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Recensione di “Quel che affidiamo al vento”

Buongiorno cari lettori, ieri faceva freddo e mi sono rintanata sul divano a leggere questo romanzo che mi ha regalato Michele.

Tutto si svolge in Giappone dove la protagonista ha perso madre e figlia in seguito allo tzunami del 2011 e viene a scoprire di un luogo dove poter “comunicare” con i cari. Da qui la sua volontà di recarvisi innescando conoscenze che le entreranno nel cuore e azioni nuove.

Quando ho iniziato questo libro non sapevo che cosa mi sarei trovata in questo romanzo che non lascia indifferenti.

L’autrice omaggia il Giappone e le vittime dello tzunami narrando questa storia che lascia un profondo dolore per ciò che viene narrato e, nel contempo, associa un messaggio molto forte su un argomento delicato come la morte associata agli affetti.

Il Telefono del Vento, luogo che esiste davvero, è un ponte dove poter parlare con le persone care e qui molte persone si recano tenendo viva speranza ma anche cercando serenità e crescita.

Attraverso questo romanzo ci si scontra con infiniti dolori che possono apparire lontani in quanto, in questo romanzo, esser quasi tutti frutto di fantasia ma che, in realtà, sono reali e vivi in quanto possono riguardare molte persone e, se non in maniera identica, si distanziano di poco da quelli che spesso leggiamo sui giornali di cronaca.

Leggere questo libro significa confrontarsi con il dolore e la perdita che dilania rischiando di non far andare avanti la vita stazionando come amebe lasciandosi sfuggire il vento del cambiamento, della crescita e della felicità.

L’autrice insegna a non lasciare sfuggire gli attimi con le persone amate perché tutto potrebbe finire in breve tempo ma soprattutto, davanti a un lutto, sprona a non dimenticarsi della vita e della felicità scoprendo che vivere e creare nuove emozioni non significa dimenticare una persona cara o sminuire i sentimenti del “passato” ma che non si affievoliranno mai.

Di sicuro si tratta di un argomento delicato quanto personale dove non ci sono regole fisse o leggi prestabilite ma, in questo romanzo, si può quantomeno trovare un filo di speranza o un pensiero di riflessione su qui basare le proprie scelte e opinioni.

Tanta psicologia descritta senza apparire scienza ma semplicemente vita.

Con una scrittura emotiva, sincera, vitale e dolce quanto realistica, l’autrice ti porta a introdurti nella cultura e nel mondo giapponese narrando una tematica difficile ma senza appesantire.

Un romanzo delicato come i fiori dipinti sulla copertina.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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