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Recensione di “Why me? Why not!”

  • Titolo: Why me? Why not!
  • Autore: Danilo Scastiglia

Ciao amici, mi sono chiesta più volte come valutare e come porre questa recensione e non so ancora se ho trovato il filo conduttore corretto ma ci provo.

In queste pagine troviamo la storia di Marta, una donna separata alle prese con quattro figli da crescere e accudire ma che viene ampliata dalle sorprese e delusioni della vita quotidiana e dell’amore che in fondo anche in età adulta si sogna di vivere.

Prima di tutto voglio dirvi i difetti che ho trovato in questo libro; ho scelto di raccontarvi subito questi perché poi possiate vedere tutto ciò che invece lo valorizza.

Il primo difetto, e forse quello che più mi ha intorpidita, riguarda la scelta dell’autore di non suddividere in capitoli la storia; questa caratteristica purtroppo ha appesantito la lettura anche perché si trattava di un filo continuo senza nessuna interruzione nemmeno di capoverso.

Un secondo errore l’ho constatato nelle ripetizioni e negli errori di battitura che con un editing sarebbe facilmente risolti.

Infine, il terzo errore riguarda la mancanza di unione, e quindi lo stacco netto, tra alcuni momenti del racconto ed altri.

Ora non spaventatevi…tocca alla parte più importante non solo perché la storia cela tanti aspetti della vita di ogni giorno che teniamo nascosti ma anche perché attraverso queste pagine, Danilo porta un sorriso e una speranza a quelle donne mature che credono di non valere, di aver meritare amore, attenzioni, considerazioni e stima.

Attraverso un lessico semplice ma deciso, l’autore narra una storia idilliaca, forse utopistica, ma che in fondo è quello che spesso cerchiamo per poter sognare, staccare la spina e magari vivere momenti inimmaginabili attraverso i protagonisti.

Attraverso la vita di Marta, la fase adulta e di rivincita personale di questa protagonista, vengono trattate tematiche importanti quanto spesso ancora taciute e forse autorizzate da molti: Marta ha subito violenze e stupri da chi più di tutti doveva amarla, ha subito insidie psicologiche e fisiche da colui con cui aveva generato una famiglia, ha dovuto affrontare il fallimento di un matrimonio e le conseguenze della divisione di responsabilità e doveri verso i figli.

Danilo ci mostra la differenza tra una madre e una mamma, ci mostra cosa significhi davvero amare e cosa invece sia l’opportunismo e il viscido desiderio di sicurezza ed evidenzia come la sessualità sia fondamentale, sana e biologica ad ogni età e con ogni tipo di attrazione.

Tirando le somme, ritengo che si tratti di una storia moderna, forse un po’ troppo infiocchettata ma mai impossibile, dove la donna riesce ad avere una rivincita su questo vissuto triste, spesso maschilista e privo di sicurezze individuali.

Non è mai troppo tardi per riscoprirsi, darsi il giusto valore e vivere la propria vita seguendo ciò che ci piace e insegnando ad amarsi ed amare.

Credo che l’autore abbia le basi e la capacità per continuare a migliorarsi e spero vivamente che la sua prossima opera continui a trattare tematiche come questa ma con uno stile sempre più complesso e fuso.

Tornando a “Why me? Why not!”, non saprei se definirlo un Harmony o meno ma credo si inserisca benissimo in questo genere letterario.

Ora vi lascio a questo sabato pomeriggio diverso dai soliti, chiusi in casa ma spero non soli.

Torno a coccolare la mia dolce Carlotta.

Alla prossima amici miei.

Vi abbraccio

La vostra Ele

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