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Recensione di “La carezza della memoria”

Buona domenica cari miei amici e lettori.

Ieri sera ho terminato il nuovo libro del mitico Carlo Verdone che la casa editrice Bompiani mi ha gentilmente regalato.

Chi di noi non conosce questo attore, registra, uomo di spettacolo?

Io stessa, insieme a mio marito, ho visto tutti i suoi film che fanno sorridere ma non sono banali però oggi sono qui a parlarvi di “La carezza della memoria”.

L’autore si trova a casa in seguito al lockdown quando uno scatolone dei ricordi riporta a galla momenti, emozioni, ricordi, traguardi e partenze di questo uomo che ha donato sempre una parte di sé a tutti noi.

Foto dopo foto, foglio dopo foglio, ricordo dopo ricordo, Carlo Verdone ci parla della sua vita, del retroscena di chi fa l’artista, delle paure, dei dolori, delle insicurezze e anche delle arrabbiature.

Man mano che leggevo e ammiravo le foto inserite all’interno del libro, si presentava davanti un’immagine differente da quella che appare sugli schermi e iniziavo a ricordarmi che siamo tutti umani, che abbiamo tutti paure, vicissitudini, dubbi, amori, lutti.

Nel mentre parla di lui, dei suoi cari, del suo percorso artistico, delinea e ci porta a conoscenza di un periodo storico, dei cambiamenti di quegli anni difficili, soprattutto gli anni Sessanta e Settanta, e anche del mutamento artistico che avviene quasi pari passo.

Leggere questo libro è come vedere un pezzo della vita di Carlo Verdone, un pezzo della storia della seconda metà del Novecento e anche del cinema e del teatro.

Con il suo stile sciolto, sincero, estroverso (nonostante sia un timido), Carlo Verdone ha creato una piccola biografia che profuma di omaggio a Roma, Siena e a tutti i suoi fan, amici, famigliari, sostenitori, compagni del viaggio artistico.

Mi sono chiesta: ma è un’autopromozione? 

La risposta è arrivata subito: no!

La carezza della memoria ovviamente parla di lui, del suo percorso, delle fatiche, delle scelte, del meritato appoggio e apprezzamento ma ogni pagina sottintende un immenso “Grazie” alla sua famiglia, agli amori giovanili e a quelli maturi, ai figli, agli avi, ai genitori, agli amici sinceri, ai colleghi, a Roma, al Lazio, alla Toscana, al teatro, al pubblico e a tutti coloro che l’hanno reso partecipe della loro vita dando valore ai suoi testi, ai suoi film, ai suoi messaggi.

Non so se sia come un inchino a fine spettacolo o un semplice ringraziamento tra la fine del primo atto e l’inizio del secondo, ma è certo che Carlo Verdone non ha supponenza bensì l’umiltà e la sincerità di mettersi a nudo mostrandosi per la persona che è a prescindere dal lavoro che lo ha poi reso visibile a tutti noi.

Ed ora vi lascio godervi la domenica

Alla prossima recensione

La vostra Ele

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