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Recensione “Alla ricerca della vita”

Titolo: Alla ricerca della vita 
Autore: Giovanni Nebuloni 

Ciao ragazzi, ultimamente mi trovo a confrontarmi con autori davvero di grande spessore come lo scrittore di questo libro.

Tutto inizia in Africa, in un campo di ricerca nel quale stanno cercando di scovare il primo microrganismo vivente esistito; è proprio lì che avvengono i primi casi di cancro trasmissibile. 
Barbara, unica ricercatrice ancora viva, viene richiamata di corsa in Italia per portare campioni e farsi visitare ma, poche ore dopo il suo rientro, anche lei spira tra le braccia della sua sorella gemella Serena senza essersi accorta di avere alle calcagna una “mercenaria” tedesca disposta anche a uccidere per avere sempre più soldi.
E’ qui che Serena entra pienamente nella storia divenendo la protagonista e il filo conduttore di tutto ciò che accade: chiunque la tocchi muore nel medesimo modo della sorella Barbara.
I primi a morire sono due emigrati libici che, anche se laureati, sono costretti a lavoretti minori e cercano di violentarla senza riuscirci a causa del tempestivo intervento delle forze dell’ordine; dopo di loro tocca alla psichiatra che la prova a visitare perché Serena sembra affetta da schizofrenia e la medesima sorte toccherà ad altre persone.
Riusciranno a trovare la causa di questo cancro? Troveranno la cura?
Ma soprattutto, perché Serena non muore?
Tutte queste domande possono trovare risposta solo se leggete il libro…io non vi svelo nulla!

Quando ho iniziato a leggere “Alla ricerca della vita” mi sono subito trovata di fronte a una scrittura intensa, specifica, articolata, profonda denotando la passione e la bravura dello scrittore.
Man mano che proseguivo potevo solo confermare quanto sia stato accurato, lungo e preciso lo studio in ambito medico e biologico che Giovanni ha fatto per poter rendere reale e ben descrittivo il suo romanzo.
Non credo vi siano tante parole da dire in merito se non che lo stile e il contenuto sono eccepibili.
Ma non sono stati questi aspetti a colpirmi; è stato il messaggio che in ogni pagina e in ogni personaggio viene fuori sotto ogni punto di vista:
-i due ricercatori e Barbara che sono andati in Africa con la consapevolezza di rischiare la pelle per scoprire dei microrganismi che potevano salvare la vita ad altre persone;
-Serena che, pur di non tornare a casa dove rivivrebbe la morte della sorella gemella, si libera di ogni documento, informazione e legame cercando di trovare una via per ricominciare una nuova vita;
-i libici emigrati che, seppur avendo qualifiche migliori, pur di vivere si adeguano a lavoretti minori;
-i compagni del reparto di psichiatria che creano con lei mondi paralleli e avvenimenti per trovare uno stimolo;
-la mercenaria che, pur di vivere come ritiene meglio per se stessa, è disposta a uccidere e rapire persone;
-la poliziotta che prende a cuore Serena cercando di tutelarne la vita a ogni costo
e, infine.
-il virus stesso che prolifera anche dopo la morte del corpo-ospite.

Insomma il messaggio sulla vita è forte e davvero ben espresso e profondo.
Un gran libro da leggere almeno una volta nella vita.

Un abbraccio 🤗 


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