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Recensione: Le cinque donne della mia vita

Titolo: Le cinque donne della mia vita

Autore: Luigi Imperatore

Casa editrice: Rossini Editore

 

Buongiorno cari lettori, è un po’ che non vi scrivo.

Sono stati giorni frenetici, impegni, rientri, bimba che iniziava le elementari, quindi ho dovuto rallentare.

Qualche giorno fa ho concluso “Le cinque donne della mia vita” e volevo condividere con voi la mia opinione.

 

Tutto inizia a Firenze dove Sergio scopre di aver un tumore grave ma riceve anche una lettera che può cambiargli la vita. Senza indugio, quasi come un folle, un suo amico disabile e parte per un’avventura a tappe dove incontrare di nuovo gli amori di una vita; però ogni donna porterà rocamboleschi eventi e conseguenze.

 

In un certo senso questo romanzo parla di malattia: fisica, mentale, geriatrica e animalesca.

Tranne per l’ultima donna, ogni tappa di questa storia tratta un argomento importante quanto delicato.

 

Si inizia con un mare importante che ti porta inevitabilmente a rivedere la propria vita sotto altri punti di vista e cercando di cambiare i giorni a venire espiando anche colpe o semplicemente cercando risposte a domande eterne.

 

Come tutti, viene la famiglia: quel luogo, quelle persone, quelle situazioni che diventano pilastri nella vita di ognuno di noi (o di molti) e che, complice l’età, iniziano a traballare destabilizzando la progenie e le certezze implicite. Poi i traumi che generano psicosi o altro; quei dolori che ci annullano, ci cancellano, ci chiudono in un limbo.

 

Infine la violenza che leggiamo troppo spesso anche sui giornali di questi giorni: quella verso le donne, ancora oggi considerate bene di un uomo, oggetto alla mercé.

Ma non è solo questo… si tocca il dolore di una morte improvvisa, ci si addentra nel fulcro della brevità della vita, della sfiga (concedetemelo) e, in parallelo, scaturiscono messaggi.

 

Credo che “La vita è una sola” non sia semplicemente una frase fatta ma racchiuda tutto.

La nostra vita può davvero finire in un lampo, può fermarsi, annullarci, senza che ce ne accorgiamo, e quindi?

Quindi guardiamoci dentro, osserviamoci, accettiamo di aver sbagliato, ma coltiviamo gli affetti cari, sosteniamo gli amici, aiutiamo i più deboli, mettiamoci in gioco e assumiamoci le nostre responsabilità.

 

La vita genera vita sia fisicamente quanto mentalmente.

 

Con una scrittura semplice che scivola via, l’autore tratta argomenti importanti senza ammorbare.

La lettura è fluida e limpida, una revisione leggera del testo, la renderebbe ancora più scorrevole e piacevole.

 

Un omaggio alla riflessione ma alla vitalità singola e comune.

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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