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Recensione di “L’educazione sentimentale di un ragazzo”

Buonasera cari lettori, eccoci qui con un libro che ho terminato ieri e che ho letto piano piano, di passo in passo.

Non conosco l’autore e ho deciso alla “cieca” di addentrarmi nel suo libro che solo successivamente ho scoperto essere il secondo e spero non l’ultimo.

Tutto inizia nel 1996 quando io ero solo una bimba piccolina che si approcciava alla prima elementare e che viveva in un mondo sperduto. Perché vi scrivo questo? Perché leggere questo romanzo è come vivere -o quantomeno assaporare e scoprire- una parte di vita, di anni, di modi di vivere, che non ho mai conosciuto e che probabilmente sono talmente cambiati da non poter avere che questa testimonianza pur sapendo che nel testo si trova una fusione tra realtà e fantasia; ma torniamo a noi.

Un giovane ragazzo della provincia milanese si addentra nel mondo della moda e così, dopo pochi mesi, finisce in America, in un mondo nuovo, in uno stile di vita che non conosceva e a contatto con persone differenti e scelte da compiere. Sono proprio esse a condurlo nel mondo del combattimento clandestino che si capisce subito non far per lui. Ma cosa è successo affinché finisse in questo mondo? Come evolverà la sua situazione ed egli stesso?

Parto dalla parte più “cruda” che non mi aspettavo ma che credo sia stata necessaria per far capire le realtà di quel mondo e concretizzare il testo rendendolo realistico in toto: tra i capitoli che scivolano tra le pagine ci si imbatte in scene di sesso esplicito e anche di violenza e questo può far bloccare -e destabilizzare- il lettore; di conseguenza non si tratta di un testo alla portata di tutti.

Non scrivo questo per screditare il libro o per dissuadere ma perché l’onestà viene prima di tutto e non voglio che vi affidiate alle mie lodi e poi scopriate che vi è qualcosa di specifico che scombussola la buona parte dei lettori.

Proseguendo, ritengo che questo secondo libro del Signor Celestini esprima la sensibilità dell’autore, delinei una psicologia minuziosa, una crescita del personaggio e anche del lettore che si confronta con quelle che sarebbero state le sue scelte e si mette in gioco abbattendo -o quanto meno si spera- dei pregiudizi e bigottismi delineando anche come spesso ci sia una lotta interna ad ognuno di noi.

A far da contorno ad Andreas (il protagonista) poi troviamo altri personaggi che creano il perfetto quadro e che ci portano sempre a riflettere capendo quando determinate situazioni e “amicizie” siano effettivamente fondamentali per il percorso che intraprendiamo.

Con uno stile originale, creando suggestione di pagina in pagina, l’autore entra nel lettore.

Ps: mi rendo conto solo ora che da quando ho iniziato questo libro ascolto solamente vecchie canzoni degli anni ’90 praticamente a ripetizione… sarà un caso o la mia mente voleva creare un perfetto ambiente di lettura?

Alla prossima recensione, la vostra Ele 

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