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Recensione di “Negli occhi bambini”

Buongiorno cari lettori,

com’è stata la vostra infanzia? Cosa vi ricordate?

Mi sono trovata questo nuovo libro tra le mani e ieri, tra una coccola e l’altra con mia figlia, mi è scivolato tutto nel cuore.

Si tratta di una raccolta di brevi racconti e poesie scritte da molteplici autori che si sono “messi in gioco” riguardo a questa tematica che tanto facile non è.

Parte quasi con uno dei dolori più forti che un bimbo possa assorbire; ti lascia sgomento, ti fa mancare il fiato, ti fa piangere e riflettere su quanto i bimbi vedano e capiscano anche quando noi crediamo di tenerli sotto una bolla ovattata d’apparenza.

Si prosegue portando alla luce, quasi di conseguenza al testo di cui vi accennavo poco fa, la maturità dei bambini, la loro capacità di ragionare come noi adulti (se non meglio) e di saper fare delle scelte “sentite” che portano anche alla privazione di qualcosa di desiderato pur di aiutare i genitori.

E quando iniziano le poesie, appare tutto con una delicatezza differente.

Si sa che la poesia è una delle forme di scrittura più piena quanto ermetica.

Trasmettere vissuti, emozioni, dolori, è una capacità che pochi autori hanno davvero.

In questo volume troviamo differenti stili poetici (e di scrittura), alcuni possono essere più affini, altri meno, ma non cambia la loro delicatezza e la loro empatia.

Leggere queste poesie riporta indietro inevitabilmente, si toccano corde di ogni tipologia di vita e di passato, compresa la guerra e lasciano tutte il segno.

La profondità annidata in questo volume è più forte di quanto si possa pensare all’inizio.

E la conclusione? Vi lascio scoprire che voci troverete a chiudere “Negli occhi bambini”; vi dico solo che tutto finisce con dei quesiti a cui tutti noi dovremmo provare a rispondere.

Molteplici stili di scrittura, tante firme, tanta empatia e tanta profondità che, a tratti, fa salire il nodo in gola e che non può che far pensare.

Alla prossima recensione, la vostra Ele