è una guida che va oltre i giudizi. Nasce per informare chi la acquista sui produttori che i 253 collaboratori presenti in ogni territorio conoscono bene e seguono da vicino. Le schede che scaturiscono non sono solo il frutto di austere degustazioni, ma di frequentazione diretta delle cantine e dei filari. Per questo leggendo la guida si può conoscere la storia del produttore e la sua filosofia: come gestisce la vigna e la cantina, informazioni sui vini e una scheda che ne riassume le caratteristiche essenziali come ettari, tipo di concimazione, origine delle uve, uso di fitofarmaci o l’eventuale certificazione del metodo di coltivazione (biologico o biodinamico). Completano la guida, un glossario per capire meglio i termini propri della viticoltura e una serie di simboli che ne semplificano la lettura. Tra questi, la bilancia, che indica l’impegno del produttore a ridurre il peso della bottiglia, iniziativa lanciata alla Slow Wine Fair 2026 con la call to action Unpacking Wine per diminuire l’impatto ambientale del vino, anche attraverso l’imballaggio.
Andiamo a scoprire i simboli che riguardano la cantina:
CHIOCCIOLA Cantina che interpreta valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food, associati a un’eccellente qualità della proposta. I vini con una Chiocciola rispondono anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove sono stati prodotti.
BOTTIGLIA Cantina che ha presentato in degustazione vini dalla qualità eccellente.
MONETA Cantina che ha presentato in degustazione vini che hanno espresso un’eccellente qualità e un ottimo rapporto tra la qualità e il prezzo.
CAPPELLO DA CUOCO Cantina che, nella stessa sede o nelle vicinanze, offre possibilità di mangiare.
CASA STILIZZATA Cantina che, nella stessa sede o nelle vicinanze, offre possibilità di dormire
Due indicazioni utili per la piena affermazione del turismo del vino.
NOVITÀ Cantina non recensita nella precedente edizione della guida.
SCONTO 10% Cantina che offre uno sconto minimo del 10% sul vino acquistato direttamente dal cliente, che si presenta in cantina con l’edizione cartacea di Slow Wine 2027. Questa promozione ha la durata di un anno, da ottobre 2026 a ottobre 2027.
Invece per quanto riguarda i vini, i principali simboli esplicativi sono:TOP WINE Vino che sotto il profilo organolettico ha raggiunto l’eccellenza durante le degustazioni.
TOP WINE VINO SLOW Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. Ha anche un buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.
La menzione BEST BUY associata al simbolo TOP WINE indica i Top Wine con un prezzo decisamente vantaggioso rispetto alla denominazione o alla tipologia di riferimento. Una menzione che ha ottenuto, già dalla sua introduzione nel 2025, un ottimo riscontro per la possibilità di coniugare il piacere di acquistare etichette premiate con la capacità di spesa dell’appassionato, anche per le tipologie più blasonate.
Non mancano poi indicazioni del tipo di vino e del tipo di affinamento. Compare per la prima volta, in alcune schede, un testo in corsivo di colore viola chiaro che indica il riassaggio di alcuni vini. Questo perché diversi produttori nel 2026 hanno preferito non imbottigliare e rinviare l’uscita sul mercato più avanti.
Questo fenomeno ha colpito soprattutto i rossi, oggi la categoria più in affanno. Sintomo di una crisi del mondo del vino che in alcuni casi si è fatta sentire pesantemente.
La riflessione di Giancarlo Gariglio, curatore della guida
La caratteristica principale della guida Slow Wine è la scelta di visitare le cantine ogni anno. Una rete di 253 collaboratori ci permette di mappare il territorio italiano in modo unico: entriamo nelle aziende, conosciamo chi le conduce e seguiamo quello che cambia.
Quest’anno le visite ci restituiscono un’Italia del vino in chiaroscuro. Le 132 uscite dalla guida non dipendono soltanto dal nostro consueto lavoro critico, che porta a escludere alcune aziende per ragioni legate alla conduzione agronomica o alla qualità dei vini. Ha pesato anche la scelta di numerose cantine di rimandare, per motivi commerciali, l’uscita dei vini da sottoporre al nostro assaggio. A preoccupare è anche la frequenza dei riassaggi in fondo alle schede: torniamo sui vini già recensiti perché le aziende non hanno imbottigliato le nuove annate, soprattutto dei rossi.
Non è un’indagine statistica, ma un segnale forte, raccolto sul campo. A queste uscite corrispondono però 168 nuovi ingressi: questa edizione conta quindi 36 cantine recensite in più. Ci sono regioni che crescono, Sicilia su tutte, e molte aziende che continuano a rinnovarsi. Sta cambiando la geografia del vino italiano.
Nella nostra lettura, a questa trasformazione contribuiscono l’evoluzione dei gusti e una maggiore attenzione al prezzo, che può favorire molti vini del Sud, ancora accessibili. Grazie alla presenza capillare dei nostri collaboratori riusciamo a cogliere questi cambiamenti e ad anticipare alcune tendenze che potranno manifestarsi con maggiore forza nei prossimi anni.
I dati del 2025 aiutano a inquadrare il momento. Secondo l’OIV, i consumi mondiali sono scesi del 2,7%; UIV, su dati Istat, registra una flessione del 3,7% del valore dell’export italiano. Nella grande distribuzione, i dati Circana indicano un calo del 4,2% dei volumi dei rossi, mentre gli spumanti crescono dell’1,5% e i bianchi tengono meglio. La nostra impressione è che il mercato penalizzi soprattutto i rossi più corposi e si orienti verso bollicine, bianchi e vini più freschi e leggeri.
È qui che la guida può fare la sua parte: portare queste cantine all’attenzione degli appassionati, dare spazio al loro lavoro, aiutare i lettori a scegliere e a incontrare chi produce. Le difficoltà ci chiedono di capire come sta cambiando il vino; i nuovi ingressi ci ricordano che abbiamo ancora molto da raccontare. E soprattutto da far assaggiare.














































