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Recensione di “Posso dirlo a te soltanto”

Ciao amici, eccomi qui con un’altra lettura di un romanzo appena uscito e anche questa volta si tratta di un autore della Casa Editrice Bookabook che continua a dar voce a scrittori emergenti con trame profonde e riflessive.

Rita è una giovane adolescente che vive con il padre, è chiusa nel lutto per la perdita dell’amata madre e si trova ad affrontare il primo anno di liceo circondata da queste emozioni infelici.

E’ l’età delle prime cotte, delle scoperte di amicizie vere e di cambiamenti delicati che segnano un passaggio; in tutto questo vi entra anche il web con le sue chat dove tutto potrebbe nascondersi…il male ma anche il bene.

Rita vi trova Luca01 e con lui intesse un dialogo profondo che racchiude tutte le paure e i pensieri che non condivide con nessun altro.

In tutto questo vi è la presenza del padre con cui non riesce a dialogare e che, complice l’età, vede sempre più distante e diverso da lei.

Ma chi si nasconderà dietro al nick Luca01? Cosa succederà alla giovane Rita?

In questo mondo moderno fatto di virtualità sempre maggiore, in questa quarantena che risalta ciò, non potevo che leggere un libro la cui copertina richiama molti pensieri.

Sono qui, davanti a un pc che scrivo a voi e sinceramente alcuni di voi lettori non so nemmeno chi siano; se ci pensiamo bene, chi si nasconde dietro allo schermo? Spesso non lo possiamo nemmeno immaginare ne riusciamo a capire cosa provi ma non voglio divagare, scusatemi!

Sinceramente Paolo ci parla di tante cose della vita di oggi e dell’adolescenza.

Parla della dura realtà legata al bullismo scolastico, della difficoltà dei primi amori adolescenziali, dell’amicizia vera, dei sogni e della ricerca di un dialogo con i figli.

Se a questo si aggiunge un lutto che colpisce e incrina una famiglia, tutto diventa ancora più delicato e tortuoso.

Ci sono sentimenti che portano ognuno di noi a vivere situazioni in maniera diversa e si sa che la giovinezza è un continuo campo minato dove è già difficile trovare un dialogo.

Stimo Paolo perché, da adulto, è riuscito a raccontare perfettamente l’adolescenza di una giovane ragazza ed ha anche saputo insegnare molto sull’importanza del genitore all’interno d’essa; ruolo non dittatoriale ne amichevole, ma quella via di mezzo che aiuta a trovare la propria strada sapendo che ci sarà sempre chi sorreggerà e amerà.

Sarò forse banale ma anche ora mentre scrivo a voi, mi trovo a versare qualche lacrima per questa Rita e questo padre che affrontano la vita e i loro dolori; lacrime anche di gioia però perché sanno volersi bene e amarsi.

C’è un estratto del libro che voglio condividere con voi e che mi ha commossa…

“Mi accorsi in un lampo che, per quanto fossi riuscito a fare e per quanto avessi potuto costruire, la mia creazione più grande era la mia bambina. La mia più grande gioia. Il fine di ogni mia costruzione.

Vorrei esprimerle meglio i miei sentimenti. Parlarle del mio dolore e dei miei affanni. Mi ripeto che non sarebbe giusto. Eppure mi accorgo che ciò che non dici non cade nell’oblio, fino a cancellarlo, a dimenticartene. Ciò che non dici si accumula dentro e si trasforma in insonnia, rimpianto, dolore alla gola. Diventa un vuoto che si riempie di nostalgia. E non si cancella, ma ti cancella. 

Io adoro Rita.

Ed è per questo che ne divento nemico.”

“Posso dirlo a te soltanto”, Paolo Cuomo, Bookabook, pag 120.

Una dichiarazione intima, viscerale e che mostra tutta la potenza di un sentimento.

Ed ora, come sempre, tocca a voi.

Un abbraccio

La vostra Ele

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