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Recensione di “Favola in bianco e nero”

Titolo: Favola in bianco e nero
Autore: Mauro Corona
Casa editrice:  Mondadori, sezione Oscar Bestseller, nel mese di novembre 2016

Ciao ragazzi, oggi voglio parlarvi di un breve libro che narra una favola riguardante il Natale. 🎄

Tutto inizia con un’inaspettata apparizione di due statuine del Bambin Gesù proprio allo scoccare della mezzanotte del giorno di Natale…e voi penserete che sia finito tutto qui; invece no? Nella particolarità dovuta alla presenza di due infanti invece che uno, se ne aggiunge un’altra -quella che desterà scalpore-: uno dei due pargoli è di pelle bianca ma il secondo è di pelle nera.
In ogni parte del mondo, in ogni presepe, si manifesta questa stranezza che innesca una prevedibile reazione: tutti iniziano a distruggere il Bambin Gesù nero ma egli magicamente ricompare intero e stretto a quello bianco.
Questa stranezza inizia a mobilitare dai politici fino ai filosofi e così via; ognuno con un pensiero differente; ma non finisce qui ciò che la favola narra…lascio però a voi scoprirlo.

Come in tutti i suoi romanzi, Mauro Corona non fa tanti giri di parole, non addolcisce il pensiero, non cerca di “farsi nuovi amici” o fan; lui va dritto al punto e scrive nero su bianco cosa pensa di questa società e di chi ne è parte attiva.
Si toglie qualche sassolino ma non così tanto per fare; attraverso una fiaba che -a parer mio- rispecchia il Natale odierno- lui ci inchioda davanti alle nostre responsabilità, ci sgrida, ci critica e ci porta a riflettere.
Di sicuro il suo pensiero non è condiviso da molti ed è giusto così -ogni persona ragiona con la propria testa e ha la sua opinione- ma qualsiasi sia ciò in cui crediamo, in questo libro possiamo sicuramente trovare anche solo una briciola di noi e magari scoprire un altro punto di vista che spesso non consideriamo.

Vi lascio due estratti di queste pagine:

“Nessuno si chiami fuori dalla scomparsa del Bambin Gesù. Non è necessario mozzargli la testa fisicamente per decapitare una persona. La quale, non certo a sua insaputa come quello della villa in Colosseo, ha decapitato altri. Tutto il mondo senza testa finché non rimarrà un solo esemplare. Un esemplare umano re del mondo che, preso dal terrore di solitudine, se la taglierà lui stesso senza pensarci un attimo. Ci stiamo sterminando a parole e coltellate predicando fede, bontà e tolleranza. Basta accendere la tivù per vomitare a stomaco vuoto. Tutti bravi e buoni.[…]
Intanto tagliamo teste ai nostri vicini, ai nostri lontani, a chi ci pare. E ovvio che farlo realmente è azione orrenda che abbassa l’uomo al piano inferiore delle belve, […]. Ma decapitare moralmente, e con vigliaccheria, se non è peggio ci si avvicina.”

“<<Si scrive quello che si vuole, non quello che è vero. Si dice quel che fa comodo, non quello che chiarisce. Si racconta ciò che conviene, non quello che avviene. Lo lasci dire a me. Pure allora c’erano i cronisti. Non si chiamavano così, è ovvio, ma scrivevano. Chi mi dice che l’abbiano contata a modo loro, come fate voi del resto.>> […] <<Ogni realtà, anche la più antica e consolidata, può essere sconvolta di punto in bianco. Dall’oggi al domani. Una montagna di certezza viene spazzata via da un soffio, un vento contrario e inconfutabile. […]“

Spero di avervi incuriositi.

Un abbraccio

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