Interviste

Intervista alla poetessa Francesca Maier.

Ciao amici, come state oggi?

Durante il primo lockdown ho avuto il piacere di leggere Il sentiero di Francesca Maier, edito dalla Casa editrice Controluna ed ora ho avuto il piacere d’intervistarla.

Ciao Francesca, grazie per esser qui con tutti noi.

Il piacere è tutto mio.

Ti va di raccontare ai lettori qualcosa di te?

Ho 34 anni e da quando sono nata ho sempre vissuto in un paese in provincia di Bologna ormai diventato una piccola comunità di persone che ti conoscono e salutano incrociandoti per strada e dove ci sono quei luoghi familiari in cui mi rifugio e ritrovo serenità. Convivo col mio compagno Lorenzo e la mia bambina di un anno alla quale ho dedicato la raccolta di poesie “Il Sentiero”.  Mi descrivo come una donna indipendente, determinata, sensibile, generosa e riflessiva. Mi piace leggere, scrivere, passeggiare in mezzo alla natura, fare fotografie, ascoltare musica. 

Cosa ti ha portata a scrivere poesie? E da quanto tempo le componi?

Fin da ragazzina ho sempre fatto uso della scrittura per esprimere i miei stati d’animo legati a ciò che mi accadeva nell’arco della giornata. Racchiudevo tutto in diari segreti che tutt’oggi conservo. Non so esattamente dirti quando dai diari passai alla poesia ma è la stessa motivazione che mi ha portata a comporre. Attraverso le mie poesie esterno i miei sentimenti, mi racconto, faccio introspezione e spero al contempo di riuscire ad arrivare alle altre persone. Spero di riuscire ad emozionare ed ispirare. 

Nel tempo, com’è cambiato il tuo rapporto con la poesia?

Prima la poesia era uno strumento di salvezza personale e la costudivo gelosamente, proprio come un diario segreto, mentre ora voglio condividerla al mondo sperando che diventi salvezza e spunto di riflessione anche per altre persone. 

Da Il sentiero si evince che vivi d’emozioni tanto da farne quasi un mantra, ma come definiresti le emozioni?

Potrei usare una metafora: le emozioni sono come i tantissimi colori che il pittore mescola sulla sua tavola. Non ci sono solo i colori primari ma infinite sfumature di essi. Le emozioni sono le note musicali. Se si uniscono i colori o si mettono in sequenza le note, in entrambi i casi si crea l’Arte.

E la poesia? 

La poesia è la tela bianca, che attraverso i colori diventa dipinto, immagine e meraviglia. La poesia è lo spartito, che attraverso le note diventa melodia.  La vera poesia,  nonostante a prima vista possa sembrare solo un insieme di parole su un foglio di carta, evoca immagini indelebili e melodie mai ascoltate prima.  La poesia è l’unione di più Arti. 

Ti va di parlarci della tua racconta Il sentiero?

Certamente. “Il Sentiero” è una raccolta di componimenti che ho scritto tra l’anno 2018 e il 2019. Penso che un libro di poesie debba avere un “filo rosso” capace di unirle dalla prima all’ultima e solo alla fine, nella sua complessità, ho scelto il titolo. Ed è anche per questo motivo che l’ho dedicato a mia figlia Rebecca. Il tema conduttore è la Vita. “Il Sentiero” è quindi una metafora che indica il percorso che intraprendiamo da quando apriamo, per la prima volta, gli occhi sul mondo e li richiudiamo sull’eternità. Nel libro troverete quindi poesie che parlano d’amore, nascita/rinascita, morte e tutti gli altri sentimenti che fanno parte della nostra esistenza. 

Nelle tue poesie ho rivisto me, le mie, la mia vita direi e soprattutto l’amore per i figli, cosa pensi di chi decide di avere figli? Cosa diresti a chi invece purtroppo non può averne?

Chi decide di avere figli si prepara ad una grande avventura fatta di difficoltà ma anche bellissimi momenti che ripagano della fatica e dei sacrifici richiesti dall’essere genitore. E’ un’esperienza che giorno dopo giorno ti cambia profondamente e non lo comprendi fintanto che non ci sei dentro. Si dice “quando nasce un bambino nascono una mamma e un papà” ed è vero, perché si cresce insieme e un po’ si cambia identità. A chi purtroppo non può avere figli dico che ci sono tanti altri modi per essere genitori come ad esempio l’affidamento o l’adozione. Quello che tutti i genitori naturali e non, dovrebbero sempre ricordare è i figli non si fanno per renderci felici ma viceversa sono gli adulti a dover garantire loro la felicità. Se ci concentriamo su questo principio, si accetta qualsiasi forma di genitorialità. 

Io ho avuto il piacere di leggere questa tua raccolta a marzo di quest’anno; in questi mesi è cambiato qualcosa nella tua vita, nella tua scrittura, nella tua emotività? Come ti vedi tra qualche anno? 

Purtroppo, la realtà in cui da febbraio siamo costretti a vivere non lascia grande spazio alla spensieratezza e alla creatività nella mia mente. In questo momento vivo “alla giornata” e faccio molta fatica a pianificare progetti a lungo termine. 

Stai lavorando a qualche altra raccolta? Se si, vuoi parlarcene?

Ho scritto qualche poesia ma nulla che si avvicini ad una nuova raccolta.

Ad ogni poeta che ho l’onore d’intervistare pongo sempre delle domande “di rito” e una di quelle è la seguente: secondo te la poesia ha ancora futuro?

Nel campo dell’Editoria è ritenuta di “nicchia” ed è forse più impegnativo diffondere la voce della poesia ad un vasto pubblico. Il linguaggio della poesia può a volte respingere il lettore poiché non se ne comprende immediatamente il significato. Al tempo stesso, col diffondersi di nuovi canali di comunicazione: social network, piattaforme o siti online dove l’autore ha la possibilità di creare il proprio libro e metterlo in vendita (self publishing) si sta assistendo ad un fenomeno di poesia di massa. Se ci pensiamo, paradossalmente è l’Arte più praticata ma meno letta: molti si ritengono capaci di scrivere poesie ma non sono interessati a leggere i componimenti degli altri. Questo è sbagliato perché dalla lettura si trae ispirazione e cresce il nostro modo di scrivere e pensare. Se ci fosse meno individualismo nella poesia, se ciascun autore si impegnasse a sostenere altri autori, invece di concentrarsi solo a coltivare il proprio “orticello” forse la Poesia acquisterebbe una diffusione di gran lunga maggiore. 

La seconda riguarda i consigli letterari: ai nostri lettori, oltre che le tue stupende poesie, quali poeti contemporanei consiglieresti di leggere?

Alda Merini e Pablo Neruda sono tra i mie preferiti. 

Per finire, la terza: se dovessi scegliere tre libri da consigliare (anche esulando dalla poesia), quali consiglieresti?

“Ho incontrato la vita in un filo d’erba” di Romano Battaglia è una raccolta di poesie brevi e aforismi. Leggendolo ho scoperto di avere una visione della vita molto vicina a questo Autore. 

C’è qualcos’altro che vuoi condividere con i lettori? 

Non fermatevi alla prima superficiale lettura di una poesia. Non arrendetevi, senza nemmeno provarci, pensando “la poesia non fa per me”. 

Aprite la vostra mente e datevi la possibilità di emozionarvi. Potrebbe sorprendervi… 

Grazie mille Francesca

Un abbraccio

Allora amici miei, ora tocca a voi, cosa ne pensate della poesia?

Un abbraccione

La vostra Ele

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