Interviste

Intervista doppia a Sylvia Carolla e Glany Diucati,

Intervista doppia a Sylvia Carolla e Glany Diucati, editori della nuova Casa Editrice Dragonfly Edizioni.

Precedenza alle donne.

Ciao Sylvia, grazie per quest’opportunità. Immagino che prima d’entrare nel mondo dell’editoria, ti sia approcciata ai libri. Com’è nata questa passione? Gentilissima Elenia, innanzitutto grazie per questo spazio a noi dedicato. La passione per i libri l’ho sempre avuta, sin da bambina. Ricordo che mia nonna materna aveva un’antica macchina da scrivere e già battevo i tasti come se stessi scrivendo un libro. 

Ti va di presentare una specie di tuo curriculum per spiegare ai lettori tutta la strada percorsa in ambito letterario? Certo. Prima di presentare il mio percorso letterario, c’è da dire che ho scritto due libri. Uno a quattro mani con il reale protagonista e l’altro è una sorta di autobiografia dal titolo She.

Ecco i miei riconoscimenti letterari: Seconda Classificata: “Premio Letterario Nazionale Emozioni” 2017. “Catalogo Generale e Indice degli scrittori nella raccolta AA.VV Kiamarsi della Casa Editrice Kimerik. “Enciclopedia Universale degli Autori Italiani” 2018 della Casa Editrice Kimerik. Rivista “Penelope Ride” della Casa Editrice Apollo Edizioni. “Unione Mondiale dei Poeti” 2018. Un’antologia, che, grazie al patrocinio gratuito dell’U.M.P., presieduta dal Cavaliere Silvano Bortolazzi, ha il pregio di esporre le migliori firme della lirica contemporanea. “Io donna… in 200 parole volume III” AA.VV Concorso Letterario Apollo Edizioni. “Premio Nazionale di Narrativa VALERIO GENTILE XXI EDIZIONE- SEZIONE RACCONTO BREVE” VINCITORE. Associazione culturale centro studi Valerio Gentile in collaborazione con la Casa Editrice Schena Editore. Articolo sul giornale Nazionale “La Gazzetta del Mezzogiorno”. “Perle d’Amore” AA.VV della Casa Editrice Apollo Edizione. “Federiciano X Edizione” in giuria: Alessandro Quasimodo, Mogol, Marinella Nava e Mimmo Cavallo. Selezionata con la poesia “Donna”. Rivista “Il Convivio” Fondato da Angelo Manitta e diretto da Enza Conti. Trimestrale di Poesia Arte e Cultura dell’Accademia Internazionale “Il Convivio”. “Luoghi di Parole- La casa dei poeti” Menzione speciale della Casa Editrice Aletti Editore. “Io donna… in 200 parole” La donna: il lavoro e la famiglia. AA.VV. Volume IV Concorso Letterario Apollo Edizioni. “Premio Associazione Eterna” Premio Letterario Nazionale Emozioni 2018. “Scarpetta Rosa” AA.VV Concorso Letterario Apollo Edizioni.

Cosa ti ha spinta a buttarti nell’editoria? Aprire una Casa Editrice è sempre stato un mio sogno. Considero i libri come se fossero miei figli e pensare di poterli pubblicare e curarne la promozione è un traguardo raggiunto con successo. 

Per chi non conosce il mondo dell’editore, oltre che essere il “capo”; in cosa consiste il tuo lavoro di editrice? Consiste in prima battuta di tutelare gli autori, oltre che elargire e tessere le loro lodi e credere nel lavoro di qualcuno che magari non conosci. Il valore umano, il flebile sentore di ascoltare chi è dall’altra parte e tutelare ciò che hanno scritto. Il rispetto e la lealtà che un editore deve avere necessariamente nei confronti dei suoi autori. Costruire una famiglia più che un’azienda. Avere l’opportunità di fare ciò che avrei voluto fosse fatto a me, è immenso.

Qual è l’aspetto che ti piace di più? Che posso essere ciò che sono realmente e non essere giudicata. Aiutare chi muove i primi passi verso questa meravigliosa giungla. Conoscere nuove persone, nuove personalità e inserirle nei vari contesti. Mi diverte pensare che un autore non sappia cosa vuol dire essere intervistato e vive momenti di panico, ricorda me nei primi respiri in questo mondo fantastico che offre una rosa velata di opportunità. 

In questi mesi ho avuto il piacere di leggere sia poetica che romanzi della tua casa editrice, ci sono altri generi letterari tratta la tua CE? Certo, abbiamo una vasta rosa di scelte che stiamo per pubblicare. Siamo nati il 1 settembre del 2020 , siamo appena nati, ma il nostro gemito si sta sentendo forte e chiaro. Fantasy, libri per bambini, storici, tesi di laurea, psicologici, biografie e autobiografie. 

Che tipologia di autori vuole portar alla luce la tua CE?  Chiunque abbia qualcosa da raccontare e lo racconta bene. Siamo molto selettivi. Abbiamo la nostra editor Francesca Ghiribelli che analizza i testi con un’accurata scheda di valutazione che porta noi editori anche a scegliere se un testo vale la pena pubblicarlo e credere nel lavoro che ha portato in esame. 

Qual è il dietro le quinte che secondo te i lettori non riescono a vedere e, di conseguenza, magari a non apprezzare/capire? Ancora non è capitato un episodio del genere. Per il momento posso dire che ci si diverte all’interno di una casa editrice. Noto che si hanno sempre idee nuove da mettere su piazza, di condivisione e propinare attività sempre nuove e stimolanti. 

Se c’è, da quale casa editrice trai ispirazione? Personalmente prendo come esempio le mie esperienze e traggo il meglio da ciò che ho imparato in questi anni stando sul campo di battaglia, a caccia del lettore che possa comprare e apprezzare il tuo libro. Certo, lo scopo primario sarebbe surclassare le altre CE e far volare in alto il nome della Dragonfly Edizioni, ma per il momento voliamo bassi. 

Quali obiettivi ti sei prefissata? Innanzitutto aprire un franchising di librerie in diverse zone d’Italia e far spiccare il volo agli autori pubblicati all’interno della nostra famiglia letteraria. 

Cosa pensi dell’editoria di oggi? Penso che si guarda troppo al business e poco all’interesse di ogni singolo autore. Lo scrittore porta un lavoro sul quale ha impiegato tempo, fantasia e forze per scriverlo. E sottovalutare l’opera prendendo il libro solo come un prodotto, non fa per noi. 

Dove ti vedi tra dieci anni? Bellissima domanda. Ti dico solo che a vent’anni sognavo i miei trent’anni: una donna in carriera vestita con giacca e camicia e a dirigere un’azienda. Oggi ho trent’anni e quell’obiettivo l’ho raggiunto e sono soddisfatta di me. Ho lavorato molto. Anche lavori umili e non me ne pento, vado a testa alta, ho studiato e fatto tanta gavetta. Ad oggi ho un altro obiettivo: a quarant’anni mi vedo dietro una scrivania, librerie di nostra proprietà e tanti libri pubblicati. 

Cosa vorresti condividere con i lettori? Tanto ottimismo. 

Grazie mille Sylvia.

Ed ora tocca a Glany Diucati.

Ciao Glany, andiamo al sodo. Credo che tutti possano capire che questo sia uno pseudonimo; come mai la scelta di non far sapere chi sei? Ciao cara Elenia, grazie mille prima di tutto per questa bellissima opportunità (per i nostri autori) di farmi conoscere, anche se virtualmente. Effettivamente si tratta di uno pseudonimo, molto ricercato devo dire, visto che in tanti trovano difficoltà nel ricordarselo o addirittura nel dirlo o, ancora, nel trascriverlo correttamente. Veniamo a noi: è una scelta ahimè costretta, vincolata dalla mia vera identità, da ciò che rappresento e dei tanti e molteplici impegni legati sempre, in qualche modo (azzarderei dire per vie traverse) al mondo editoriale. Non aggiungo altro, altrimenti…

Allora Glany, come sei entrato a far parte di questa nuova realtà letteraria che è la Case Editrice Dragonfly? La mia collega, la Dott.ssa Carolla (la chiamo sempre così, affettuosamente, anche se è davvero dottoressa :- D) erano anni che mi stava dietro, proponendomi, a più riprese, di fondare insieme una CE. Come puoi ben capire le ho sempre detto di no! E poi un bel giorno, dopo l’ennesima proposta… ho accettato. Non che questo meraviglioso lavoro non mi piacesse, anzi, anch’io e con il mio vero nome, avevo in precedenza fondato una CE, di cui per ovvi motivi non faccio il nome. La Mia ha avuto vita breve che per motivi di salute ho dovuto chiudere, con mio sommo rammarico. Aprirla con Lei, una donna che ammiro per il suo lavoro, per la sua correttezza e soprattutto per la sua immensa umanità, sai bene che nell’odierna editoria di umanità non ce né, è stato ed è un piacere ed un onore senza pari.

In un certo senso tu sei il braccio, colui che cura direttamente le nuove uscite impaginandole e ideando le copertine; com’è nato questo ruolo? Eh si, sono il braccio… lungo della legge (scusa la battuta, mi è venuta così). È un ruolo che mi si addice molto. Questo perché ho molta dimestichezza sia nell’impaginazione dei testi, che nella realizzazione delle copertine per via della mia lunga esperienza attraverso una casa editrice, non la mia, che mi ha dato modo di formarmi, anche se in un tempo relativamente breve (successivamente, se sarà possibile, spiegherò il perché).

Come ti vengono le idee per le copertine? Potrei dire semplicemente che vengono da se, ma non sarei pienamente sincero e non del tutto esaustivo, per cui per un attimo sono costretto a “spogliarmi” da Glany Diucati e vestire i miei panni reali. Nasco come scrittore e prima di tutto come poeta, anche se personalmente non mi definisco mai così e come tale, osservo ciò che mi circonda in quell’attimo, libri soprattutto e più precisamente le opere che altri autori ci affidano; li leggo con passione, mi immergo nei loro pensieri e colgo le emozioni basilari che vorrebbero trasmettere anche solo attraverso un’immagine. Realizzo visivamente come lo sognavano, ecco tutto.

Su quali punti cardine basi la scelta della grafica, impaginazione e idea finale? Come ho poc’anzi detto, mi lascio trascinare dalle emozioni che quel dato manoscritto mi ha trasmesso. Certo, la cosa non sembra affatto professionale, ma è ciò che realmente si aspetta lo scrittore/scrittrice o mi aspetterei io, ovvero che chi metterà le mani sull’opera, la tratti con la stessa mia/sua cura e riverenza.

Qual è l’aspetto del tuo lavoro ti appaga di più? Tutte le sfaccettature che un prisma di emozioni possa regalarmi. Le emozioni nascono dal poter contribuire in qualche modo nel far venire alla luce la vera essenza dell’opera che ci affidano e successivamente, leggere o ascoltare le parole di ringraziamento da parte degli autori stessi…

Per impaginare un testo bisogna osservare vari criteri che poi vengono sommati; quale di essi spesso non viene considerato dal lettore? Diciamo che il lettore moderno ha molto più occhio per i dettagli, quindi sta attento se il testo appare come un muro o se qui e la ci sono degli spiragli, finestre da cui entra luce.

Detto così, appare come il discorso di un matto, quindi facciamo un passo indietro e torniamo alle basi della grafica editoriale: il muro, parole su parole senza alcun rientro (spiragli) spazi tra momenti transitori della storia (finestre). Potrei continuare all’infinito, annoiando completamente i lettori. Per concludere e dare una risposta risolutiva al tuo quesito, aggiungo semplicemente: l’unica cosa che un lettore non tiene conto è la scelta editoriale fatta su tutte le pubblicazioni dalla Casa Editrice.

Qual è la copertina da te curata a cui sei più affezionato? Ma che domande sono?! È come se mi chiedessi a quale figlio tengo di più.Non ho un preferito, sono tutti meravigliosamente emozionanti!!!

Quanto è importante l’impaginazione e la grafica di un libro? È molto importante, altrimenti si andrebbe ad acquistare un libro che una qualsiasi tipografia potrebbe stampare. Dà all’intera opera, non solo alla stessa Casa Editrice, più lustro. La grafica e l’impaginazione non è un’arte che si impara dall’oggi al domani, ci vuole del tempo e naturalmente bisogna studiare parecchio.

Meglio grafiche moderne o quelle di anni fa? Direi decisamente un mix. Bisogna sì essere innovativi, ma certamente non banali e di banalità se ne vedono a bizzeffe in giro. Ogni grafica, sia che si tratti della copertina, sia che si tratti dell’interno del libro stesso, deve essere accattivante, sempre nuova e ricercata.

Cosa cambia dalla grafica e-book rispetto a quella di un cartaceo? Il cartaceo ha il suo perché, vuoi per il profumo della carta stampata, vuoi per le grafiche abbinate e per chi ha avuto modo di acquistare i libri dei nostri autori, sa di cosa parlo, è decisamente un altro mondo rispetto alla versione e-book. Anche perché quest’ultimo formato è strutturato in modo molto semplice, così tanto da perdere completamente quell’eleganza che invece la si può trovare solo nel cartaceo.

C’è qualcos’altro che vuoi condividere con i lettori? Mi prendo la libertà di farmi una domanda da solo (ammetto, l’ho rubata tra quelle fatte alla mia collega e socia :-p) Dove ti vedi tra dieci anni? Vedo me stesso e intendo il mio vero me, la mia identità così celata accuratamente, insieme ai nostri autori e autrici e festeggiare e fare bisboccia, lasciandoci finalmente questo terribile periodo alle spalle. Con questo non dico che ci vorranno 10 anni, ma che in questi ci conosceremo meglio e finalmente avrò tolto da un pezzo le vesti dell’editore “misterioso e fascinoso”, non sono parole mie ma di qualche autore/autrice (qui ci vorrebbe uno smile con la goccia… ahahahahah). Per chi mi ha conosciuto in questo breve periodo sa che mi piace scherzare e quando ci vuole, al momento giusto, sono il Papà Editore di cui hanno bisogno 😉 !

Grazie mille Glany. Grazie di cuore Elenia per questa opportunità che hai voluto offrirci.

Eccoci qui amici, spero vi sia piaciuta questa mia intervista insolita in quanto è la prima volta che ho la possibilità d’intervistare degli editori.

Un abbraccio

La vostra Ele

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