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Recensione di “Empatia”

  • Titolo: Empatia
  • Autrice: Iris Bonetti

Buon pomeriggio cari lettori, ieri sera ho terminato il secondo romanzo di quest’autrice che, in verità, è stato scritto precedentemente ad “Isolati”.

Ci troviamo in America dove una ragazza lavora in un ranch con bambini autistici e, proprio per seguire uno di loro, incontra uno scienziato. Tra i due nasce subito un sentimento fresco e amorevole che si deve confrontare con le assenze di lui e ciò che sta accadendo nel mondo. Cosa si nasconde dietro a delle strane sparizioni? Riusciranno, i buoni, nel loro intento?

Empatia” credo racchiuda già nel titolo ciò che l’autrice cerca di trasmettere con questo suo romanzo che nasce da un suo sogno ricorrente.

Oggi giorno, ancora immersi in questa pandemia, ci confrontiamo sempre più con la mancanza d’empatia e, proprio come nel romanzo, in tutto il mondo servirebbe maggiore “afflusso” di questo sentimento affinché ogni aspetto funzioni meglio.

Attraverso questo romanzo dispotico, direi quasi complottistico, l’autrice evidenzia alcuni dei mali della società, riuscendo a delineare come la scienza e la filosofia -in un certo senso- potrebbero andare a braccetto perché fondamentalmente, le nostre sensazioni possono esser analizzate anche da menti pragmatiche.

Con questo testo ci accorgiamo di come ogni aspetto della vita sia collegato e anche ogni soggetto; ci sono fili invisibili, azioni e reazioni che si espandono in scala globale e tutto può generare il cambiamento.

Il bene comune, collettivo, paritario, si espande lungo la trama insegnando che siamo sempre in continua evoluzione e possiamo cambiare, migliorare noi stessi e tutto il mondo, almeno dal punto di vista sociale.

Io credo nell’empatia e, forse proprio per questo -lo ammetto- mi sento legata a questo libro perché condivido ciò che l’autrice esprime nelle pagine.

Si tratta di qualcosa di grande valore per il messaggio che racchiude fin dal primo capitolo; l’unica pecca -che ho anche segnalato all’autrice- sta in alcuni errori di battitura che possono esser rivisti con un semplice editing.

Queste piccole lacune non ledono la trama o il messaggio, ne la scioltezza della lettura però diventano una pecca, una scalfittura, in questo romanzo che può davvero cambiare le menti e alcuni punti di vista.

E voi, credete nell’empatia? Siete empatici?

Alla prossima recensione, la vostra Ele

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