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Recensione di “Le scarpe del flâneur”

Buonasera a tutti, oggi mi sono dedicata alla lettura di una nuova silloge poetica e non vedevo l’ora di parlarvene.

Jonathan è uno scrittore con un certo spessore ma questo non lo ha tediato dalla sua umanità ed essenza.

Non lo ha allontanato o cambiato anzi, leggendo le sue poesie appare quasi che si rifugi nell’anonimato diventando umile spettatore della vita che lo circonda per assaporarne la vera essenza.

Sia ben chiaro, non intendo assolutamente dire che non si cibi della vita stessa, lui nel cannibale tanto da incidere su carta ogni aspetto ed evidenziando come ogni passione, godimento, volontà, vadano espresse e vissute concretamente.

Man mano che conoscevo l’autore attraverso i suoi testi, mi sorgeva spontanea l’associazione con i poeti maledetti che tanto amo: Jonathan è sprezzante, sicuro di sé e di ciò che vuole esprimere, deciso.

Ad alcuni potrebbe apparire irriverente, ad altri -come me- un uomo emancipato rispetto alle regole sociali e agli sguardi di chi non sa realmente vedere ed osservare cos’abbiamo intorno.

Lui parla di sé stesso e della sua amata Parigi mostrandoci ogni briciola d’amore per questa città ma non ci nasconde il lato oscuro, le peculiarità negative del cambiamento e della società stessa portando a confronto anche opposti stili di vita.

 

 

La sua poetica è inaspettata e davvero sorprendente.

Jonathan è un poeta osservatore e forse filosofo moderno ed eccentrico che mette nero su bianco ogni sentimento, ogni sensazione, ogni colore delle emozioni.

E’ passionale e di un romanticismo che, secondo me, solo chi vive veramente ogni attimo sa comprendere e apprezzare.

 

 

Immagino il suo sguardo che riesce a vedere davvero chi ha di fronte e riesce poi a trascrivere questa persona in una poesia che nella mente diventa immagine vera; questa sua dote l’ho trovata in pochi altri poeti contemporanei e denota un’introspezione immensa.

Direi che tutto si potrebbe riassumere con la parola VITA.

Si, vita, perché l’autore vuole mostrarci cosa significhi davvero vivere, godersi gli attimi, le opportunità, le emozioni, i baci e anche gli amplessi senza dimenticare d’osservare ciò che ci circonda senza tralasciare nulla.

Insomma amici miei, una raccolta poetica insolita per qualcuno, romantica per alcuni, viscerale per altri, schietta per taluni e tutto questo per me.

Spero non ve la facciate scappare.

Alla prossima recensione.

Un abbraccio

La vostra Ele

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