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Recensione di “Non è la fine del mondo”

Titolo: Non è la fine del mondo
Autrice: Alessia Gazzola 🌺
Edito da Universale Economica Feltrinelli nel mese di novembre 2017

Ciao ragazzi, spero tutto bene. 
Oggi voglio parlarvi di un piccolo e profumato libro che ho letto mentre mia figlia dormiva tra le fresche colline del mio paese natio, Combai.

Emma ha trent’anni, è un’eterna stagista presso una casa cinematografica della capitale quando viene licenziata in tronco proprio quando si stava occupando dell’acquisizione dei diritti di un best seller mondiale.
Questa sventura la costringe ad andare a vivere temporaneamente con la madre e a rinunciare al suo sogno proibito ovvero vede sfumare la possibilità di acquistare la bellissima villetta con la pianta di glicine dove si rifugia ogni volta che si sente persa.
Triste e depressa, dopo una serie di colloqui a vuoto, trova rifugio in un zuccheroso negozio di vestiti per bambini dove cominciare a imparare anche l’arte del cucito.
Dopo un rocambolesco inizio, Emma scopre di amare quel nuovo lavoro ma la Fairmont ora la rivuole a tutti i costi.
Emma è indecisa; deve tornare al vecchio lavoro oppure continuare verso la nuova strada?
Cosa vuole da lei quel tenebroso, provocatorio produttore che continua a ronzare intorno al negozio dove ora lavora e che addirittura ora vorrebbe assumerla?
Tocca a voi scoprirlo!

Nella mia libreria ho altri libri di questa giovane scrittrice, testi più affermati, ma ho voluto iniziare con questo e non me nel pento.
Alessia racconta questo breve pezzo di vita della protagonista rendo noi lettrici la Emma del libro e portandoci anche a pensare “io avrei fatto diversamente”, “ma perché non lo baci?”, “ma quanto è odioso Scalzi!”.
In queste pagine affrontiamo il difficile tema del lavoro che sta caratterizzando questi anni: parliamo di nepotismi, di ingiustizie, di lavori opposti a ciò che si vorrebbe fare e per cui si ha sudato tanto e di complotti; ma si parla anche di amore; principalmente d’amore fraterno…il tutto senza appesantire o filosofeggiare.
Il finale è totalmente inaspettato: non rappresenta il cliché delle storie d’amore o di quelle femministe ma ci mostra com’è invece la vita reale nel quotidiano portando quindi al lettore un’esperienza di vita che potrebbe esser davvero la nostra o di qualche persona che conosciamo perché le favole in verità non esistono.
Credo che l’autrice con questo libro voglia spronare a consolare chi sta vivendo un periodo negativo in ambito lavorativo e sentimentale informando che “Non è la fine del mondo” e tutto piano piano può risolversi anche perché ogni famiglia, ogni persona ha i suoi problemi che magari non lascia vedere.
Insomma, con molta leggerezza si possono toccare anche temi delicati e questo ne è un esempio.
A me è piaciuto, ora tocca a voi!

Un abbraccio

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