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Recensione di “L’uomo perduto”

  • Titolo: L’uomo perduto
  • Autrice: Jane Harper
  • Casa editrice: Bompiani

Ciao amici, eccomi qui con un’altra recensione fresca fresca.

Oggi, mentre Carlotta disegnava e la mia testa veniva alleviata da una vagonata di analgesici, ho terminato questo nuovo romanzo edito da Bompiani e regalatomi dalla casa editrice.

Siamo in Australia, nelle desertiche terre dell’outback dove il caldo non da tregua.

Nathan, Bud e Cameron sono tre fratelli nati e cresciuti in quelle terre; tre uomini che si vedono e si sentono di rado; tre proprietari terrieri confinanti l’uno all’altro dove, nel punto di congiunzione, vi è una vecchia e isolata tomba di appartenente a un vecchio mandriano. Riguardo a questa tomba dispersa nel nulla vi sono varie leggende che piano piano riaffiorano quando uno dei tre fratelli viene trovato morto proprio su di essa.

Cameron, l’apparentemente più assennato dei fratelli, giace morto, bruciato dal sole, in quel angolo remoto; questa morte appare da subito strana: come può un uomo del luogo, passeggiare a piedi fino a quel angolo di morte senza nemmeno portarsi una provvista? Perché Cam si era recato fin lì? Cosa succederà adesso?

Segreti, dubbi e bugie si alterneranno in questo romanzo…

Ci sarebbero infinite parole da spender per questo testo.

Si potrebbe iniziare affermando che la scrittrice incanta, ammalia, avvinghia il lettore fin dal primo capitolo e lo porta a leggere centinaia di pagina talmente avidamente da non accorgersi di quanto velocemente si stia arrivando al finale.

Questo aspetto non è dovuto a una scrittura semplice o leggera bensì a una bravura eccelsa dell’autrice; una sintassi impeccabile, una perfetta fusione tra stile di scrittura e contenuto.

Un altro aspetto è dato dai flashback che vengono inseriti nella storia come se il protagonista fosse davvero reale; come quando noi vediamo un oggetto che rimanda al nostro passato e immediatamente lo riviviamo nella nostra mente.

Ecco, Jane, con abilissima maestria crea anche questi spazi temporali che delineano la storia e la completano creando il perfetto testo.

Un ulteriore aspetto a favore del libro riguarda le riflessioni inserite: scardina le convenzioni e le regole sociali mostrando anche il brutto di una famiglia, della società, della giustizia.

Spesso ci aspettiamo di vedere solo il bello, solo le famiglie del mulino bianco o le società idilliache; Jane disarciona questi sogni e ne mostra la triste realtà ma anche sottolineando come ognuno veda solo quello che vuole e si fermi alla base degli eventi, all’apparenza, senza approfondire.

L’autrice non si ferma a questo, mostra gli errori della società e gli errori del singolo, per poi donare una seconda possibilità sottolineando l’importanza dell’amore: amore per la famiglia, amore per i figli, amore per un partner e anche in questo, Jane si differenzia dalla classica visione.

Lei mostra, o meglio, ti porta in esempio, cosa a volte significa amare e come, questo sentimento, ti porti a fare delle scelte che mai avresti pensato di fare perché l’amore è davvero quel sentimento delicato con infinite sfaccettature.

Insomma amici, un libro magistrale che spero non vi facciate sfuggire.

Vi abbraccio

La vostra Ele

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