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Recensione di “Tu vivrai”

Ciao amici e buon fine settimana.

Ieri sera ho finito l’ultimo libro di Giovanni Nebuloni e mi sono fermata a riflettere prima di scrivere le mie considerazioni.

In questo romanzo torna Livia, la protagonista di La nota sbagliata, ma il romanzo può esser letto anche senza conoscere il precedente (anche se io consiglio tutti i libri dell’autore).

La poliziotta questa volta si trova ad affrontare una misteriosa sparizione che si fa sempre più intricata e la catapulta in un mondo a lei sconosciuto dove tutto cambia prospettiva e porta a una continua analisi.

Ma cosa sarà successo al fisico Andrea Gronchi? Perché è scomparso? Il mistero s’infittisce sempre più.

Giovanni Nebuloni non delude mai.

Ogni volta che mi trovo a leggere un suo romanzo (sempre onorata per la sua fiducia nell’affidarmi i suoi “figli”), già dalle prime righe mi trovo catapultata in un mondo unico, fantasioso ma ipoteticamente reale e l’autore costringe inevitabilmente a riflettere, a porsi domande mettendo in campo la filosofia o non si riuscirebbe a proseguire la lettura.

Non si tratta di un thriller canonico, nessuno dei suoi libri lo è, ma ci addentriamo in una trama complicata, introspettiva, riflessiva e mai semplice.

Ogni avvenimento che credevo si presentasse, veniva invece scardinato in modi inaspettati.

Nebuloni ambienta la sua storia proprio nel maggio appena passato, avvinghiato al temibile Covid che ancora ci lambisce; questa sua scelta porta ulteriormente il lettore a chiedersi quanto non sappiamo effettivamente di ciò che ci accade intorno e quanto sconosciuto sia il mondo.

La protagonista inaspettata, Livia, si addentra nella storia seminando piano piano tante tematiche che sentiamo ogni giorno ma che a volte accantoniamo o sottovalutiamo; qui vengono piano piano sviscerate (o accennate) inserendole in un intreccio ampio ma ben delineato e mai caotico.

L’autore ci porta a guardarci dentro, ci sprona a non fermarci, a non dimenticare e ci lascia anche la speranza che chi perdiamo in verità rimanga con noi, vicino a noi, in un mondo nuovo.

Una speranza da non sottovalutare in questo momento particolare e triste.

Un ulteriore messaggio che è anche il fulcro, riguarda il tempo.

Lo scorrere incessante, l’importanza, il valore che ne attribuiamo.

Crediamo sempre di aver una risorsa infinita di tempo che ci porta quindi inevitabilmente ad accantonare, rimandare, posticipare delle azioni, delle attenzioni, delle delicatezze e poi magari il nostro tempo finisce e rimangono solo rimpianti e tanti dolori.

Nebuloni, narrandolo in senso “opposto”, ne evidenzia l’importanza e il suo esser perno della vita di tutti noi.

Infine, l’amore.

La luce che da un senso a tutto, il filo conduttore implicito della vita espresso come bisogno, ricerca, traguardo ma anche come scopo implicito.

La Luce che motiva tutto anche quando non ce ne rendiamo conto.

Come sempre Nebuloni ci pone tante riflessioni, tanti punti da analizzare e mai con ovvietà.

Tu Vivrai a chi si riferisce? Come vivrai?

A voi scoprirne ogni sfaccettatura che secondo me è differente da lettore a lettore; la certezza rimane nel leggere testi forti, possenti e mai banali ed è tutto merito della penna sferzante di Giovanni… una penna da non sottovalutare mai.

Alla prossima

Un abbraccio

La vostra Ele

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