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Recensione di “Schegge di luce” 

Caro lettore, come va? Scrivi ancora lettere a coloro a cui tieni? T’imbatti ancora in corrispondenze epistolari dove ti emozioni e parli di te?

Oggi sono qui a scriverti perché mi sono emozionata nel tuffarmi in una corrispondenza epistolare intima, forse senza tempo.

Mi è parso di spiare i due mittenti, mi sentivo di troppo nel leggere le loro lettere perché più intime di tutte le parole che sapientemente hanno usato.

Una romanziera adulta e un poeta giovane che si scrivono da punti differenti dell’Italia mentre le loro vite proseguono e condividono gli stati d’animo che vivono e le riflessioni che, di volta in volta, espandono rispondendo alla lettera ricevuta.

Leggere i loro scritti pervade di dolcezza ed empatia sentendo nel profondo ciò che li anima e percependo quanto non si tratti di finzione bensì di vere emozioni vissute dagli scrittori.

Forse ho questo pensiero perché ho già letto delle poesie di Daniele Cargnino, forse è perché mi sento affine al suo stato d’animo o forse perché la romanziera ti intrappola nella sua delicatezza, nella sua carezza letteraria, nel suo modo di esprimersi.

Caro mio fidato lettore, leggere “Schegge di luce” è come guardare un estratto di vita dei due personaggi e della loro realtà arrivando a tesserne le fila e scoprendo, di lettera in lettera, la loro profondità d’animo e i ciò che si racchiude nel loro profondo.

Si tratta di 84 pagine circa, di scambi che si estendono in meno di un anno e che la loro privazione di data ne creano un habitat senza tempo che ben si allinea ad ogni tipologia di lettore.

Non credevo d’innamorarmi di queste pagine, di questi due protagonisti che rimangono sconosciuti e, contemporaneamente, limpidi e vividi; invece, la bravura degli autori, la tematica, l’intimità dei testi, la dolcezza e la delicatezza di ogni lettera, trasformano tutto quanto in poesia vera.

Caro mio lettore, grazie per il tempo che hai dedicato a questa mia epistola, ora ti lascio ai tuoi pensieri e spero di leggerti presto.

Un abbraccio, la tua Ele

2 commenti

  • Filomena

    I sentimenti si intrecciano nelle lettere della romanziere e del poeta. In primo piano l’amore e i turbamenti del cuore, che si possono esprimere nella forma di un romanzo o di una poesia. E i sogni si intrecciano dell’odore del mare. Possono la scrittura e le parole che da essa sgorgano salvare le anime di coloro che soffrono per amore? Sembrerebbe proprio di sì e in “Schegge di luce” la luce della parola poetica diventa un balsamo del cuore. Ad Maiora romanziera e poeta

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