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Recensione di “L’uomo delle castagne”

  • Titolo: L’uomo delle castagne
  • Autore: Soren Sveistrup
  • Casa editrice: Rizzoli

Ciao amici, eccomi qui con una nuova recensione dedicata a un thriller che mi ha accompagnata durante la mini vacanza al Castello di Velona a Montalcino.

Ci troviamo nella Danimarca dei giorni d’oggi quando iniziano ad accadere una serie di assassini a  madri problematiche; donne violentemente uccise mentre subivano un’amputazione.

Il caso si fa ancora più preoccupante quando, accanto ad esse vengono ritrovati degli omini fatti con delle castagne sui quali vengono ritrovate le impronte di una ragazza data per morta già da un anno.

Un susseguirsi di colpi di scena, di angoscia, di dubbi, di paura e di ansia ma chi sarà l’assassino? Cosa simboleggiano gli omini delle castagne? Riusciranno mai a venirne a capo?

571 sono le pagine di questo thriller superbo che mi ha incollato davvero alle pagine; si, ok, forse lo dico spesso ma credetemi se vi dico che erano mesi che non leggevo con tanta foga un romanzo così complesso, articolato, preciso e pieno di sorprese.

Quando ho iniziato questo romanzo non sapevo cosa mi sarei aspettata però mi sono letteralmente trovata incollata alle pagine portandomelo anche in piscina e trovandomi a camminare nell’acqua del Castello di Velona mentre leggevo assiduamente questo thriller meticoloso.

Meticoloso per la trama, per la scrittura, per i colpi di scena che ti portano a cambiare continuamente idea su chi si celi dietro al serial killer.

Lo scrittore mi ha catapultata direttamente tra le strade danesi, i climi tipici, le emozioni e le vicissitudini dei personaggi rendendo visibile ogni pagina del suo libro.

Nel mentre parla di queste brutali uccisioni, tratta temi delicati quanto importanti come le adozioni, le famiglie malate, la pedofilia, i rapimenti, la politica, morte, dolore, amore.

In queste quasi 600 pagine racchiude alcuni dei tanti drammi del giorno d’oggi e ti lascia un pò di angoscia su tutto quello che si può celare dietro una porta sconosciuta dove vivono spesso i bambini.

Ecco, il centro direi che è la tematica del bambino, la sua fragilità, il nostro dovere di proteggerlo, di ascoltarlo, di dargli amore.

Infine il finale (scusate il gioco di parole), inaspettato, non banale e che mi ha portato a dire “quando arriverà una nuova avventura per Thulin ed Hess così’ da capire cosa accade tra i due?”.

Insomma amici, si tratta di un thriller maestoso, preciso, pieno di studio e ansia.

Una lettura che gli amanti del genere non devono assolutamente farsi sfuggire.

Ci leggiamo con il prossimo libro.

Un abbraccio

La vostra Ele

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