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Recensione di “Dove gli angeli camminano di notte”

Cari lettori, oggi fatico a trovare le parole giuste, il filo lineare attraverso il quale parlarvi di questo romanzo.

È difficile capire che cosa voglio trasmettervi, non perché il testo sia difficile ma è talmente tanto ricco di tematiche e messaggi di valore che non saprei quale “scaletta” offrirvi, ma ci proverò.

Ci troviamo ad addentrarci nella vita della signora Beatrice, una donna sulla sessantina che si ritrova in ospedale a causa di un incidente e, aspettando di migliorare per potersi operare, rivive la sua vita. Con un’alternanza tra presente in ospedale e passato, scopriamo la vita di questa donna segnata sotto ogni aspetto sentimentale. Scopriamo i suoi amori, le ferite, i figli, il lavoro e la sua personalità; in tutto questo ci troviamo di fronte anche al mondo ospedaliero odierno e al lavoro che ogni figura medica si trova ad affrontare e gestire. Beatrice è sola, ferita, triste, distrutta e con una vita di dolore… realtà o fantasia in questo testo? Scopritelo.

Leggere questa storia mi ha lasciata con un senso di verità immenso e con un dolore empatico esteso in ogni parte di me.

Ci viene presentata la vita di questa donna con forza bilanciata a delicatezza. Il suo temperamento, la sua decisione, la sua femminilità, i suoi sogni e il suo esser mamma vengono descritti di pagina in pagina con una psicologia fine, realistica, emotiva e colta.

Ci addentriamo in anni passati che, fidatevi, non sono molto distanti dai giorni d’oggi.

Vengono trattate tematiche importanti come la violenza domestica, la freddezza dei legami familiari, i silenzi, l’oppressione verso la donna, la carnalità con cui viene vista, la solitudine nell’affrontare tutto quanto, l’annientamento di sogni e passioni, l’amore sbagliato e quello che finisce troppo presto per egoismo forse o, semplicemente, per mancanza di “forza”.

C’è lo sguardo dentro la violenza, l’abbandono delle certezze, la paura di cadere ad ogni passo, la tenacia nel crescere dei figli da sola cercando di dar loro ciò che si sperava di trovare, la ferita di una figlia priva d’affetto sincero da parte della madre e qui, forse per osmosi, forse per empatia, mi sono rivista quasi in ogni emozione di Beatrice e l’autrice ha saputo benissimo narrare tutte le conseguenze che -consce o inconsce- si innescano e si specchiano poi, spesso, nelle donne adulte.

Cicatrici infinite, dolorose, eterne e spesso invisibili.

Vissuti che si nascondono ad occhi estranei se non anche a quelli più intimi.

Dolori estesi che portano a depressione, annullamento di se stessi, paura verso ogni cosa.

Beatrice è un esempio che calza, purtroppo, a pennello nella vita di moltissime persone e, attraverso lei scopriamo il silenzio e la urla mute di vite intere.

Ci rendiamo ancora più conto di quanto dietro ad ognuno di noi ci possano essere infiniti dolori, accadimenti tragici, violenza, abbandono.

Spesso si legge in giro che dietro ad ogni vita c’è una storia taciuta ai più e, attraverso questo romanzo, questo concetto è sapientemente espresso.

Di parallelo, ma non di minor valore, ci addentriamo nella vecchiaia e, forse ancor più importante anche ai giorni d’oggi, il ruolo del medico e del personale ospedaliero.

Nessuno di noi vorrebbe aver a che fare con questo aspetto, nessuno pensa fino in fondo quanto sia difficile, doloroso, debilitante, vivere in questo contesto magari per mesi ed è lì che il medico, l’infermiere, il personale, crea la differenza.

Empatia, dedizione, amore per il proprio lavoro e per il prossimo. Ecco, silenziosamente, con delicatezza, scopriamo quanto sia valoroso, importante, fondamentale il ruolo di questi lavoratori che si adoperano per tutti noi.

E forse -anzi, senza il “forse”- soprattutto in questo contesto odierno, dovremmo capire meglio un po’ tutti noi, quanto loro siano fondamentali e riflettere su quanto facciano la differenza anche per le nostre persone care o, semplicemente, per coloro che sono sole.

Uno spaccato di vita e di dolore, con un finale non banale ne scontato ma veritiero.

La tematica delle emozioni, dell’affetto, di godere dei sentimenti provati e di esserci per chi amiamo… tutto e molto altro in questo romanzo scritto con passione e competenza e dove gli aspetti psicologici sono ben delineati e descritti con raffinatezza.

 

A mio modesto parere non dovete farvelo sfuggire.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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