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Recensione di “Ci vediamo un giorno di questi”

Titolo: Ci vediamo un giorno di questi
Autrice: Federica Bosco
Casa editrice: Garzanti, ristampa del mese di gennaio 2018 📖
Ciao a tutti, eccomi qui a parlarvi di un altro romanzo della mitica Federica Bosco; una storia d’amicizia profonda, duratura e ricca di sfaccettature e altalenante.
Ludovica è una ragazza pragmatica, organizzata, puntuale, precisa e restia ai sentimenti mentre Caterina vive in un mondo tutto suo dove non ci sono regole e dogmi; esistono solo le scelte impulsive e la pazzia. Caterina e Ludovica sono completamente differenti ma con un legame unico e indissolubile: l’amicizia.
Le due ragazze si conoscono durante la scuola e da quel momento diventano amiche; non le classiche amiche delle superiori ma delle vere confidenti, unite e complici in ogni aspetto della vita quasi come fossero delle sorelle.
Intanto passano gli anni e le due protagoniste diventano inseparabili affrontando le rispettive difficoltà fino a quando Paolo, collega e amico di letto di Ludo, inizia a manipolarla affinché si allontani dalla sua amica; da quel momento inizia a incrinarsi la loro amicizia ma tra le due nulla è destinato a finire…lascio a voi scoprire come evolverà la loro sorellanza.
Leggere un romanzo di Federica Bosco significa sorrisi, ilarità, riflessione e lacrime grazie alla sua bravura perché solo chi ha un talento come il suo riesce a racchiudere così tante sfaccettature in uno scritto senza annoiare.
Fede non delude mai sia per come descrive ciò che accade sia per come porta il lettore a riflettere su se stesso affrontando anche i propri errori e lasciando uno spiraglio nel quale trovare una possibile soluzione o un’idea per riparare alle pecche arrecate e, in alcuni casi, per togliersi le fette di salame dagli occhi.
Attraverso le vicende di Ludovica ci porta a riflettere sulla sedentarietà della vita intesa da una staticità e freddezza per paura di soffrire, pur di non esser in balia degli altri dettando regole e organizzando ogni minimo aspetto della propria vita.
Invece in Caterina vediamo la libertà assoluta data dalla sregolatezza, dall’indipendenza, dalla frenesia e pazzia che porta a buttarsi in ogni avventura senza porsi tante domande e impegnandosi a farcela da soli anche se non si ha nessuna sicurezza.
L’unione di queste due mondi opposti, invece di creare un’eruzione vulcanica, trova pace e perfetta fusione compensandosi a vicenda e facendo trasparire come le diversità possano compensare le mancanze altrui e divenire un’ancora di salvezza reciproca.
In questa storia, oltre al filo conduttore dell’amicizia che viene messa a dura prova da “interferenze” esterne, compare anche la figura della persona manipolatrice, dell’individuo dominante che soggioga la partner pur di avere il controllo della situazione.
Questo aspetto colpisce particolarmente dal punto di vista psicologico e dimostra come, spesso anche nei casi di abusi che purtroppo sentiamo ogni giorno, sia difficile per le vittime trovare la via d’uscita da questo circolo dannoso; Federica, in poche righe, delinea anche come sia fondamentale l’aiuto della famiglia e degli amici perché molte volte possono essere proprio loro a scuotere violentemente la situazione affinché la sottomessa si svegli da questo blocco in cui si trova perché tanti non si rendono conto di quanto la psiche umana sia labile e la paura di rimaner soli crei una sorta di bolla di accettazione.
Insomma, una grande storia d’amicizia, un grande esempio che tutti voi potete leggere!
Spero di esser riuscita ad incuriosirvi.
Un abbraccio 

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