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Recensione di “Un destino diverso”

Ciao amici, scusate per il silenzio di queste settimane ma il trasloco mi ha assorbita fin nel midollo e ora ho ricominciato finalmente a leggere e mi sono addentrata nella intrigante scrittura di Dan Ruben.

Conobbi Dan circa due anni fa e fu lui l’apripista di questo nuovo mondo; è stato lui il primo autore che ho recensito.

Di lui ho letto due dei tre libri autopubblicati (il terzo è già nella mia libreria nuova) e ora ho avuto l’onore di leggere Un destino diverso, pubblicato dalla casa editrice I read it, Pub Me.

Questo romanzo parla di due ragazzi orfani che si conoscono in un orfanotrofio e che il destino divide ma tenendoli sempre legati a un filo immaginario rappresentato dai sentimenti.

Alexander crede di aver perduto la sua amata Dominica mentre tentavano di scappare dall’orfanotrofio ma un’incontro inaspettato rivela la verità che condurrà il protagonista verso un mondo oscuro, corrotto, malvagio e diabolico e tutto per ritrovare il grande e unico amore della sua vita. Ma riuscirà a ritrovare Dominica? Cosa sarà accaduto alla giovane ragazza?

“Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta, che cadendo incessantemente cambia il paesaggio così come all’improvviso, a volte, cambia la vita.”

pag 264 – Un destino diverso, Dan Ruben, PubMe

Ho sempre divorato con ansia i libri di Dan Ruben, ho sempre trovato trame interessanti, piene di particolari e di amore fuso alla tensione e paura del genere letterario.

Un destino diverso però è proprio differente perché ho notato quanto Dan sia maturato come autore: la scrittura è sempre più fluida, la trama ancor più delineata e inglobata, le emozioni e gli avvenimenti ti portano a sentirti uno dei protagonisti e davvero credetemi che fatichi a staccarti dalle pagine.

Un destino diverso parla di prostituzione, di violenza, di corruzione, di odio e di amore.

Tratta tematiche vive, attuali e riesce a far scaturire nel lettore ogni tipo di sentimento che serve ad emozionarsi e rivedersi.

Non si tratta di un testo leggero perché ci sono molte situazioni che necessitano di riflessione, che innescano domande e soprattutto che pongono il lettore davanti ad aspetti della vita odierna che ci vengono spesso celati o che semplicemente non vogliamo vedere.

A un occhio superficiale, il finale può apparire banale ma io l’ho trovato alquanto importante e unico perché trasmette quanto l’amore per un figlio possa esser forte e quanto ci si possa riscattare dai dolori e dalle atrocità subite.

Insomma, Dan Ruben mi ha stupita un’altra volta e sono sicura che stupirà anche tutti voi.

Non perdetevi questa lettura e rimanete connessi perché ho deciso di intervistarlo quindi a breve potrete leggere ancora di lui.

Un abbraccio

La vostra Ele

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