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Recensione “Mai sulla bocca”

  • Autore: Stefano D’Andrea

Cari lettori, eccomi qui con una nuova recensione.

Giorgio narra la sua vita attraverso un monologo che si alterna con una narrazione descrittiva delle esperienze di alcune prostitute.

Utilizzando la metodologia di una ricerca antropologica il protagonista entra nel mondo della prostituzione scovandone estratti di vita, obblighi, scelte e testimonianze.

Di capitolo in capitolo, si alternano le vite di donne e quella della voce narrante creando un crescendo di conoscenza, analisi e psicologia.

Tutto inizia con un’apparenza sicurezza di Giorgio che, di pagina in pagina, denota arroganza quanto nudità dei personaggi e, in particolare, del genere maschile.

Una finestra aperta su un mondo spesso taciuto e una limpidezza d’analisi della vita matrimoniale dove si celano segreti da ambo le parti; scelte che ricadono psicologicamente nelle vite dei coniugi e che generano conseguenze emotive non da poco.

A fare da fulcro sottinteso è il sentimento e la potenza che ha in ogni vita evidenziandone la rilevanza sia in amore, che in famiglia, amicizia e nel tradimento.

Si evince una differenza netta tra la vita vissuta e quella che sognavamo che, come desiderio, crea frustrazione e aspettative destinate a rimanere disattese.

Con un pizzico di ironia, con una scrittura sagace e moderna, con una trama paradossalmente realistica e sviluppata molto psicologicamente, l’autore entra in uno dei mondi spesso accantonati e silenziati, ma soprattutto descrive la psicologia maschile generando un’analisi.

Mai sulla bocca” può essere letto come un libro estivo quanto un saggio maschile dove molto viene messo a nudo togliendo l’egoistico testosterone che spesso l’uomo indossa come maschera.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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