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Recensione di “Macchine mortali”

Buongiorno amici miei, quest’oggi vorrei parlarvi di un romanzo da cui hanno tratto il film omonimo circa un anno fa.

Macchine mortali parla di un mondo 1000 anni e più dopo di noi dove le città sono letteralmente delle macchine che si muovono e si mangiano tra di loro per sopravvivere e utilizzare i pezzi per energia e ciò che serve per sopravvivere. La città protagonista è Londra e sta cercando di sopravvivere dato che ormai sono sempre meno i luoghi sopravvissuti. A Londra vive Tom, un Apprendista Storico, che viene gettato fuori dal ventre e si ritrova a camminare  tra il mondo esterno insieme ad Hester, una fuggiasca che vuole uccidere Valentine,  l’idolo di tutti i londinesi. Cosa succederà ai due ragazzi? Ma Valentine sarà buono come sembra?

Partiamo dal presupposto che non amo il fantasy ne simili ma ero davvero curiosa di leggere questo libro (che fa parte di una saga) per poi compararlo al film che mio marito mi aveva consigliato.

Macchine mortali parla di dolore, di solitudine, di egoismo, di bugie, di falsità e di classismo.

Ogni tematica del libro si può ben comparare con la nostra società sotto tutti gli aspetti e diciamo che non ne esce una buona immagine.

L’autore ci mostra anche l’altra faccia della medaglia: il rispetto, il sentimento, il sostegno, il bene comune e l’amicizia.

Ci troviamo come davanti a uno specchio dove vediamo il male e il bene; dove i legami di sangue per fortuna non coincidono con quelli di pensiero.

Un libro che non mi aspettavo.

Ritenevo che tutti i fantascientifici fossero distanti dalla possibile realtà; che parlassero di qualcosa d’impossibile e cerco, le città che si muovo probabilmente rimarrà una fantasia, ma il “contorno”, che poi è il fulcro della storia, è odierno, è veritiero, è reale.

Si evincono i valori dell’esser noi stessi, dell’importanza della storia (nel bene e nel male) e del seguire ciò in cui si crede.

Nelle improbabilità di alcune situazioni, ciò che riguarda la società è l’emblema dei nostri anni e forse di tutti i secoli.

Ora veniamo al film: ogni concetto e messaggio espresso nel libro, viene perfettamente ritrovato nel film.

In molte parti è diverso rispetto al libro e alcuni avvenimenti del testo, sono invece assenti nella trasposizione cinematografica.

Trarre per alcune immagini mentali, i luoghi, le situazioni, i personaggi del film rispecchiano esattamente ciò che io mi ero immaginata nella mente.

Quando è arrivato il momento di tirare le somme ho dedotto che questo libro andava veramente letto ma anche solo il film merita davvero.

Spero che non accada mai quello che Philip Reeve a immaginato ma auspico che tutto il male descritto si tramuti in bene perché ne abbiamo tutti bisogno.

Alla prossima lettura

Un abbraccio

La vostra Ele

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