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Recensione di “Il Silenzio”

Buongiorno amici miei, tutti voi avete tra le mani il cellulare in questo momento e state leggendo le mie brevi righe ma cosa fareste se improvvisamente tutta la tecnologia si bloccasse, si fermasse, anzi, si spegnesse? E non pensate solo al cellulare ma anche alla caldaia, agli ascensori, ai frigoriferi, televisioni, aerei, metropolitana, semafori e molto altro.

Siamo in America, a Manhattan, nel prossimo 2022 post pandemia da Covid quando, durante il Super Bowl, tutta la tecnologia si arresta creando un vuoto immenso. Che cos’accadrà?

Questo ultimo libro di Don Delillo è suddiviso in due parti: nella prima parte porta implicitamente a confronto il mondo della tecnologia con quello “vecchio” dove c’era il dialogo, lo scrivere a mano, il ricordare tutto a memoria o semplicemente la differenza tra praticare veramente uno sport e invece guardarlo assuefatti dagli schermi.

Nella seconda parte invece ci addentriamo veramente nel “blocco di vite” post azzeramento della tecnologia e lì è il momento più drastico.

Nella seconda parte del libro scopriamo davvero quanto sia silenziosa spesso la vita per molti di noi perché, grazie ai protagonisti, ci rendiamo conto che molti di noi non parlano spesso nemmeno con i compagni di tutta una vita, né con amici e vicini.

Notiamo il mondo che ci circonda invece di stare chini sui nostri apparati tecnologici e inizia la vera paura: paura di riflettere davvero, di confrontarci con noi stessi e con chi ci sta vicino, la paura di riempire questo silenzio che ci ha condizionati. 
Si, condizionati, perché da “Il silenzio” ci rendiamo davvero conto di quanto siamo controllati, gestiti dalla tecnologia, anche quella più basilare.

Don Delillo spacca letteralmente.

Ti crea una sorta d’ansia.

Lo stavo leggendo e mi guardavano intorno: telefono, smartwatch, computer, casa totalmente domotica, luci wireless, tablet e molto altro e mi chiedevo “che cosa accadrebbe a me se ora si spegnesse tutto?”.

Abbiamo dimenticato come si fa a creare un dialogo, come si cammina davvero, come si ammira l’arte, la natura, la persona che ci sta accanto.

Siamo animali che non sanno godersi i veri momenti della vita perché la priorità è data da altro, da quelle scatole o quelle comodità che tutto rendono più facile tranne la comunicazione vera e la crescita “completa” d’indipendenza.

Don Delillo insegna che noi esistiamo e viviamo a prescindere dalla tecnologia e che non bisogna avere paura di vivere davvero.

Immensa la sua frase a pagina 32: “-E’ questo l’abbraccio casuale che segna la caduta della civiltà mondiale?

Esatto… l’abbraccio; qualcosa di positivo che mette in crisi ogni parte del mondo e che però potrebbe (forse sarebbe) ciò che di migliore potrebbe capitare per ripartire con più pace e condivisione.

Un romanzo di un autore che entra nella storia e si conferma unico anche in questo suo nuovo libro dove “Il silenzio” disarma, angoscia, fa riflettere e sentenzia.

Alla prossima recensione

La vostra Ele

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