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Recensione di “Le sprovvedute”


Titolo: Le sprovvedute
Autore: Giuseppe Fini

Ciao ragazzi, eccomi qui a raccontarvi di un romanzo che l’autore mi ha affidato.
E’ con questo libro che ho iniziato le mie vacanze a Ponte di Legno, località montana in provincia di Brescia dove amo trascorrere le giornate tra passeggiate e attività per Carlotta.
In queste pagine trovate una serata tra mamma e figlia; non un canonico pomeriggio in casa bensì la confessione di una madre alla propria creatura adolescente che è stata violentata dal ragazzo che credeva l’amasse.
So che questa sembra una recensione striminzita, sintetica, forse approssimativa ma non ci sono molte altre parole da aggiungere per racchiudere la trama di questo libro; non servono i nomi delle protagoniste ne una città precisa dove ambientare la storia perché purtroppo ognuna di noi potrebbe esser il soggetto di questa brutale esperienza.
Mi sono trovata a iniziare questo libro seduta sul terrazzo della casa in montagna beandomi del canto degli uccellini e poi l’ho concluso nel buio del letto mentre mia figlia pisolava stretta a me e credo che non potesse esserci luogo migliore per terminare questa lettura perché, inevitabilmente, mi ha portata a pensare a cosa farei io nella situazione raccontata da Giuseppe.

L’autore ha saputo concentrare in poche righe emozioni di donne vittime di violenza ed è stato soprattutto capace di porre un’esempio su come noi genitori possiamo approcciarci ai nostri figli affinché sappiano di esser sempre sostenuti, protetti e capiti. 
Non sto dicendo che auguro che qualche persona rimanga vittima di uno stupro, sia ben chiaro; intendo dire che spesso si fatica a percepire cosa ci sia dietro al comportamento della prole, spesso nemmeno ce ne rendiamo conto e rischiamo di non percepire la sofferenza che cercano di mostrare a loro modo.

Giuseppe ha saputo magistralmente raccontare la vicenda mostrando sia il punto di vista di un genitore sia della vittima trasudando emozioni e insicurezze; “Le sprovvedute” non è solamente un esempio ma dovrebbe essere una lettura obbligatoria nelle scuole secondarie affinché gli adolescenti capiscano quanto sia importante portare rispetto verso la donna e le adolescenti riescano a informarsi sul loro valore e sulla differenza tra usare una donna e rispettarla.
Siamo ormai alle porte del 2020 ma la società è ancora bigotta, primitiva e troppo maschilista; non insegna a portar rispetto al genere femminile si limita ad arrivare dopo “il fatto” e difendere -ove ci siano le prove- senza creare le basi affinché queste brutalità non accadano più perché ancor oggi quando una donna riesce a denunciare uno stupro o una violenza c’è sempre qualcuno pronto a non crederle.
Sia che si tratti di violenza fisica o di violenza psicologica è sempre deplorevole questa bestialità e sono convinta che molto spesso venga ancora taciuta a causa di dogmi e pensieri maschili ancora dominanti; spero che questo libro arrivi anche tra le mani di quelle donne vittime di abusi e possa esser per loro un trampolino per denunciare e sapere che non sono sole.

Che sia un uomo a parlare in favore delle genere femminile è un grande gesto e un grande appoggio verso quelle madri, figlie, bimbe che non hanno avuto la possibilità di esser ascoltate o nemmeno credute; un gesto meritevole di lode e che dovrebbe esser condiviso anche da altri uomini perché è in primis da loro che deve nascere la diffusione del rispetto verso noi donne.
Ma c’è di più…oltre al messaggio importante, possente e unico vi è anche una scrittura e uno studio minuzioso che rendono questo libro un piccolo saggio che tutti dovrebbero leggere, tenere nella loro libreria e tramandare di generazione in generazione e spero che qualche casa editrice si faccia avanti per diffonderlo.

La potete trovare cliccando sul seguente link e sono sicura che non vi deluderà:
A BREVE ONLINE ANCHE L’INTERVISTA A GIUSEPPE FINI, AUTORE DI LE SPROVVEDUTE!
State connessi! 

Vi abbraccio

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