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Recensione “La colpevole”

Titolo: La colpevole
Autrice: Amanda Robson
Casa editrice: Piemme edizioni nel mese di gennaio 2019 📖

Ed eccoci qui a parlare di un altro libro che ho divorato e che ci tengo a presentarvi.

Miranda è pragmatica, precisa, apprensiva, sempre perfetta in ogni campo della vita e Zara, invece, è un’artista con problemi di autolesionismo e droghe; ad unirle vi è un legame di sangue infatti le due protagoniste sono sorelle gemelle che, ormai adulte, vivono insieme da qualche mese.
Tutto procede con i classici conflitti conviviali ma tutto cambia quando Zara incontra Sebastian e se ne innamora perdutamente iniziando una relazione che in poco tempo si trasforma in convivenza a casa di Miranda. Questa convivenza genera degli attriti tra Sebastian e la “cognata” e tutto prende una strana piega quando iniziano degli spiacevoli avvenimenti alla pragmatica contabile. Una sera tutto degenera e Miranda finisce in carcere per aver accoltellato a morte Zara; cosa sarà mai successo? Cosa succederà ora a Miranda? Come evolveranno le cose? Lascio a voi scoprirlo!

Inizio parlandovi della copertina e della carta utilizzata nel libro: è dolce, delicata, quasi morbida e davvero liscia; durante tutta la lettura mi trovavo ad accarezzarla (si, lo so, sono un pò pazza) ma andiamo a ciò che vi può realmente interessare…
La storia è davvero ben descritta, coinvolgente e intrigante; l’autrice narra tutto creando un’immagine precisa e portando il lettore ad immedesimarsi nei protagonisti fin dalle prime righe.
Ogni capitolo è breve, a volte sintetico -alcuni in stile lettera- ma viene espresso tutto ciò che è rilevante e importante per la storia snocciolando piano piano delle informazioni che colmano domande del lettore e creano un loop che impedisce letteralmente di staccarsi da quelle pagine.
Un thriller psicologico che tratta vari temi come il legame tra sorelle, le dipendenze, la fragilità della psiche, la paura, la difficoltà nell’affrontare i problemi della vita e l’impossibilità di accettare i propri errori.

Insomma, un thriller che ti tiene appesa a un filo finché non scopri come va a finire (per quanto possa sembrare un cliché, il finale non è scontato come sembrerebbe) ma lascio a voi l’ultima parola.

Spero di avervi dato un buon consiglio…

Vi abbraccio

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