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Recensione di “La società zodiaca”

Buongiorno cari lettori e buon inizio settimana.

Io comincio questo lunedì raccontarvi le mie impressioni riguardo a questo romanzo fantascientifico che ci porta in un futuro non lontano…

L’ Astrologo fiorentino Duccio Bertelli aveva predetto la grave crisi del 2023 e le sanguinose rivolte che seguirono in tutta Europa: il transito di Plutone in Acquario, già verificatosi durante gli
anni della Rivoluzione francese, gli aveva suggerito lo scoppio di nuovi tumulti e insurrezioni. La profezia valse all’astrologo tale popolarità in rete da vincere il referendum del 2025: la Società
Zodiaca sarebbe diventata la forma di governo dei neonati Territori del centro.
Giunti al 2040, i mestieri vengono assegnati in base al segno zodiacale: il Leone ha ruoli di comando, il Toro è per lo più agricoltore, e così via. Secondo l’Astrologo, per evitare nuove crisi,
disoccupazione e povertà, occorre seguire la sorte che le stelle hanno assegnato ad ognuno. Il controllo delle nascite è rigoroso, sono ammesse solamente famiglie omozodiacali. Il periodo di
concepimento va calcolato alla perfezione, per non incorrere nel rischio di partorire un figlio anomalo, che verrà spedito al centro relegati dove vivrà tutti la vita esule dal mondo intero, nella propria cella.

Insomma, di sicuro si tratta di un’ipotesi lontana dalla realtà; ma cosa ci dice questa storia?

Personalmente, ritengo che l’autore sia riuscito a ironizzare, ma soprattutto descrivere, alcuni aspetti e pensieri riguardanti la società moderna, il suo etichettamento e la sua rovina spesso quasi autoinflitta inconsciamente.

Sappiamo tutti che viviamo ancora dentro a delle “caste” sociali determinate dal lavoro del singolo, dal luogo di provenienza o lo status scolastico (e sono riduttiva).

In questo testo la situazione viene enfatizzata attraverso i segni zodiacali cercando di definire un individuo e il suo futuro basandosi sul giorno di nascita e, proprio per bilanciare la vita affinché ci siano le giuste figure viventi, ecco che anche la procreazione viene determinata da un “bene superiore” decidendo della vita di ogni singolo cittadino.

Non da meno l’ipotesi che siano proprio gli astri a determinare gli eventi mondiali e che su essi si debba imprimere ogni aspetto della vita dell’individuo.

Se ne evince un simbolismo ma soprattutto il vuoto, il silenzio, la freddezza sempre più dilagante nell’animo umano che non vedo tanto discostante dalla realtà in cui noi tutti viviamo.

Infinitamente importante la metafora dell’acqua che poi, nell’ultima pagina, evidenzia come tutto abbia una fine e possa inondare la società, il singolo, la vita e tutti gli aspetti ad essi correlati.

L’acqua, però, rappresenta anche ognuno di noi che, oltre ad esserne composto, in questo romanzo può essere letteralmente la metafora del singolo sia in negativo quanto in positivo, auspicando in una possibile “rivoluzione” degli individui che si caratterizzi in un “risveglio” emotivo e sociale.

Molti uomini della società sono anestetizzati davanti al mondo, egoisti, egocentristi, gelidi corpi che non sanno più empatizzare e vedere al di fuori del proprio vivere.

Ritengo che l’autore, grazie a questo romanzo fantascientifico che riesce a toccare anche un pubblico giovane, di conseguenza a poter far riflettere anche un adulto del domani, narri alcuni problemi della società.

Io mi sono tuffata in questa teoria zodiacale; voi cosa aspettate?

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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