Interviste

Intervista a Pasquale Listone

Ciao amici, pochi giorni fa vi ho parlato di “Fango” di Pasquale Listone, edito da New Book Edizioni e oggi ho l’onore di condividere con voi l’intervista a questo giovane autore.

Recensione di Fango cliccando qui.

Ciao Pasquale, grazie d’aver accettato la mia intervista. Sei seguito da 65 mila persone che possono partecipare alla tua vita pubblica ma ti da di condividere con noi qualcosa di te che non si vede nei social? Chi è Pasquale Listone fuori da internet?

È una domanda molto simile al “come stai?”  che spesso viene fatta ma che pochi vogliono davvero sapere. Pasquale Listone è un ragazzo alla ricerca di sé stesso. Lunatico, permaloso, insomma uno non proprio “facile”.

Entriamo nel fulcro di quest’intervista: il tuo romanzo d’esordio, Fango. Come ti è venuto in mente questo titolo?

Il titolo viene dalla metafora del fango, che tutti nella vita chi più chi meno, toccano. Inoltre è stata anche la fantastica canzone di Jovanotti, appunto “Fango” a giocare un ruolo fondamentale nella scelta del libro.

Quanto c’è di te nel romanzo, nei personaggi?

Credo fermamente che ognuno di noi abbia molteplici personalità, quindi si. In ogni personaggio c’è qualcosa di me.

Ho amato molte frasi del tuo libro ma la seguente mi ha davvero colpita: 

Esiste concretamente la possibilità e la volontà di esser totalmente liberi? Tu lo sei?

Esiste come esiste l’amore eterno. Quindi molto complicato da trovare.

Tornando a me, no. Non mi sento libero e non lo sarò finché non avrò trovato la mia strada. Nel tuo romanzo parli del valore della carta scritta, della lettera. Tu scrivi lettere?

Mi è capitato in passato, sinceramente non ho una buona calligrafia… quindi evito.

In Fango esprimi anche il tuo pensiero sulle priorità; quali sono le tue?

Le priorità, le scelte, avvengono ogni giorno. Anche in questo caso è tutto collegato alla libertà. Io ho poche priorità, piano piano quelle che credevi lo fossero non lo sono davvero. C’è una selezione naturale. Al momento la mia unica priorità è la serenità. 

Nel tuo romanzo parli dell’importanza della scuola, dei docenti; ritieni che oggi ci siano professori come il Professor Gallo?

Credo di si, o almeno lo spero. Spesso chi insegna tende ad insegnare la materia e mai qualcosa di più “reale”. Gli allievi sono trattati come se fossero tutti uguali, ma la realtà è che ognuno ha bisogno di qualcosa, sta all’insegnante capire cosa.

Stupenda frase davvero anche questa. Sempre più attuale. Cosa vuoi dire a chi non sa ascoltare? 

Che i più giovani ma anche le persone adulte ne hanno davvero bisogno. Non credo ci sia un’età dove il bisogno di essere ascoltato cessa. Semplicemente c’è più rassegnazione e credo che non esista cosa peggiore.

E a chi crede di non aver diritto di esser ascoltato?

Siamo molti. Dico siamo perché sono uno di loro. Mi chiedo continuamente “chi davvero vuole ascoltarmi?” Trovare la risposta non è semplice. Allora l’unica cosa che mi sento di dire è “cercate”. La ricerca porta a motivazioni incredibili. 

Parli in negativo dell’esperienza; qual è stata la tua migliore?

Quella che non ho ancora vissuto.

Cosa speri che arrivi ai lettori di Fango?

Spero che arrivi conforto. Spero che arrivi un’emozione forte.

Stai lavorando a qualche altra raccolta? Se sì, vuoi parlarcene?

Sto lavorando ad un nuovo romanzo. Credo che le raccolte siano limitanti, ho tanto da dire.

Ad ogni scrittore che ho l’onore d’intervistare pongo sempre una domanda “di rito”: se dovessi scegliere tre libri da consigliare, quali consiglieresti?

Recentemente ho letto 3 libri fantastici: “Ruba come un’artista” di Austin Kleon, “Finché il caffè è caldo” di Toshikazu Kawaguchi, “Pensa e arricchisci te stesso” di Napoleon Hill.

C’è qualcos’altro che vuoi condividere con i lettori?

Cercate di essere ricordati, non siate anonimi e abbiate il coraggio di cambiare.

Grazie mille Pasquale

Grazie anche a voi lettori sempre presenti.

Un abbraccio, la vostra Ele