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Recensione di “Le donne lo dicono”

  • Autrice: Lucia Lo Bianco

Buongiorno cari lettori e buon week end.

Ho appena terminato questa raccolta di racconti che è uscita pochi mesi fa.

La donna, noi donne, sempre osservate, analizzate, standardizzate, discusse.

Noi donne, figure ancora accantonate, sminuite, oggettivizzate.

Noi donne. Punto.

Questo libro inizia con il botto, non per gioia ma per il dolore immenso che viene narrato: il femminicidio.

Cronache su cronache ce ne parlano ma mai veramente, ancora non si riesce a sradicare questo stronzo (concedetemelo) precetto di come noi donne siamo letteralmente piatti da frantumare appena non andiamo più bene o ci opponiamo a qualcosa. Siamo piatti distrutti peggio che nel gioco ai lunapark.

Femminicidio… mi fa venire i brividi solo scriverlo, immaginate l’angoscia che mi è salita nel leggere il racconto che descrive la facilità con cui accadeva e i pensieri della vittima.

Immaginate di riuscire a sentire le sue urla, i suoi “no”. In questo racconto arrivate a vivere tutto questo.

Poi si prosegue tra labirinti che conducono sempre a vicoli ciechi ma non perché ci si trovi davanti a muri di problemi o di silenzi bensì perché tutto poi ritorna in un centro di vite, in una “piazza” dove la donna è ancora in mostra e non come persona al pari dell’uomo ma proprio perché tale.

Si tocca l’amore tra partner, la donna come mamma, la donna come figlia, la donna come lavoratrice, la donna come vittima per antonomasia.

Ecco, da appartenente a questa categoria, mi scoccia proprio l’evidenza che si debba (ormai doveroso, direi) specificare a che genere sessuale ci si riferisca perché implica quanto noi siamo ancora inferiori per tutta la società, diverse.

La scrittrice, con una capacità sublime e una cultura che si palesa di pagina in pagina, descrive le emozioni di molte donne, di differenti vite, di dolore, di scelte e obblighi, di scuse, di salami sugli occhi, di paure e silenzi.

Scopriamo di ritrovarci anche solamente in piccoli “spezzoni”, in frammenti di racconti, in spicchi di psicologia e/o di vissuto.

Ci accorgiamo della differenza ancora patriarcale e maschilista che tutti cercano d’imbellire.

Iniziamo a riflettere su quanto la nostra situazione non sia differente rispetto a secoli fa, per non parlare dell’animo animalesco.

Questi racconti brevi ma molto intensi, entrano nell’anima di una donna e ne scaturisce un senso d’angoscia che, nemmeno a farlo apposta, io ho sperimentato proprio ieri mattina mentre mi allenavo per le vie della mia città e sono stata avvicinata da un uomo. Proprio come nel primo racconto… vi lascio immaginare come posso aver percepito le medesime sensazioni della protagonista.

Lo Bianco, forse perché donna, forse per la sua cultura, forse per il suo curriculum, narra divinamente e trasmette tutto quanto con delicatezza mista a forza.

Ecco, vedete, è venuto anche a me spontaneo evidenziare le sue capacità come se bisognasse specificarle affinché non fosse considerata inferiore ad un uomo.

Il sessismo è più radicato di quanto si immagini.

Sta a noi tutti, anche attraverso questo testo, riflettere ancor di più e agire davvero perché, finché davanti a un femminicidio o a uno stupro, proponiamo le carrozze del treno solo per le donne, non abbiamo proprio capito un c**zo e continueremo a sminuire e nascondere la polvere sotto il tappeto (con la paura che il dolce maritino poi la scopra e ci picchi… tanto per rimanere in tema).

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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