Interviste

Intervista a Paolo Mosca

Buongiorno amici e buon inizio settimana.

Oggi voglio condividere con voi la mia intervista a Paolo Mosca, autore di “Il quaderno del lupo“, uno dei libri di cui vi ho parlato pochi giorni fa.

https://www.eleniastefani.com/2021/01/05/recensione-di-il-quaderno-del-lupo/

Salve Paolo, grazie mille per quest’opportunità.

Lei è un artista a tutto tondo: scrittore, musicista, autore televisivo e registra. Qual è l’aspetto che ama di più del suo lavoro? In tutto ciò che faccio, amo molto lavorare divertendomi. Credo sia fondamentale che il lavoro non sia un peso, ma equivalga a quello che uno farebbe anche per puro piacere.

Il quaderno del lupo parla di un percorso personale ed è praticamente una sorta di suo mini-diario riflessivo: in quanto tempo ha concluso il suo percorso e quindi il libro? Il mio percorso credo non si concluderà mai, ho ancora tantissimo da imparare e un’infinità di libri dal leggere. Il libro l’ho impostato in breve tempo, dando voce a un’idea. Poi l’ho tenuto nel cassetto per un po’ per lasciarlo decantare come si fa con il vino. Con il lockdown ho deciso di ritirarlo fuori e di completarlo.

Cosa l’ha portato a intraprenderlo? La voglia di sintetizzare alcuni spunti e alcuni trucchi. Come scrivo nel quaderno in fondo è un libro innanzitutto per me, scrivere questi trucchi è un modo per ricordarmene senza farmici imbrigliare.

Come è arrivato a “vedere” i problemi come occasione di crescita? Per indole tendo ad andare sempre al succo delle cose. Smonto i ragionamenti in mille pezzi e li ricostruisco. Ho bisogno di vedere il nucleo e non ho mai amato ripetere una lezione a memoria senza averla compresa. Questo approccio l’ho sempre avuto anche con i cosiddetti problemi e quindi in automatico ti accorgi che non sono che occasioni per approfondire qualcosa che non avevi capito nella sua interezza. Se arrivi al nucleo, c’è solo la soluzione.

Ha scritto che spera che questo suo quaderno possa essere utile; perché? Cosa pensa di questa società? Credo che ogni libro sia anche un fatto comunicativo che ha bisogno del lettore quanto dello scrittore. Quindi spero che la comunicazione possa fare il suo percorso e che magari non si fermi al lettore, ma mi possa tornare indietro con commenti, riflessioni, spunti. La società contemporanea è priva di centri, in balia delle opinioni. Anche ciò che dovrebbe dare fiducia, come il pensiero scientifico, è travolto dalla divulgazione spesso adulterata, dall’interesse particolare, dal narcisismo intellettuale. Crearsi un proprio centro, un proprio equilibrio, diventa, se possibile, ancor più fondamentale che in passato.

Al punto 2 del tuo quaderno ha scritto: “Il problema è soprattutto un mezzo per conoscersi, per portare alla luce parti di noi stessi che dormono in un angolo.” Attraverso i suoi problemi, cos’ha scoperto di sé? Ho scoperto di essere molto perfettibile.

Parla anche del bisogno di cambiare parametri; concretamente, che cambio di prospettiva consiglierebbe in questa circostanza odierna? Se la circostanza a cui si riferisce è il covid e tutto ciò che ne consegue, credo andrebbe rivalutato profondamente il valore della libertà. In questo momento la libertà dovrebbe diventare l’unico paradigma e il resto si resetterebbe di conseguenza.

Ora lei è più Alessandro il Grande o Buddha? Io sono il lupo.

Invece al punto 10 consiglia delle rinunce. In questo momento storico pensa che le varie rinunce abbiano aiuto anche se imposte? Bisognerebbe cercare di fare tesoro di tutto ciò che ci capita, sia esso voluto da noi o imposto dall’esterno. Di certo se c’era da imparare qualcosa ci poteva bastare il primo lockdown. Ora stiamo vivendo un film che si avvicina molto alla tortura. E quindi è il momento di cambiare i paradigmi.

Esprime anche il concetto opposto al “vivere alla giornata”. Non crede che organizzando tutto si perda un po’ della bellezza racchiusa nell’inaspettato? Pensa che esso trovi sempre il modo di comparire? Io non credo si debba organizzare tutto. Il quaderno è un elogio alla duttilità. Quindi benissimo l’improvvisazione, ma allo stesso tempo impariamo a organizzarci. Tutto va bilanciato. Oggi l’improvvisazione è massima e si fa molta più fatica a disciplinarsi. In ogni ambito.

Cosa consiglierebbe al lettore, oltre che leggere il suo quaderno? Mi permetta una battuta: gli consiglierei di leggere anche gli altri miei libri. 

Ad ogni autore che ho l’onore d’intervistare chiedo sempre di consigliare tre letture, a lei invece chiederei tre film (oltre a quelli citati nel suo quaderno) che chi ci sta leggendo dovrebbe assolutamente vedere. Se vogliamo stare vicini alle tematiche del libro consiglierei due film di Hal Ashby: “Oltre il giardino” e “Harold and Maude“. E per ridere un po’ direi “Il primo dei bugiardi” di Ricky Gervais.

C’è qualcos’altro che vorrebbe condividere con i lettori? Solo tanto amore.

Ecco amici, e ora tocca a voi tuffarvi nel suo ultimo libro: Il quaderno del lupo.

Grazie mille davvero

Un abbraccio

Elenia Stefani