Recensioni

Recensione di “Schiavi del tempo”

Ciao amici miei, oggi ho divorato le pagine di un testo direi di formazione ma anche uno sfogo dell’autore nei confronti di questa società e del singolo individuo a volte auto-ciecato.

Prima di iniziare a parlarvi del libro però voglio ringraziare la unica, mitica, folle Maria Perillo, che ha messo in contatto me e Ivan facendo si che io potessi leggere il suo libro e conoscessi l’uomo dietro queste parole: Grazie Wonder Woman – non perdetevi il suo blog Temi la donna che legge ne i suoi articoli pubblicati in varie riviste!

Dopo questa divagazione che spero voi e Ivan mi scusiate, entriamo nel vivo di Schiavi del tempo.

 

 

Partiamo da una regola, un dettame, forse uno dei pochi che dovrebbero esserci: libertà di pensiero.

Per leggere questo libro, prima di avventurarsi nei dieci capitoli che forse sono 5 o forse infiniti, dobbiamo sapere che ognuno di noi vive e pensa con la propria testa e che tutto è relativo.

Chiarito questo precetto che dovrebbe caratterizzare il rispetto di ogni individuo e far parte della vita di tutti i giorni, possiamo iniziare a leggere le schiette, frizzanti, pungenti, ma anche dolci, parole di Ivan.

Avete presente quando nei film il protagonista è fermo in piedi mentre la metropolitana sfreccia tra le vie della città e lui tace, nessuna melodia in sottofondo e noi immaginiamo stia riflettendo su quello che è successo o su quello che deve decidere di fare?

Ecco, io leggevo e mi immaginavo su quella metropolitana a confrontarmi mentalmente con le immense e decise affermazioni dell’autore.

Nero su bianco, proprio come la copertina, Ivan punta il dito verso tutti noi e verso nessuno, sentenzia, anzi esprime, i suoi pensieri, i suoi rammarichi, i suoi dolori verso la società che circonda e domina molti di noi se non tutti.

Non si erge sopra un pulpito, non pretende di darci verità, certezze, strategie, soluzioni ma narra semplicemente quello che abbiamo davanti ai nostri occhi ma che a volte vogliamo evitare di vedere.

E’ un narratore della vita, delle emozioni, del presente ma con occhio al passato; è cinico forse, deciso di sicuro, sincero ovviamente.

 

 

Attraverso filosofia, letteratura, poesia anche e libertà di pensiero, non narra episodi ma pensieri, sensazioni, nodi alla gola, pianti, incertezze, dolori.

Mette a nudo la società di oggi, la spoglia di tutti quei orpelli che servono a mascherare il marcio, l’egocentrismo dell’economia insana, delle persone sbagliate, dei legami impari, del dolore profondo che ci rende marionette o semplicemente robot che rischiano di svegliarsi a sessant’anni con dolori, rimpianti e senza sapere chi sono davvero.

E voi mi risponderete che in fondo sapevate già che la società è più brutta di un dolce ammuffito lasciato alla calura estiva e vi do ragione ma Ivan entra dentro, entra nei nostri pensieri e ci da uno spunto di riflessione, un’opzione, una carica per provare a migliorarci, a darci il giusto valore, l’importanza che meritiamo noi e la vita che c’è stata donata.

Si e ci mette davanti anche a verità dolorose, che ci schiaffeggiano, che ci possono far soffrire ma  che possiamo tramutare a nostro favore per migliorarci, per cambiare strada, per abbandonare quei legami sbagliati, a senso unico dove siamo solo noi a dare o quantomeno a ricevere dolore e non gioia.

Ci invita a prendere tempo per noi, per la nostra serenità, per la nostra sanità mentale e fisica, per ritrovare quel pezzo di noi che forse non ricordiamo nemmeno di aver avuto.

Ci lascia degli spunti, delle carezze sul viso, delle piccole certezze non per contare su lui o su altri, ma su noi stessi.

Guardarsi allo specchio a volte fa paura, mettersi in discussione paralizza -fidatevi, io lo so bene- ma il nostro bene vale lo spavento iniziale. Anche in questo non dobbiamo aver fretta, non dobbiamo ricercare la felicità egoistica e sana come un assetato nel deserto; dobbiamo dare tempo a mente e cuore, godersi anche il cammino verso questo traguardo che poi è la partenza di una vita vera, felice e davvero unica.

Questa società ci ha tolto molto e di sicuro non ha intenzione di donare…non aspettiamo inutilmente ma prendiamoci ciò che ci spetta di diritto: la vita felice. 

Io, Elenia, non so cos’accadrà nel mio domani ma nemmeno tra un minuto, ma so che ho il diritto di esser felice e di esser circondata da chi mi ama e amo, da chi c’è davvero perché vuole esserci e non perché deve.

Forse sarà difficile da capire, rispettare, ma se vi addentrate in questo testo di Ivan, capirete anche questo mio pensiero perché in ogni riga, virgola, capoverso che ha scritto, io ho rivisto il mio percorso, il mio modo d’intendere la vita, le mie emozioni, i miei dolori passati e le malignità che nemmeno vedevo prima.

 

 

Con profonda cultura, con immensa intelligenza e umiltà, con coraggio e schiettezza, ma soprattutto con cuore verso la società, verso noi tutti, Ivan ha dato vita a questo libro che è un pò sfogo e un pò aiuto e credo che gli infiniti post-it che ho segnato sulle pagine possano darvi un’idea concreta di quanto io abbia amato del suo testo.

Ora però tocca a voi.

Grazie ancora a Maria per avermi fatto incontrare Ivan e i suoi pensieri.

Un abbraccio

La vostra Ele

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *