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Recensione di “Con la tua bocca”

Ciao amici miei, la quarantena prosegue in questi giorni che anticipano la primavera e io continuo a leggere per poi rendervi partecipi delle mie opinioni librone.

Questa sera ho terminato un romanzo di Fabrizio Del Vecchio, un autore che ho scoperto grazie ai social network e di cui ho voluto leggere il suo ultimo scritto.

“[…] non c’è cosa peggiore di un desiderio represso, dell’impossibilità dell’esser liberi e felici nell’anima nel corpo e nella mente. Baciare con il cuore e con lo sguardo sussurrando parole indicibili, forse proibite, ma che sanno impazzire di piacere non ha prezzo. Far l’amore impazienti tra le fiamme della passione mentre ti lasci andare tra sospiri pensanti ed eccitati è quello a cui penso notte e giorno. […]”

Con la tua bocca, Fabrizio Del Vecchio. pag.37

Ho voluto anticiparvi il contenuto di questo romanzo con questo breve estratto sperando di avervi suscitato abbastanza interesse.

Marina è una donna adulta, una mamma ma soprattutto una moglie che si trova ad aver capito che il suo matrimonio è fallito e che forse non c’è stato mai amore vero tra lei e suo marito.

In questo frangente incontra in un bar Manuel, un coetaneo single che s’invaghisce subito di lei, al quale da un sonoro due di picche ma la vita gli fa rincontrare anche se la donna tende a reprimere e allontanare l’aitante uomo che però non demorde generando poi un’intimità che lascio a voi scoprire.

Quando ho iniziato la lettura di questo testo credevo di trovarmi davanti a un romanzo erotico canonico, forse semplicistico ma, man mano che proseguivo, mi trovavo a sottolineare e appuntarmi riflessioni che l’autore ha impresso in queste pagine.

In questi capitoli io ho trovato tanti messaggi riguardanti l’amore, la profondità e complessità dei sentimenti che caratterizzano i rapporti di coppia ad ogni età.

Attraverso Marina scopriamo la fragilità dell’esser donna e del mettersi in gioco ma anche la scoperta di se stesse, della propria femminilità, sensualità e diritto all’amore inteso in ogni senso: affettivo, emotivo, fisico e mentale.

Attraverso Manuel invece scopriamo un “mondo” che spesso non ci viene mostrato perché tendenzialmente, nei testi, capita che sia la donna ad esser l’amante e a innamorarsi invece qui la storia è ribaltata e posta in una prospettiva, se non nuova, inusuale evidenziando come anche l’uomo possa amare e stare dall’altra parte della “barricata”.

Un ulteriore aspetto che ci viene evinto ha due sfumature differenti, una rivolta al mondo di oggi ma una diametralmente opposta portandoci indietro, nel periodo delle lettere e dei lunghi silenzi tra un contatto verbale, o scritto, e l’altro.

Verso questo millennio perché ci mostra come tutto il loro legame sia generato da scambi virtuali mezzo chat; verso il passato perché si riscoprono, in un certo senso, le lettere perché tra i due passano ore (cosa che comunemente non accade) tra una risposta e l’altra quasi a godersi parola per parola come si faceva un tempo con la carta scritta.

Un altro tema ben evidente e presente riguarda la sessualità e l’erotismo sotto ogni forma.

Fabrizio descrive minuziosamente le emozioni, le sensazioni e le azioni del sesso ma rendendogli, a mio umile parere, giustizia e denotando come esso faccia parte di ognuno di noi, come sia fondamentale in una relazione affettiva e quanto debba esser valorizzato.

Ho trovato solo alcune minuscole pecche: degli errori di battitura e qualche piccola ripetizione lessicale.

A farmi davvero davvero impazzire sono stati dei mini estratti presenti tra un capitolo e l’altro…una sorta di sunto passionale del capitolo appena terminato…per non parlare del capitolo finale: Poesia.

Insomma amici, tirando le somme, se uno si ferma alla copertina volutamente provocatoria rischia di perdersi una storia di oggi giorno dove amore, sessualità, libertà e rivalsa danzano insieme in queste pagine d’amore.

Ora vi auguro la buonanotte e vi abbraccio.

La vostra Ele

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