Recensioni

“Il tempo di tornare a casa”

Buongiorno cari lettori.

Anni fa bazzicavo spesso le stazioni dei treni e, impaurita dalla possibilità di perdere il treno, arrivavo sempre prima e mi accomodavo alla banchina mentre guardavo le persone passare e mi chiedevo cosa li portasse a viaggiare, da dove venissero, chi salutassero e via dicendo.

Quando ho acquistato questo libro non sapevo che avrei rivissuto un piccolo momento del mio passato trovando versioni anche simili a quelle da me immaginate.

“Il tempo di tornare a casa” è una raccolta di racconti, di storie amorose di vita, di quotidianità e di sofferenza.

Mentre lo spettatore aspetta il suo treno s’imbatte, direttamente o meno, in individui totalmente differenti e viene delineata al lettore la loro “situazione” sentimentale, le loro emotività.

Si passa dallo scoprire l’amore adolescenziale fino a quello genitoriale, passando per l’amore di una vita intera, a quello malato e tante altre tipologie.

Ogni racconto narra di vita. Narra di esperienze. Di emozioni. Di paure. Di desideri.

Quando arrivi a terminare il libro -e fidatevi che una storia tira l’altra- ti rendi conto che non sei solo. Che le paure che credevi solo tue, in verità sono di tanti altri, sono comuni e soprattutto, ti rendi conto che ogni vita ha la sua storia, la sua peculiarità, il suo valore.

Stando fermo ad osservare scopri la bellezza e l’importanza di agire, di vivere, di goderti le emozioni e le cose che ti capitano perché stare statici non è vivere davvero.

Impalati davanti ai dubbi, all’incognita di soffrire, di rimanere delusi, di guardarsi davvero dentro, di rischiare… tutto questo non è vivere concretamente e si rischierebbe di arrivare grandi e scoprire quanto si ha lasciato correre rimanendo soli.

Senza appesantire, senza annoiare, senza apparire noioso, borioso, saccente o petulante, l’autore narra delle emozioni di molteplici vite e narra la quotidianità. Ci mostra spaccati di vita, di psicologia, di sentimenti.

Con una scrittura che addolcisce, che emoziona, che ti porta a sentirti il protagonista di ogni racconto, è stato meticolosamente capace di imprigionare nella lettura e di trasmettere ogni vibrazione possibile.

Il titolo implica 3 cose fondamentali, a mio modesto giudizio:

-il tempo che scorre, che passa più velocemente di quanto crediamo e che, allo stesso tempo, ci da la possibilità di analizzarci e di osservare le nostre vite e degli altri consci del valore di ognuna di esse;

-il tornare, quel verbo che implica la possibilità di ricredersi, di rimediare, di poter colmare qualche errore e ricostruire sia noi stessi che i sentimenti relazionali sinceri e veri;

-infine, la casa, quel luogo fisico e metaforico dove ci troviamo in pace, al sicuro, liberi di esser noi stessi senza le paure di esser giudicati.

Insomma, cari miei amici lettori, armatevi di cioccolatini (uno per ogni racconto, mi raccomando) e sedetevi ad ammirare le vite e le emozioni.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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