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Recensione di ”Solo polvere”

  • Casa editrice: Robin Edizioni

Buongiorno cari lettori, eccomi qui. 

Che gioco fa la nostra mente? 

Cosa succede alla psiche? 

Ciò che crediamo di vivere, è sempre reale? 

Una storia narrata in prima persona. 

Un’esperienza di vita di un malato che narra cosa l’unisce a Daniela, una ragazza di cui è innamorato.

Un’intreccio che porta alla “visione” concreta di una psiche umana. 

Attraverso la voce narrante, ovvero il protagonista, ci troviamo a confrontarci con la mente e i sentimenti. 

Il dolore di un sentimento non ricambiato, la mancanza d’affetto nell’infanzia, la solitudine, la paura di rimanere soli… tutti aspetti di molte vite che ricadono indubbiamente sulla psiche del soggetto caratterizzandone la vita e le conseguenze emotive. 

Questo romanzo tratta le malattie mentali e i sentimenti creando un’immagine particolare e definendo una trama in modo delineato ma con il classico stile di discorso mentale quasi autocondotto. 

In questo secolo in cui la psiche umana è ancora un tabù insieme alla psicologia, questo romanzo enuncia quanto essa sia fondamentale nella vita e nell’analisi di un soggetto. 

Un esempio che si incastona perfettamente nei giorni d’oggi dove gesti estremi vengono “difesi” da psiche deboli e fragili. 

Un testo controverso per alcuni, innaturale per altri; per me, molto mentale e psicologico. Un po’ come il film “Shutter Island”. 

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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