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Un anno fa non ero IO

Mentre scrivo è il 17 novembre 2021, sono le 14.27 e sono a casa, alla mia scrivania, mentre digerisco un’insalata, una tagliata e una torta leggera di mandorle e carote. Sono qui che guardo questo schermo e penso a un anno fa…

Oggi a pranzo ho pianto perché volevo quella fettina di torta che ho amato ieri. Si, è leggera ma sempre torta è. La paura mi ha assalita. Giuro. Allora mio marito mi ha detto che me la meritavo, che dovevamo festeggiare, che non devo aver paura perché io ora mi amo e starò bene e non mollerò. Mi ha convinta lui a scrivervi quanto segue, a parlarvene, ad andarne veramente fiera. Fino a pochi minuti fa, al massimo poche orette fa, non mi rendevo davvero conto di cos’ho “fatto” con e su me stessa.

Perché vi scrivo questo dopo avervi anticipato che sto pensando a un anno esatto fa? Perchè…

Pioveva il primo giorno di fisioterapia ed io ero spaventata per via del mio dolore alla schiena ma soprattutto del mio aspetto. Si, lo so, ero solare, ero allegra, ero amata e amavo ma non nascondiamoci dietro a frasine motivazionali… gli occhi addosso per via del mio corpo c’erano e hanno sempre lasciato il segno sulla mia serenità.

Quel giorno mi ero pesata dopo un anno di paure; risultato??? 144,5 kg! Si, avete letto bene.

Orrore, mi facevo schifo per questo.

Mi odiavo e non capivo che sbagliavo.

Al tempo ero già in analisi dal mio psicologo e stavo attuando dei cambiamenti mentali ma non mi rendevo ancora conto di quanto il mio vissuto, il mio passato, le persone insane, avevano influito sul mio corpo. Alla prima seduta, il fisioterapista mi consiglia di camminare e così, qualche volta a settimana, prendo Nala e via… su e giù per le vie della mia amata Brescia. Così arriviamo a febbraio e mi ripeso ma non ricordo il motivo. Mi sovviene in mente solamente che era sera, la bilancia occupava un angolo dell’armadio dell’antibagno d’ingresso ed io, dopo una cena a base di spaghetti aglio, olio e peperoncino, ho deciso di pesarmi trovandoci sopra la cifra 127,7 kg.  Ricordo vividamente il mio stupore, il mio non immaginare che la sola camminata mi aveva fatto perdere 17 chiletti. Determinata più che mai, alla successiva seduta con il mio fisioterapista gli chiesi di controllare anche la mia spalla e scoprii una serie di bugie perpetuate negli anni; condivido con voi solo l’esito di ciò: posso fare sport e non ho nulla che fisicamente non vada.

All’inizio è stata l’ennesima batosta. L’ennesima messa in discussione del mio passato, dei miei legami famigliari, dei miei dolori, delle bugie ascoltate e, di conseguenza, accettate. Non vi nego il dolore iniziale perché ti rendi conto di esser davvero sola riguardo ad alcuni aspetti e che la fiducia inizia a vacillare su quasi tutti i fronti. Ma non ho mai lasciato andare le sfide che mi trovavo davanti e, conscia di poter affrontare tutto come stavo già facendo, mi sono messa ufficialmente a dieta. Così, dalla sera alla mattina, tanto che Michele non ci credeva. Però sapevo che non potevo fare tutto da sola o avrei rischiato di privare il mio corpo di ciò che serviva quindi ho contattato un nutrizionista e do il via ad allenamenti quotidiani che ogni mattina, cascasse il mondo, mi fanno compagnia anche sotto la pioggia (se non diluvia o sono ko).

Il 4 marzo 2021 pesavo 125,2 kg ed ora? Ora ne peso 64,8.

Mancano 3 etti e saranno volati via 80 chili.

80 dolori.

80 emozioni contrastanti.

80 lotte vinte.

80 traguardi.

80 partenze.

Sapete, non credevo di riuscirci. 

Non credevo che sarei arrivata a perdere tutti questi chili in un anno. Tantomeno senza un intervento chirurgico o un aiuto costante di qualche medico. Si, il mio amato psicologo c’è ancora e mi analizza aiutandomi sempre più a migliorarmi e distaccarmi da ciò che mi rendeva infelice e succube da dettami e dolori. Ma intendo un medico “fisico”. Quello è due mesi che non mi accompagna più in questo percorso; eppure, continuo a mangiare sano, a fare attività sportiva, ad integrare dei cibi che mi ero esclusa e a ponderare tutto quanto. Questo è immensamente gratificante per me. Significa che non sono a dieta ma che è cambiato il mio modo di approcciarmi al cibo, di vivere, di star bene, di amarmi e di alimentarmi.

Non vi nego che esiste costantemente la paura di rimettere peso, di sbagliare e mangiare “troppo” e mi arrabbio quando vedo che la bilancia segna qualche etto di più per via di una pizza o del ciclo, perché amo la persona che sono ora.

Amo la mia mente, il mio riuscire a tenere la testa alta, il mio non sminuire me stessa e le mie decisioni.

Amo il mio corpo che ora è felice e questo sia perché obbiettivamente sono molto più in salute ma soprattutto perché è lo specchio della mia interiorità dove tutto il male sta scomparendo concretamente dalla mia vita.

E perché vi scrivo tutto questo papiro?

Perché voi fondamentalmente mi siete stati accanto in tutto questo anno e avete condiviso con me il mio cambiamento. Molti di voi mi hanno vissuta (e mi vivono) nella quotidianità, altri solo sui social, ma quasi tutti mi siete vicini, vi siete preoccupati, ma soprattutto mi avete incoraggiata e appoggiata. E poi perché ci tengo a far capire quanto il dolore emotivo ricada in modi differenti su ogni individuo e bisogna sempre capire che dietro a un corpo eccessivamente magro o grasso, c’è sempre qualche dolore, qualche ferita immensa.

La mia esperienza è a sé stante, ogni percorso è individuale, ma voglio festeggiarmi in primis perché, cavolo, 80 kg non sono uno scherzo, e poi voglio ringraziare mio marito che mi asseconda mentre mi alzo alle 4.30 del mattino per allenarmi, mi sostiene nel mio voler mangiare sempre sano e mi amava e ama da sempre dicendomi che ero e sono sempre bella e poi, ovviamente, la mia Carlotta che sopporta le mie ore fuori e mi sostiene quando il suo papà cerca di tentarmi con delle leccornie.

Amore. Questo serve nelle vite.
Se fossimo tutti più empatici, amorevoli, emotivi, la gente forse soffrirebbe meno e non getterebbe via la propria salute così facilmente. Questo ho fatto per una vita intera. Ho vissuto succube delle decisioni altrui, vittima e carnefice implicita delle cattiverie e degli abusi degli altri.

Amarsi significa darsi il giusto valore. 

Amarsi significa rispettarsi. Io l’ho capito quasi a trent’anni e ho preso decisioni drastiche che mi hanno portata ad essere una donna nuova, una persona che obbiettivamente si ama e che non torna indietro.

Cari lettori, amatevi. 

E qui non parlo di esser per forza magri (io non mi sento magra ma in salute e me stessa), ma di esser felici di noi stessi e di rispettarci senza lasciare che siano gli altri a dominarci. Forse è proprio per questo motivo che scrivo questo soliloquio… far capire che amarsi davvero può esser la spinta infinita per cambiare drasticamente la propria vita e scoprire una versione nuova di noi stessi sia che si tratti di un’azione fisica sia che riguardi la mente. Nel mio caso è andato di pari passo con i kg da perdere ma ogni cammino è differente.

Nelle foto qui sotto mi vedete in data 13 novembre 2020 e 17 novembre 2021.

Che dite? Alla soglia dei 31 anni sono riuscita a trovare me stessa?

Con gratitudine e stima, la vostra finalmente “intera” Elenia

6 commenti

  • Giacomina Lonati

    Semplicemente fantastica. Sapevo che sei una persona “tosta”e anche in questa sfida l’hai dimostrato. Davvero tanta stima…buona vita e un grande abbraccio

    • Elenia

      Grazie mille Giacomina. Ho solo trovato la giusta “spinta” per un cambiamento corretto e vero. Ti mando un bacione 😘😘😘

  • Daniela

    Elenia sei stata una grandissima !
    Una brava ragazza determinata
    Sei veramente sorprendente. sei riuscita a ritrovare la ragazza che saresti sempre dovuta essere.
    Bravissima per aver raggiunto il tuo obiettivo, bravissima anche per aver creato un mestiere da una tua grande passione
    È sempre un grande piacere ”leggerti”
    Complimenti
    Sono molto felice per te e per la tua bella famiglia.
    Un caro saluto 🥰

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