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Recensione di “Io sono Paola”

Buon pomeriggio amici miei, ho appena terminato un libro che mi ha lasciato il nodo in gola per quanto rispecchi la realtà di molte donne, di molte bambine, di molte persone.

Io sono Paola è una storia inventata che racchiude la vita che molte donne affrontano e, in Paola, ritroviamo il concentrato di abusi, violenze, ingiustizie, paure, dolori che circondano il mondo femminile e che spesso rimangono sotto lo zerbino.

Paola è una vittima di abusi verbali e fisici: alle elementari, vittima da parte del padre di una sua amichetta; poi del padre orco, poi dei coetanei, del compagno, della società stessa e la colpa di esser bella come fosse la giustificazione a subire violenze.

Gianfranco Iovino racchiude buona parte delle violenze che le donne subiscono.

Tutto gira intorno alla depressione della protagonista, della sua solitudine che la porta ad avere paura di qualsiasi persona la voglia aiutare o star vicino, anche del suo amico d’infanzia nonché psichiatra.

Fin dalle prime pagine, mi sono trovata a piangere perché ogni giorno la cronaca ci narra di una violenza perpetuata nei confronti di una donna o di una/un minore.

Il silenzio domina questa storia: una vittima che si sente colpevole, responsabile e che annulla la sua vita e la sua gioia perché abbandonata, incompresa, spaventata, sola.

Una vittima allo sbaraglio che commette errori come finire nel giro della droga, del sesso facile che comporta gravidanze indesiderate e aborti.

Una vittima che doveva esser tutelata dalla sua famiglia e che invece viene abbandonata, zittita, lasciata a convivere con i demoni sotto lo stesso tetto: una madre assente e un padre orco.

E gli anni passano, Paola cresce, cerca amore ma trova solo dolore perché lei è la prima a non sentirsi degna di questo sentimento, è la prima a sminuirsi, la prima a farsi del male perché le hanno insegnato solo questo.

E poi? Poi, quando credi di aver quantomeno accostato un cassetto sperando di riuscire a chiuderlo, ecco che tutto torna a galla, attanaglia, ti fa mancare il respiro e i lividi (mentali e fisici) ritornano ad affiorare senza dare scampo perché una vittima non potrà mai dimenticare, ridimensionare, alleggerire ciò che ha subito e se lo porterà addosso come fosse un’appendice del suo corpo.

Dunque, tappa dopo tappa, si arriva a Dio.

Si, proprio allo scetticismo verso questa divinità che dicono esista e ci protegga. Ma, se Dio esistesse, perché permettere tutto questo dolore? Tutta questa malvagità? 

E si prosegue con l’ascolto; in ogni aspetto della nostra vita è importante ascoltare ed essere ascoltati, non giudicati, ma quante volte troviamo un muro di sordità davanti a noi?

Tenersi tutto dentro, provare a crescere con questo peso sul petto, con questa condanna mentale e fisica, lacera la vittima, l’annulla, la spezza ancora di più; l’ascolto è fondamentale, è il primo passo per riuscire a “catalogare” la propria situazione di abuso e capire che non si è sole, non si è sbagliate, non si è colpevoli.

E l’amore? L’amore è una delle forze più grandi che servano a una vittima e che spesso, anche nelle situazioni normali, manca.

L’amore nel curare le persone, nel sostenere e l’amore verso coloro che hanno subito.

Dove si arriva con questa storia? Si arriva a tutto ciò che ho precedentemente scritto ma anche al tempo; quell’orologio che non si ferma mai e che non possiamo controllare. Per tutti può portare a un confronto con i rimpianti ma, per una vittima, è ancora più complicato perché potrebbe trovarsi a capire dopo anni e anni, che ha diritti, che ha possibilità, che ha l’opportunità di rinascere e vivere con amore e comprensione.

L’autore narra una vita intera senza annoiare, senza diventare pesante o saccente.

La storia di Paola parla di molte vittime e questo libro diventa un esempio, un estratto di vita, un sostegno o semplicemente una conoscenza di tutto il silenzio e l’oblio che si nasconde dietro agli infiniti abusi che noi donne subiamo.

Mi ha lasciata con le lacrime agli occhi perché sono donna, perché sostengo le vittime in ogni modo e perché sono madre di una bimba che potrebbe doversi scontrare con la malvagità del mondo e sta a me (e suo padre) insegnarle a proteggersi, a capire l’importanza del rispetto e dell’amore sperando in un mondo migliore.

https://www.bertonieditore.com/shop/it/libri/674-io-sono-paola.html

Alla prossima recensione

La vostra Ele

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