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Recensione di “Sette secondi”

Ciao amici miei, oggi ho terminato questo romanzo che mi ha portata a emozionarmi molto compresi dei pianti che stanno lasciando ancora strascichi nel cuore.

Quattro amicizie fresche e giovanili, quattro donne con i loro vissuti celati, quattro caratteri differenti che si fondono e uniscono in una vacanza greca del 1994. Tra isole e mare stupendo, piano piano si scoprono le vite di queste donne:  i segreti e i turbamenti che nessuno avrebbe mai pensato si potessero celare. Vite che cambiano in pochi secondi, attimi decisivi che nemmeno le protagoniste credevano possibili.

Attraverso queste storie scopriamo la violenza del mondo, la tristezza, la paura del giudizio altrui, la sofferenza per una perdita, la crescita continua e molto altro.

L’autrice è stata capace di toccare tematiche delicate e sempre più odierne come i femminicidi, gli stupri, l’eutanasia, la sessualità, il rispetto e la fiducia.

Quattro storie differenti che mostrano come pensiamo spesso di esser sole, di esser coloro che soffrono di più, che esiste solo il nostro male, il nostro dolore, il nostro buio; ci autoflagelliamo spesso dimenticandoci che ci possono esser sempre vissuti ancora più tristi e spesso silenziati al mondo.

Ho pianto davanti alla storia di Silvia, ho sentito la rabbia abbracciarmi con Alessandra e la sua costrizione, con Annamaria ho sfogato lacrime fino ad avere gli occhi che bruciavano, con “principessa” sono cresciuta e mi sono immedesimata.

Attraverso la voce narrante ci si rivede, ci si confronta e si cresce compiendo implicitamente un’autoanalisi e specchiandoci in paure, egoismi, bisogni e dubbi.

Sette secondi” parla di dolore, di silenzi ma anche di crescita e di rinascita; l’autrice evidenza l’importanza di accettare il nostro vissuto, di capire che siamo molto più di un dolore subito, di un’atrocità vissuta; insegna ad ascoltare, a percepire, a migliorarsi ed evolvere.

Ci saranno sempre cicatrici che porteremo con noi in eterno ma queste non hanno il diritto e il potere di fermarci, di annientarci, d’impedirci una rivincita, una rinascita.

Si parla anche d’esser sé stessi, di vivere secondo ciò in cui crediamo e liberi da giudizi inutili e bigotti anche sulla sessualità di un individuo.

Infine, ma non perché di minor importanza, l’empatia e l’amicizia: due elementi che possono davvero cambiare la prospettiva di molte cose sia nella nostra vita che in quella di chi ci circonda.

Con una scrittura diretta, viscerale, sincera e realistica, l’autrice ti porta a scoprire queste vite trasmettendo emozioni anche con semplici frasi e imprimendo ogni messaggio senza artificio o morbosità; nella mente del lettore tutto avviene con immensa naturalezza e questo è un immenso valore aggiunto a questo romanzo che è un piccolo gioiellino che molte persone dovrebbero leggere… insicure, bigotte o bisognose che siano perché tutti noi meritiamo di esser consapevoli del male di questi giorni quanto del valore che di ogni singolo individuo.

Alla prossima recensione

La vostra Ele

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