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Nella guida Vinibuoni 2027 entra Follador Prosecco dal 1769

Follador figura tra le aziende selezionate per l’edizione 2027 di Vinibuoni d’Italia, la Guida del Touring Club Italiano dedicata ai vini ottenuti esclusivamente o prevalentemente da vitigni autoctoni italiani. Un riconoscimento che quest’anno coinvolge ben cinque referenze dell’azienda trevigiana; Il Valdobbiadene DOCG Brut Fosélios Millesimato 2025, il Valdobbiadene DOCG Brut Rive di Col San Martino Nani dei Berti Millesimato 2025, il Valdobbiadene DOCG Extra Dry Ruiol Castei Millesimato 2025, il Valdobbiadene DOCG Extra Dry Torri di Credazzo Millesimato 2025 e il Valdobbiadene DOCG Extra brut XZero Millesimato 2025.

Un risultato questo, che rappresenta per Follador una nuova conferma del percorso intrapreso nel segno di una viticoltura profondamente legata al territorio e di una filosofia produttiva orientata alla valorizzazione delle caratteristiche delle colline di Valdobbiadene.

«Entrare nella Guida Vinibuoni d’Italia – afferma Cristina Follador – è un segnale che conferma quanto l’impegno quotidiano, fatto di passione, cura e rispetto verso la nostra terra, stia proseguendo nella giusta direzione. È sempre importante per noi poter esprimere, attraverso i nostri vini, un messaggio autentico del territorio in cui lavoriamo e della sua identità».

La presenza di cinque etichette nella Guida 2027 assume così un valore che va oltre il singolo riconoscimento: è il risultato di un lavoro costante volto a raccontare, attraverso il vino, la personalità delle colline di Valdobbiadene e il valore di un patrimonio vitivinicolo costruito nel tempo.

Pubblicata dal Touring Club Italiano, Vinibuoni d’Italia è una guida dedicata ai vini prodotti da vitigni autoctoni, espressione della ricchezza e della varietà del patrimonio vitivinicolo italiano. La selezione nasce dal lavoro di commissioni regionali di degustazione e valorizza le produzioni capaci di raccontare in modo riconoscibile il legame tra vitigno, territorio e cultura del vino.

Per Follador, la selezione nell’edizione 2027 rappresenta dunque un nuovo passo in un percorso fatto di passione, attenzione e continuità, che nasce dalle colline di Valdobbiadene e attraverso il lavoro quotidiano in vigneto e in cantina, continua a distinguersi nel panorama vitivinicolo nazionale, con l’obiettivo di portare in ogni singola bottiglia un know-how secolare appreso di generazione in generazione.

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Collio Evolution 2026: 50 aziende e quasi 180 vini ai banchi d’assaggio, circa 90 Pinot Grigio in degustazione tecnica

Dal 24 al 26 ottobre tra Gorizia e Cormons, con Daniele Cernilli, Cristina Mercuri MW e la nuova ricerca Nomisma “Collio Experience – La parola all’Horeca”

Collio Evolution, l’evento istituzionale del Consorzio Tutela Vini Collio, presenta i numeri e il programma della seconda edizione. Dal 24 al 26 ottobre, tra Gorizia e Cormons, il territorio si racconta attraverso il Pinot Grigio, con il tema “Oltre il vitigno. Dalla terra al calice: l’essenza identitaria del Pinot Grigio”.

Saranno 50 le aziende del Collio presenti ai banchi d’assaggio, con quasi 180 vini che raccontano l’intera Denominazione: dal Friulano alla Ribolla Gialla, dalla Malvasia al Sauvignon, fino al Collio Bianco e ai rossi del territorio. Il Pinot Grigio, protagonista dell’edizione, è al centro della degustazione tecnica riservata alla stampa, con circa 90 etichette tra diverse interpretazioni e annate. Sono attesi oltre 50 giornalisti italiani e internazionali, da Stati Uniti, Brasile, Polonia, Austria, Regno Unito, Canada e Paesi Bassi.

“La risposta dei produttori ci dice che, in un solo anno, Collio Evolution è diventato un appuntamento in cui la Denominazione si riconosce” – dichiara Luca Raccaro, Presidente del Consorzio Tutela Vini Collio. – “Portare cinquanta aziende a confrontarsi sul Pinot Grigio significa mostrare quante letture diverse il nostro territorio sa dare di un vitigno che il mondo crede di conoscere”.

Il programma si apre sabato 24 ottobre a Gorizia, dove alle 16.00, all’UGG, Daniele Cernilli guiderà una masterclass che offrirà un primo viaggio nel Pinot Grigio del Collio attraverso lo sguardo di uno dei più autorevoli critici del vino italiano. In serata, alle 18.30, il Consorzio sarà ospite della Camera di Commercio Venezia Giulia nella Sala Verdi di Palazzo De Bassa per la presentazione della ricerca “Collio Experience – La parola all’Horeca”, realizzata da Nomisma Wine Monitor per il Consorzio, con la moderazione di Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24.

È la seconda parte del percorso iniziato nel 2025. La prima indagine aveva analizzato la percezione del brand Collio presso 1.500 consumatori italiani, posizionandolo tra i territori collinari più riconosciuti per i bianchi di qualità. Quest’anno la parola passa a ristorazione e hospitality, per capire come il canale Horeca conosce, sceglie e propone i vini del Collio.

A presentare i dati sarà Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor, in dialogo con Luca Raccaro, Presidente del Consorzio. Segue uno standing dinner. “Dopo la ricerca sui consumatori, era naturale dare la parola a chi il vino lo porta in tavola ogni giorno” – commenta Lavinia Zamaro, Direttrice del Consorzio Collio. – “I dati sul canale Horeca saranno uno strumento concreto per le nostre aziende e Collio Evolution è il luogo giusto per condividerli con produttori, stampa e operatori”.

Domenica 25 e lunedì 26 ottobre Collio Evolution si sposta a Cormons. La domenica mattina, all’Enoteca di Cormons, Cristina Mercuri, prima donna italiana Master of Wine, accompagnerà la stampa in una masterclass dedicata al Pinot Grigio del Collio e alla sua capacità di raccontare il territorio. Sempre all’Enoteca, nel corso delle due giornate, i giornalisti potranno approfondire il vitigno nella degustazione tecnica di Collio Pinot Grigio, attraverso le diverse interpretazioni aziendali.

Negli stessi giorni le Sale Civica e di Rappresentanza del Comune di Cormons accoglieranno il pubblico ai banchi d’assaggio delle aziende del Collio, aperti domenica dalle 11.00 alle 17.00 e lunedì dalle 11.00 alle 16.00: un’occasione per incontrare i produttori e scoprire, accanto al Pinot Grigio, la ricchezza e la varietà dei vini della Denominazione.

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Da James Suckling, Wine Spectator, Wine Advocate e Wein Plus a Doctor Wine, Bibenda, AIS e Vinibuoni d’Italia confermando l’apprezzamento della critica specializzata per i vini della cantina Benanti

Dalle testate internazionali alle guide italiane, il 2026 porta a Benanti una nuova serie di virtuosi riconoscimenti che attraversa le diverse espressioni della viticoltura etnea.

“I riconoscimenti ottenuti anche quest’anno, in Italia e all’estero – sottolinea Salvino Benanti – confermano la bontà del nostro lavoro: un percorso che da quasi quarant’anni è orientato alla valorizzazione della purezza, dell’eleganza e della finezza dei vini etnei. La nostra filosofia — raccontare l’Etna nella sua completezza attraverso la vinificazione per singole Contrade, distribuite lungo l’intero arco della nostra DOC — è apprezzata tanto dalla critica quanto dai consumatori, e questo è per noi motivo di grande soddisfazione“.

È particolarmente articolato il riscontro di “James Suckling”, che premia dodici vini Benanti. Due etichette raggiungono 96/100: il Contrada Dafara Galluzzo Etna DOC Rosso 2024 e la Serra della Contessa particella No. 587 Etna DOC Rosso Riserva 2020. Con 95 punti seguono il Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco 2024 e il Pietra Marina Etna DOC Bianco Superiore 2021.

La fascia dei 94 punti comprende il Contrada Monte Serra Etna DOC Rosso 2024, il Contrada Cavaliere Etna DOC Bianco 2024 e il Rovittello particella No. 341, Etna Rosso DOC Riserva 2020. Quattro le etichette a 93 punti: il Nerello Cappuccio Terre Siciliane IGT Rosso 2024, il Contrada Cavaliere Etna DOC Rosso 2024, il Contrada Calderara Sottana Etna DOC Rosso 2024 e il Contrada Rinazzo Etna DOC Bianco Superiore 2024. Completa il quadro l’Etna Bianco DOC 2025, con 92 punti.

Tra le valutazioni più significative figura il 94/100 assegnato da “Wine Spectator” al Pietra Marina Etna DOC Bianco Superiore 2020. Si affiancano poi i giudizi di “Wein Plus”: la testata tedesca attribuisce 93/100 al Contrada Cavaliere Etna DOC Rosso 2024, 92/100 al Contrada Calderara Sottana Etna DOC Rosso 2024 e 90/100 al Contrada Dafara Galluzzo Etna DOC Rosso 2024. A questi si aggiungono due riconoscimenti per i bianchi: il Contrada Cavaliere Etna DOC Bianco 2024 ottiene la valutazione di “eccellente” con 90 WP, mentre il Contrada Rinazzo Etna DOC Bianco Superiore 2024 raggiunge 91 WP, accompagnato da una nota che ne sottolinea freschezza, precisione aromatica, componente minerale e persistenza gustativa.

Anche Robert Parker nella sua guida “Wine Advocate” riserva giudizi di particolare rilievo a sei etichette della cantina, con punteggi compresi fra 92 e 95+. Il risultato più alto è quello di Serra della Contessa particella No. 587 Etna DOC Rosso Riserva 2019, che raggiunge 95+ punti. A quota 95 si attestano il Pietra Marina Etna DOC Bianco Superiore 2020 e il Rovittello particella No. 341, Etna Rosso DOC Riserva 2019. Seguono il Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco 2024, con 94 punti, il Contrada Cavaliere Etna DOC Bianco 2024, con 93, e il Contrada Dafara Galluzzo Etna DOC Rosso 2022, con 92 punti.

Non mancano le segnalazioni delle guide italiane. “Doctor Wine” assegna 97/100 al Pietra Marina Etna DOC Bianco Superiore 2021, selezionandolo come “Miglior Carricante 2027”. Da “Vinibuoni d’Italia” arriva invece la Corona, con inserimento nel TOP 300, per il Contrada Cavaliere Etna DOC Bianco 2024, che ottiene anche le quattro stelle. La stessa valutazione in stelle va al Contrada Monte Serra Etna DOC Bianco 2024, al Contrada Rinazzo Etna DOC Bianco Superiore 2024, all’Etna Rosso DOC 2024 e al Contrada Dafara Galluzzo Etna DOC Rosso 2024. “Guida Vitae” 2027 di AIS ha assegnato importanti riconoscimenti a due etichette di Benanti: Etna Bianco Superiore Pietra Marina 2021, premiato con 94/100, ed Etna Rosso Contrada Dafara Galluzzo 2024, che ha ottenuto 93/100.

Infine, per Bibenda Pietra Marina Etna DOC Bianco Superiore 2021 è tra i 10 migliori vini di Bibenda 2027, tra gli oltre 30 mila assaggiati durante i lavori della Guida.

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Un viaggio tra paesaggio, storia e vitigni autoctoni nella tenuta simbolo

della famiglia Librandi

Le vigne, il paesaggio agrario e il patrimonio di conoscenze che si tramandano da generazioni diventano protagonisti delle Giornate FAI d’Autunno, che quest’anno porteranno il pubblico alla scoperta di Tenuta Rosaneti, una delle proprietà storiche della famiglia Librandi nel territorio di Rocca di Neto.

L’appuntamento, promosso dalla Delegazione FAI di Crotone e Santa Severina, offrirà ai visitatori l’opportunità di entrare in contatto con un luogo che rappresenta una sintesi della tradizione vitivinicola calabrese e del profondo legame tra uomo e territorio che da sempre caratterizza l’attività dell’azienda.

Nel corso delle due giornate sarà possibile percorrere i vigneti della tenuta accompagnati dal team Librandi, che guiderà i partecipanti in un itinerario pensato per raccontare non soltanto le tecniche di coltivazione e produzione del vino, ma anche la storia di un paesaggio agricolo che nel tempo ha contribuito a definire l’identità della Calabria vitivinicola.

“Accogliere il pubblico a Tenuta Rosaneti nell’ambito delle Giornate FAI rappresenta per noi un’occasione importante per condividere il valore culturale del nostro lavoro“, dichiara la famiglia Librandi. “La viticoltura non è soltanto produzione agricola, ma anche tutela del paesaggio, conservazione di saperi e costruzione di una relazione continua con il territorio. Aprire le porte della tenuta significa raccontare questa storia e permettere ai visitatori di viverla direttamente“.

L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui il FAI dedica una particolare attenzione alle eccellenze del Made in Italy, ai saperi produttivi e alle attività che contribuiscono a costruire l’identità culturale delle comunità locali. In questo contesto, Tenuta Rosaneti rappresenta un luogo emblematico dove ricerca, tradizione e valorizzazione dei vitigni autoctoni convivono in un progetto che negli anni ha contribuito alla conoscenza del vino calabrese in Italia e nel mondo.

Al termine della visita, i partecipanti potranno completare l’esperienza con una degustazione di una selezione di vini Librandi, espressione dei diversi territori e delle varietà che caratterizzano la produzione aziendale.

Sabato 11 e domenica 12 ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 (ultimo ingresso alle 11.30), il pubblico potrà scoprire Tenuta Rosaneti attraverso un percorso che unisce natura, storia e cultura del vino. L’itinerario comprenderà la visita al museo Vi.Te.S. (Viticoltura, Territorio e Storia), museo d’impresa ospitato in un casale di inizio Ottocento che racconta l’evoluzione dell’agricoltura e della viticoltura calabrese attraverso una ricca collezione di testimonianze e reperti. Il percorso proseguirà tra i vigneti della tenuta e i profumi della macchia mediterranea fino al suggestivo Giardino Varietale, una collezione unica composta da circa 200 vitigni autoctoni recuperati in tutta la Calabria e coltivati in un vigneto dalla caratteristica forma a spirale.

La partecipazione alle visite è libera. Per chi desidera completare l’esperienza con una degustazione guidata di una selezione di vini Librandi, è richiesta la prenotazione anticipata. I posti sono limitati e le prenotazioni possono essere effettuate scrivendo a librandi@librandi.it.

Saranno inoltre disponibili pullman gratuiti con partenza dalla stazione delle Autolinee Romano di Crotone per agevolare la partecipazione dei visitatori.

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Tenuta Castellaro, una nuova stagione dopo l’estate

La luce si fa più morbida, le giornate si accorciano, l’isola assume una dimensione più raccolta: l’estate alle Eolie non finisce con l’alta stagione, ma si trasforma con l’autunno senza perdere il suo fascino unico. È in questo passaggio che Tenuta di Castellaro sceglie di continuare ad accogliere i propri ospiti: il Wine Resort di Lipari resterà aperto fino all’8 novembre, accompagnando l’ingresso nell’autunno con una proposta di soggiorno pensata per chi cerca un ritmo diverso.

Dopo i mesi di maggiore affluenza, le Eolie offrono infatti la possibilità di vivere giornate ancora luminose e con temperature estive: “Anche se adesso – sottolinea Massimo Lentsch, titolare di Tenuta di Castellaro – il vento torna a farsi sentire tra i filari. L’isola ritrova adesso una dimensione più raccolta. Ed è così, che continuiamo ad accogliere chi desidera vivere le Eolie quando il grande movimento dell’estate lascia spazio a un modo più lento e intimo di stare sull’isola. L’autunno, da questo punto di vista, rappresenta naturalmente il momento in cui l’esigenza di rallentare trova la sua dimensione più autentica”.

Una scelta che intercetta una tendenza emersa con chiarezza durante i mesi appena trascorsi.  Tenuta di Castellaro – dal suo osservatorio privilegiato – monitora nel dettaglio l’andamento turistico: quest’anno ha registrato chiaramente una maggiore presenza di turisti italiani e una significativa affluenza di enoturisti, con un pubblico particolarmente interessato al vino, alla sua cultura e alla possibilità di conoscere più da vicino il lavoro della cantina e dei vigneti. 

Per molti, anche nel mese di agosto, Tenuta di Castellaro è un’intenzione precisa, quella di allontanarsi dalla confusione. Non è raro che gli ospiti decidano di trascorrere gran parte della giornata proprio all’interno del resort, tra i vigneti, gli spazi della tenuta, che offre la possibilità di fermarsi a pranzo e a cena senza dover necessariamente tornare verso il centro dell’isola.