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Quando un’idea nata per caso cambia l’idea del ritratto


#Faccedatuttiigiorni 
Quando un’idea nata per caso cambia l’idea del ritratto
Breve introduzione e intervista al fotografo bresciano Pietro Lazzarini
Ciao ragazzi, oggi voglio parlarvi di qualcosa che non riguarda i libri ma la fotografia.
Tra le cose che amo vi è anche questa; mi piace a tal punto d’averci scritto una poesia che ha anche meritato un premio nazionale.
Pochi giorni fa, insieme a Michele e Carlotta, abbiamo deciso di farci fotografare ma non nella canonica modalità.  
Tramite amici abbiamo sentito parlare di un fotografo che ti ritrae con in bocca un oggetto affine alla tua personalità mentre “strizzi” gli occhi; così ho cercato l’artefice di quest’idea  e l’ho contattato… non vi dico lo stupore quando ho scoperto che siamo praticamente vicini di casa!

Così ho conosciuto Pietro, un uomo con un spiccato piglio artistico che può sembrare un po’ brusco ma che racchiude un cuore grande e tanto talento.
C’è voluto poco per entrare nel suo mondo e capire quanto ami la fotografia; ogni angolo del suo studio rispecchia la sua passione e la sua natura genuina e schietta.
In pochi istanti ho assaporato la simpatia, la tenacia, la sincerità e la maturità che lo caratterizzano… si, lo so, non dovrei sempre e solo guardare le emozioni che percepisco ma ormai credo abbiate capito come sono fatta!
Va beh, vado al sodo dai!
Sono in posa, libro in bocca ovviamente e via di scatti! 
Pochi secondi ed è tutto “finito”; ora Pietro passa alla lavorazione della foto e tac, poi è tutta mia! Io non ho resistito e l’ho subito condivisa con voi perché è davvero eccentrica e divertente.

Credo che in un certo senso rappresenti l’elogio alla pazzia, alla non conformazione, alla libertà d’espressione e di esser se stessi valorizzando ciò che ci caratterizza e che ci piace; una sorta di manifesto con scritto “Io sono così e mi piace questo! Prendere o lasciare!”.
Sia ben chiaro, Pietro non è bravo solo in questo tipo di fotografia; ho spiato i suoi scatti sia a panorami sia a persone e mi sono innamorata della sua capacità di ritrarre la vera emozione che traspare dagli occhi dei soggetti e dalla natura che ha racchiuso in uno scatto.
Però, tornando al nocciolo di questo articolo, questa versione bizzarra del ritratto è per me un’idea geniale che può riguardare grandi e piccini. 
Per esempio mia figlia si è prestata con gioia e ironia a questi scatti e le rimarrà sempre il ricordo del suo gioco preferito con cui ha voluto esser ritratta e io mi sono davvero divertita!
Un’idea originale, un servizio eccellente e un prezzo davvero contenuto; un pensiero da regalare a chiunque ami la foto e non si fermi ai canoni comuni della vita.
Un ritratto di famiglia solare; una storia racchiusa in uno scatto dove c’è forse la parte più intima di noi!
Ecco ragazzi, se solo penso alla profondità che si cela dietro a una foto, mi scendono le lacrime quindi è meglio che mi fermi!
Io la fotografia l’ho già in mano, voi cosa state aspettando?
Ora vi lascio la mia personale intervista a Pietro, fautore di quest’idea.
Ciao Pietro. Grazie di avermi concesso d’intervistarti.
Andiamo dritti al sodo, com’è nata la passione per la fotografia?
Ciao Elenia, grazie a te.
La passione per la fotografia è nata quando avevo 16 anni e i miei genitori mi hanno regalato una reflex Yashica. Da quel momento e’ partita la mia avventura fotografica, centellinando gli scatti perché rullini e sviluppo costavano e le possibilità di un giovane non erano molte.
Cosa ti ha portato a intraprendere questa carriera lavorativa?
Dopo il servizio militare, a 21 anni ho iniziato come collaboratore in un agenzia per il Bresciaoggi -quotidiano locale- ; dopo di che ho lavorato in uno studio come assistente, poi in una società ed a un certo punto ho deciso di lanciarmi e lavorare da solo e così non ho più smesso.
Cos’è per te la fotografia?
Per me la fotografia è un qualcosa che va al di là della macchina fotografica di moda come invece spesso pensano la maggior parte dei foto-amatori.
Per me scattare una fotografia significa disegnare qualcosa con la luce; più speciale è la luce in quel momento più unica sarà la foto.
Preferisci ritrarre persone o paesaggi o cos’altro?
Mi piacciono molto gli still-life e i ritratti.
Per i neofiti come me, cosa sono gli still-life?
Lo still-life è la fotografia di oggetti in studio o su fondo bianco oppure con un ambientazione.
Grazie della spiegazione per noi ignoranti 🙂 .
In questo mondo digitale e schematico, che ruolo ha per te la fotografia?
Col digitale si è persa la precisione e la minuziosità dell’immagine, non si “studia” più l’inquadratura e la luce, si scatta e basta quando per la realizzazione di una bella foto ci vuole invece molta precisione e analisi.
Evidente è anche il fatto che quasi più nessuno stampa le fotografie periodicamente.
Non lo dico da “venditore”; io stampo le foto in diversi laboratori quindi non lo penso per convincervi a venir da me a stampare 🙂 ma è un dato di fatto, ormai vengono tenute sul computer e si dimenticano .
Io ho scritto una poesia intitolata “Fotografia” che ho inserito nel mio primo libro e che ha anche preso un premio. Il testo è questo:

Fotografia
Amo i ricordi.
Amo vedere i cambiamenti.
Amo riviverli lasciando cadere qualche lacrima.
Amo guardare l’oggi vedendo come era l’ieri.
Ancor di più
amo dare dei ricordi al domani,
mio e di chi amo.
E tu,
fotografia,
sei il baule pieno di ricordi;
sei quel cassetto che a volte fa male riaprire
ma spesso fa solo gioire.
Sei un’immagine che racchiude infinite emozioni.
Sei un sorriso innamorato,
un paesaggio dimenticato,
uno sguardo inaspettato,
un fiore ormai passato.
Ogni te, è una parte di vita.
Ogni te, è una memoria sparita.
Grazie fotografia
perché con te la memoria sarà sempre mia.
Ora vorrei sapere da te che vivi di foto: secondo te le fotografie sanno ancora emozionare?
Secondo me le foto son fatte proprio per emozionare e se questo non succede vuol dire che non è una gran fotografia.
Oppure non riusciamo a vedere l’emozione perché ci perdiamo in tante stupidaggini quotidiane e non riusciamo più a soffermarci ad osservare con attenzione i particolari quindi non notiamo nemmeno cosa vuol rappresentare un determinato scatto.
Hai mai pensato di pubblicare un libro con i tuoi scatti?
Si ma, sinceramente, al giorno d’oggi tra privacy e costi vari la cosa non mi ha mai convinto pienamente.
Ora vorrei concentrarmi sul tipo servizio fotografico che hai fatto a me e alla mia famiglia -oltre che a migliaia di persone-😅.
Com’è nata quest’idea così originale?
E’ nata come sorpresa ai miei amici per la mia festa di compleanno di 5 anni fa.
Ho offerto loro l’aperitivo e poi ho regalato ad ognuno questo ritratto, poi anche i loro parenti l’hanno voluta e così, col passa parola, sono arrivato a 400 ritratti nel giro di pochi mesi e ormai ho ritratto più di 1600 persone. 
E’ talmente piaciuta questa modalità di ritratto che ogni mese dedico 4 giornate intere a questo tipo di servizio.
Cosa provi quando vedi i tuoi clienti -come me- con queste buffe facce?
Mi piace molto vedere la gente che viene a fare il ritratto e che si diverte, non lo dico per presunzione, ma ho visto gente non voler andar più via e a volte fare addirittura due ritratti con due oggetti diversi.
Ti va di raccontarci un’episodio divertente associato a queste fotografie?
Episodi divertenti ce ne sono stati molti, ognuno diverso dall’altro.
Quanto lavoro si cela dietro ad esse?
Re-installare il set è la cosa più impegnativa tutte le volte, poi ti dirò che anch’io assieme alle persone che vengono a fare la foto passo dei momenti molto belli e indimenticabili.
Qual’è stato l’oggetto più strano con cui qualche tuo cliente si è fatto fotografare?
Non posso scriverlo.
Così non è giusto, ci incuriosisci!
Ho visto che hai fotografo anche alcuni animali, sono stati bravi?
Si, alcuni clienti mi hanno chiesto di fotografare i loro animali. Ho fotografato cani, gatti e anche pappagalli. Non sempre è stato facile farli star fermi ma ogni volta è stato molto divertente.
Tra le tante persone a cui hai fatto questo servizio, c’è qualche persona nota?
Si, ho fotografato Andrea Cassarà -campione olimpico di scherma- e il nostro sindaco Emilio Del Bono.
Hai in mente altre idee originali che pensi di attuare a breve? Se si, sai che io sarò tra i primi a partecipare!!!
Ho già un progetto in mente ma per ora viste le richieste proseguo con questo.
Quando sarà il momento sarai la prima che avviso… anzi la seconda, il primo sono sempre io! 🙂
C’è qualcosa che vuoi dire ai lettori?
Li ringrazio per aver dedicato il loro prezioso tempo alla lettura di questo articolo su di me.
Grazie mille Pietro per il tempo che mi hai dedicato.
Un abbraccio 

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