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Recensione di “Belle di faccia”

“Belle di faccia”, quando un corpo grasso crea fobia

Cos’è la grassofobia? E il fat acceptance? E la body positivity?

Sono tutti argomenti, azioni, emozioni, legati al grasso di una persona o di una comunità e in queste pagine vengono spiegati dettagliatamente.

Fin dal primo capitolo, le autrici mettono in chiaro che qui non si tratta di sostenere l’obesità, ne di propinare diete o consigli medici bensì di qualcosa di più intimo, emotivo, relazionale.

Io sono una persona grassa che convive con questa malattia direi praticamente da buona parte della mia vita -ma questo non è nel il tempo ne il luogo per spiegare come mai-; quello che posso condividere con voi è invece il bullismo, il razzismo, la superficialità, la cattiveria che ho subito proprio a causa di questo mio lato fisico ed è per questo che sento tanto veritiero “Belle di faccia” ritenendo che sia veramente il primo libro che tratta così approfonditamente la paura verso chi è grasso come me (e anche molto meno di me).

Di capitolo in capitolo, le autrici spiegano come sia difficile riuscire in primis ad accettarsi sottolineando la differenza tra l’accettazione e la “positività” perché sono differenti e implicano meccanismi non per forza identici.

Ho trovato molto interessante il loro modo di porsi ai lettori e anche la schietta sincerità nell’affermare quanti pregiudizi e quante sentenze gratuite arrivino da ogni parte, compresa la sfera famigliare e parentale.

Ciò su cui puntano le autrici non è un qualcosa di medico, di abilità o di tolleranza, bensì la dignità e il rispetto; quelle due azioni che dovrebbero essere implicite in ognuno di noi e che dovrebbero esser alla base di un vivere civile ma che, e lo dico per vissuto, non fanno parte del QI di molte persone.

Sempre più si evidenzia quanto nella società, nella famiglia, nella comunità e anche tra i medici, ci sia una derisione verso chi è grasso arrivando a una vera e propria fobia come se facessimo del male a qualcuno.

Un altro aspetto che trattano è come questa grassofobia vada spesso di pari passo con la mancanza di rispetto anche verso chi non ha un corpo “valido” rispetto ai canoni estetici sociali (disabili, transessuali e così via) schernendo, escludendo, etichettando, giudicando e sparando giudizi (non richiesti) poco graditi anche verso queste persone.

Quando ho deciso di leggere questo libro, non sapevo a cosa sarei andata incontro ma ho davvero amato come la franchezza, la schiettezza, la praticità, la libertà d’espressione usata dalle autrici non opprimesse ne facesse soffrire chi, come me, si confronta quotidianamente con queste dinamiche.

In dieci capitoli loro “vomitano” tutta la rabbia per questa società e sottolineano anche come, oltre alla violenza verbale, tutto si specchi anche nella praticità della vita come i vestiti, il viaggiare e molto altro.

Come affermano all’inizio, si tratta di un libro che dovrebbe esser letto sia da chi è grasso che (per almeno due volte) da chi millanta di sostenere quest’inclusione, o la deride e, perché no, anche molte aziende pubblicitarie dovrebbero riflettere su quanto è scritto perché si sa quanto e come i media influenzino.

Forse (mio giudizio personale) dovremmo un po’ imparare a farci i cazzi nostri e lasciare che ognuno viva la sua fisicità come gli pare e piace perché -cito testualmente- “a meno che non mi debba trasportare sull’Himalaya sulle spalle, dubito che la cosa ti riguardi.”

Di seguito il loro sito internet e la pagina instagram:

https://www.belledifaccia.it/

https://www.instagram.com/belledifaccia/

Alla prossima recensione

La vostra Ele

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