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Recensione di “Elbrus”

Buonasera cari miei lettori, eccomi qui con una nuova recensione che oggi tratta di fantascienza.

Siamo nello Anno Domini 2113 e il riscaldamento globale ha distrutto praticamente tutto il pianeta rendendo assai arduo pensare a una vita ancora possibile quindi i migliori scienziati “iniziano” a cercare un nuovo pianeta dove l’uomo può insediarsi (cito testualmente un estratto della trama) la soluzione è dietro l’angolo e viene da un altro sistema solare, dalle cui profondità siderali, decine di anni più tardi, un messaggio risveglierà il Viaggiatore e con lui tutti i suoi simili.

Parto dal principio; ho amato da subito la copertina. Le tinte del blu, la dolcezza, la limpidezza e la curiosità che ne traspare, mi hanno coinvolta da subito tanto da accettare questo omaggio degli autori e cimentarmi con un genere letterario non affine.

Mi sono addentrata in “Elbrus” come quando si cammina su un campo di tulipani, delicatamente per non rovinare i fiori, e io volevo assaporare ogni pagina.

Man mano che proseguivo la lettura, mi sentivo sempre più attratta dalle pagine e curiosa di scoprire cosa sarebbe accaduto e che risvolti ci sarebbero stati.

Quando ho chiuso il romanzo, ho capito che la copertina racchiudeva un po’ tutta la storia e quindi me ne sono innamorata ancora di più… ma andiamo al sodo.

Elbrus” mi ha davvero stupita, la scrittura dei due autori è perfetta, coinvolgente, completa, descrittiva, ricca di dettagli e si evince lo studio e la cultura dei due scrittori.

Le pagine scivolano via e ti immagini ciò che accade e ti senti un personaggio in più, a tutto tondo, questo romanzo fantascientifico tratta l’aspetto sociale, quello culturale, biologico, emotivo. Biologico ovviamente già nel capire che tutto parte da un riscaldamento globale e dalla sovrappopolazione; culturale per via sia della storia passata sia della società futura; sociale per via del pensare al bene collettivo, comune; emotivo perché tratta sia d’amore, che d’amicizia, famigliarità, legami ed empatia.

In queste pagine viene portato alla luce come, anche ai giorni d’oggi, dovremmo pensare di più al bene di tutti noi, a preservare il più possibile il nostro mondo e a vivere pienamente le nostre emozioni.

Attraverso questo romanzo traspare il grande valore dell’empatia; l’importanza di metterci nei panni degli altri, di ascoltare, di sostenere e pensare che ognuno di noi ha un bagaglio emotivo che lo caratterizza e che si porta dietro.

Come espresso verso il finale, dovremmo forse imparare ad abbracciarci di più e sostenerci.

Ho davvero amato questo romanzo scritto a due mani ed è talmente scritto bene che lo immagino anche come film (so che forse ora mi odieranno gli autori per questo mio desiderio di una trasposizione cinematografica 🙂 ) perché non pecca sotto alcun punto di vista.

Ed ora, vi abbraccio

Alla prossima recensione

La vostra Ele

2 commenti

  • Marco Capocasa

    Grazie Elenia per la tua bella recensione e per aver dedicato il tuo tempo al nostro romanzo. Per chi volesse scambiare qualche opinione su Elbrus, avremo piacere di farlo direttamente qui oppure sulle pagine Fb, Medium e Goodreads del libro.

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