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Recensione di: Un amore (im)possibile

Eccoci anche oggi con un’altra recensione.

Si, ok, lo so, ultimamente sto recuperando…ringraziate il letto che mi fa compagnia! 

Siamo a Catania e ci troviamo partecipi di una morte: Ture, amico di Filippo, cade dal terrazzo del condominio dove vive. 

Cade mentre Filippo lo guarda, cerca di calmarlo, di risolvere incomprensioni. 

E cosa c’è di strano? 

La situazione! 

Tutto avviene letteralmente come Filippo ha scritto nel suo romanzo del quale cerca la conclusione. 

Ma cosa si nasconde dietro ad esso? 

Cosa si cela nei personaggi, nel caso, nell’incastro casuale delle scelte anche inconsce? 

E Filippo? Filippo sarà colpevole? Colpevole di cosa, in caso? 

Ho letto questo libro in pochissime ore, forse nemmeno due. 

Mi sono scontrata con termini a me totalmente sconosciuti, siculi, dialettali stretti, ma l’autore ha gentilmente e sapientemente spiegato ogni significato. 

Questa intrusione in un linguaggio per me ameno, invece di allontanarmi, ha creato ancora di più un’imprinting con la storia, con la cultura locale, con gli animi e le emozioni. 

Adriano parla di amore anche se lo si capisce solo alla conclusione. 

Non perché l’autore non sia capace di trasmetterlo, ma perché è velato, è fuso, è mescolato a tutto il resto proprio per rendere ardua e veramente soggettiva l’interpretazione e il messaggio che ne vuole uscire. 

E in fondo, che differenza c’è tra una storia e la realtà?

È forse così noiosa la nostra vita? 

Forse non dovremmo dare più importanza a ciò che viviamo? 

Un amore (im)possibile sa di opportunità, di scelte, di paure, di insicurezze. 

Questo romanzo evidenzia come una semplice parola potrebbe cambiare destini, potrebbe ribaltare la vita, potrebbe dare senso a cosa non ne ha. 

Parlo al condizionale ovviamente, perché nulla è certo nella vita.

Nulla è deciso. 

Nulla è veramente chiaro. 

Compreso il finale di un romanzo. 

Un finale che è aperto e dove ognuno di noi può fantasticare su cosa accade e forse è proprio questo ciò che l’autore vuole insegnare: scegliere, amare, desiderare! 

È tutto nelle nostre mani, sempre! 

Direi che l’autore è eclettico e stravagante, con una penna ardua e sciolta che ora tocca a voi scoprire! 

Un abbraccio 

La vostra Ele

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