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Recensione di “Le perfezioni”

Buongiorno cari lettori, durante il mio soggiorno a Venezia mi sono goduta questa nuova uscita letteraria.

“Le perfezioni” parlano della vita di Anna e Tom, una coppia giovane che vive all’estero in un appartamento pieno di piante, facendo il lavoro dei sogni, impegnandosi nella politica progressista e vivendo secondo le proprie regole.

Insomma, si tratta della vita che forse tutti noi vorremmo vivere e che sogniamo nel profondo.

A specchio, troviamo quello che si nasconde davvero dentro le loro vite: la monotonia, il disagio, la solitudine, la noia, la incompletezza… un senso di girare intorno senza mai proseguire, andare avanti.

Quando ho iniziato questo libro ammetto che davvero non riuscivo a capire dove volesse arrivare. Voleva coinvolgermi e farmi sognare la vita dei protagonisti? Voleva, invece, sgretolarla fin dalle prime pagine? Voleva togliermi uno strato di illusione?

Con queste domande ho proseguito la lettura addentrandomi nella vita di questa coppia moderna che mi trovavo meticolosamente di fronte quasi assistessi a uno spettacolo teatrale, un ottimo spettacolo.

Di pagina in pagina ho trovato la crisi dei millenials (si, posso entrarci anche io, però me ne sento fuori, per fortuna) sempre allo sbaraglio, spavaldi e convinti di esser arrivati, di aver troppa energia, troppa forza per concretizzare la crescita che, invece, richiede una spinta continua e una messa in discussione perenne.

Certo, questi due giovani vanno all’estero, in una Berlino a loro sconosciuta, rischiano direte. Ma quanto? Ma davvero? Per me si fermano alle basi, a ciò che serve a un vivere liscio, terra terra, per campare. Non c’è una vera profondità nella conoscenza della nuova vita che gli si prospetta ne di se stessi.

Rimane tutto così in superficie, senza un’analisi di ciò che accade a loro e intorno.

Tutto appare sui social, si mostra su queste piattaforme creando un sentimento d’insuccesso rispetto ad altri, di frustrazione; un senso d’inadattamento pervade piano piano (e neanche troppo piano) la vita dei protagonisti e, in fondo, la vita di molti giovani di oggi.

Una vita attaccati a uno schermo, a un bisogno d’interagire con il mondo attraverso esso, solamente mediante queste infinite fotografie, meme, reel, gif, etc al fine di sentirsi come? Di vivere davvero? Di vivere di riflesso? Di vivere?

Ecco, la vita.

Cari lettori, tutti noi spero stiamo vivendo davvero la vostra esistenza. Spero che nessuno si stia facendo trascinare, che si sia arenato nel dolore e nel “vive meglio Pietro” o “guarda com’è perfetta la vita di Caio”.

Credo che questo nuovo romanzo di Vincenzo Latronico serva a togliere un velo di perbenismo e di cecità nelle vite nostre o dei nostri figli, amici, cugini. Ritengo rappresenti uno spaccato di vita odierna, di dolore e silenzio, ma soprattutto di solitudine.

Con una scrittura che rimanda proprio a una camminata lenta, quasi svogliata (ma non intendo dire che non sia bella, bensì perfettamente adatta alla tematica e al messaggio trasmesso), l’autore ci mette alla prova perché non si sa quanto possiamo trovare di pagina in pagina ne dove si arrivi. È una prova verso noi stessi che ci mette di fronte a molteplici azioni e pensieri che spesso non ci accorgiamo nemmeno di vivere.

Un romanzo nuovo che credo possa piacere a molti di voi.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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