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Recensione: “La madre perfetta”

Titolo: La madre perfetta  
Autrice: Aimee Molloy
Casa editrice: Giunti

Aspettare un figlio può destabilizzare, può preoccupare, può incuriosire…diventare madri può esser difficile soprattutto nei primi mesi; sono questi i fattori che hanno portato Winnie, Nell, Francie e Colette -quattro donne completamente diverse- ad iscriversi a un gruppo di mamme e a divenire amiche. 
Dopo settimane di incontri mamme-figli, eccole lì in un bar a concedersi una pausa senza prole al seguito; si stanno divertendo quando Winnie sparisce inspiegabilmente e, arrivate a casa sua per cercarla, scoprono che Midas -il figlio di Winnie- è stato rapito.
La polizia fin dall’inizio dell’indagine non fa un gran lavoro ma loro non demordono e, come delle incespicanti ma decise detective, cercano in ogni modo di scoprire qualcosa che possa aiutare a ritrovare il piccolino.
È così che la loro routine, la loro vita quotidiana e il loro passato vengono alla luce -con tutti i problemi che spesso affliggono tante donne e madri- portando alla luce segreti nascosti.
Ma questo stravagante team riuscirà a risolvere il caso di rapimento? 


Ho divorato questo nuovo ed intenso thriller in poche ore e ho avuto il batticuore fin dalle prime pagine provando un costante senso di angoscia e apprensione.
È un libro davvero coinvolgente, ben strutturato e che lascia vari spunti sui quali riflettere: il legame che può nascere tra sconosciute, la poca sicurezza della tecnologia, la cruda realtà di quanto diventare madri cambi corpo e mente di noi donne e tanti altri che si celano nei vari capitoli.
Insomma…è davvero avvincente!


Adesso fai un bel respiro ed immergiti in questa storia anche tu…non ti deluderà!

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Recensione “Buonanotte, madame”

Titolo: Buonanotte, madame
Autore: Alessio Biondino


Ciao ragazzi, eccomi qui a raccontarvi di un altro libro che mi è stato affidato: 
“Buonanotte, madame”.
Questo intenso scritto tratta di un periodo della vita di Alessio, il co-protagonista –non volermene ☺– nonché lo scrittore e qui bisogna che ve lo presenti, o meglio, che vi presenti l’Alessio che ho conosciuto io.
Ale è un uomo solare, genuino, altruista, sognatore ed è un infermiere –anche se è riduttivo come termine- che ama il suo lavoro e ci mette anima e corpo in ogni piccolo dettaglio che lo caratterizza integrandolo anche nella vita extra-lavorativa; questo suo scritto racconta la sua prima esperienza post laurea ma non è una biografia come alcuni possono pensare.

Alessio è fresco di laurea quando trova il suo primo lavoro come infermiere a domicilio; è sicuro di sé e di tutto quello che ha imparato sul distacco da tenere con i pazienti e i suoi famigliari finché, varcata la soglia dell’appartamento dove lavorerà, si trova davanti a un uomo che ha un disperato bisogno di contatto umano.
Renato lo accoglie serenamente in casa e non gira intorno alla questione: vuole che Alessio gli dia del tu e non ne vuol proprio sapere del distacco stile medico-paziente; ecco che il nostro bell’infermiere inizia a vacillare…ma Alessio è un po’ testardo quindi continua a sostenere la sua idea proseguendo dandogli del lei.
Sono lì, due estranei che dovranno convivere per ore e ore e per mesi e mesi, ad aspettare l’arrivo a casa di Rosa –la moglie di Renato- che finalmente è stata dimessa dall’ospedale; è lei la paziente che deve seguire Alessio per 12 ore al giorno.
Rosa ha poco più di sessant’anni ed è affetta dalla SLA –Sclerosi Laterale Amiotrofica-, una malattia degenerativa che piano piano immobilizza tutto il corpo del malato; insomma, non è una situazione facile ma Alessio sa benissimo come comportarsi…o almeno crede!
L’infermiere, con questa stravagante donna scopre un modo nuovo di lavorare e instaura un legame intenso e forte che lo porta a non sentirsi un estraneo o un semplice “addetto ai lavori”; io l’ho percepito come un figlio di Rosa e Renato, come un amico, un confidente.
Rosa inizialmente è abbattuta, spenta, assente e depressa a causa della malattia; è qui entra in gioco Alessio che, credo senza accorgersene, diventa il supereroe della situazione cambiando letteralmente l’animo della malata.
Passano insieme circa un anno e mezzo nel quale, credetemi sulla parola, ne combinano –anzi, la signora Rosa ne combina- di tutti i colori; non mancheranno le risate e i sorrisi, statene certi.

Questo libro, raccontato in prima persona, può sembrare incentrato su Alessio, ma è lei la protagonista; è lei la donna che scopriamo realmente e di cui veniamo a sapere le difficoltà, le grandi vittorie e l’immensa forza.
Alessio si è dovuto scontrare con delle emozioni che sono convinta non credesse di poter provare, emozioni che colgono impreparati buttandolo alla deriva; però lui ha saputo dare un senso al groviglio che ha provato grazie a Rosa e, in queste righe, si è sfogato rendendoci partecipi di una situazione, di una vita intera privata e spesso sconosciuta.
Non aspettatevi un racconto stile romanzo; qui troverete un sacco di termini medici, tecnicismi e informazioni che forse potreste ritenere ripetitive ma che servono per farmi conoscere quanto sia particolare la vita di un malato di SLA e poi so che non vi annoierà leggerli perché sarete pienamente coinvolti nell’eccentrica routine di Rosa e della sua famiglia.
Qui potete vedere il lato nascosto della medaglia, vedere ciò che a volte non vogliamo sapere, o semplicemente non immaginiamo; non è tutto bello, non è tutto semplice nella vita né giusto purtroppo. Credo di non sbagliare nell’affermare che anche noi possiamo condividere questo conciso sfogo di Alessio; questa rabbia che esce spesso, questa frustrazione per un “ingranaggio” mal funzionante e ingiusto.
Voglio terminare dicendovi che Madame Rosa era originaria della mia zona; non so se sia stato questo a farmela sentire così vicina, così famigliare però so che mi ha emozionata fin dal suo ingresso in casa e che mi emozionerà ogni volta che penserò a lei.
Grazie Alessio per aver donato, con questo libro, un pezzettino di te.

Vi abbraccio 😊

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Recensione: “Il sogno della macchina da cucire”

Titolo: Il sogno della macchina da cucire
Autrice: Bianca Pitzorno 
Casa editrice: Bompiani

Credo che non dimenticherò mai quest’ultimo libro di Bianca…per me è stato come una delle dolci melodie di Allevi che ascolto spesso: forti, intense, romantiche, realistiche e mai scontate.

Solo alla fine ho capito quanto il titolo racchiuda tutta la vita della persona in primo piano: una sartina del sud d’Italia che vive in anni ormai lontani dai nostri; di lei non è dato sapere il nome e questa particolarità mi ha immersa fin nel profondo della storia.

Il racconto inizia con la protagonista ancora bambina che è allevata dalla nonna sartina dalla quale impara il mestiere che sarà il filo conduttore di tutta la sua vita portandola a interagire con un mondo aristocratico sempre in mutamento, sempre differente scoprendone e custodendone impensabili segreti.

E’ ben conscia del divario sociale tra lei e tra i suoi clienti ma questo non la mette mai a disagio; è una ragazza colta, intelligente, che s’impegna a leggere e a scrivere –attività che è vista malamente se associata a delle umili lavoratrici- cercando di migliorarsi continuamente tenendo sempre i piedi per terra.

Però si sa, l’amore bussa sempre alla porta ed è difficile controllare i sentimenti che pervadono l’esser umano.

“[…]Il cuore mi batteva all’impazzata. Chiusi il finestrino e mi sedetti. Avevo freddo. Mi avvolsi nello scialle, cercai di calmarmi. E se anche fosse stato Guido? In nessun posto come sul treno era evidente la distanza che ci separava. Prima classe. Terza classe. Più lontani che la terra dalla luna. Non dovevo dimenticarlo, mai, mai, mai. […]“

L’affettuosità per la famiglia, per la vita, per le regole, per se stessi, per gli amici e per Guido pervade il romanzo ma è solo la cornice di qualcosa di più profondo.

Attraverso la storia di una sartina, Bianca ci porta a conoscenza di un mondo dimenticato, o completamente sconosciuto, nel quale la donna deve fare i conti con una società prettamente maschilista e bigotta e dove dei semplici sogni sono quasi considerati dei peccati.

“[…] Sognando cosa? Chi? Sognare era molto pericoloso, lo sapevo, non me lo potevo permettere. E poi, già soltanto vedere il mare non era la realizzazione di un sogno? […]“

Ho interpretato questo libro come un monito per ricordarmi cosa hanno subito le donne prima di me, di mia mamma o di mia nonna; per ricordarmi ogni giorno di amarmi e di lottare per i miei diritti, per i miei sogni e per la parità.

Insomma un delicato libro femminista scritto da una grande Donna e sono certa che anche solo guardando dal vivo la copertina e sentendo la carta delle pagine tra le vostre dita vi farà innamorare.

Un abbraccio a tutti voi 😊

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Recensione: “Il nostro momento imperfetto”

Titolo: Il nostro momento imperfetto

Autrice: Federica Bosco

Casa editrice: Garzanti
Devo dire che i primi capitoli non mi avevano particolarmente convinta; non riuscivo a trovare un aggancio che mi facesse divorare il libro ma è bastato proseguire di poche pagine per poi iniziare a non volermi fermare più.
E’ il primo libro che leggo di questa autrice e devo dire che Federica mi ha davvero colpita; mi sono trovata più volte a sorridere per l’ironia inserita sapientemente in tutto il suo libro ma l’aspetto che più mi è piaciuto e mi fatta riflettere riguarda la veridicità del racconto.
In questa società di oggi, in questo mondo moderno ormai non è strano sentire storie come quella raccontata in queste pagine, non è strano vivere le emozioni e le situazioni vissute dalla protagonista, non è raro trovarsi ad aver a che fare con famiglie allargate, situazioni ambigue e molto altro; Federica ha saputo parlare di queste dinamiche in modo sincero ma non banale e senza annoiare e/o appesantire il lettore; tutto lasciando un importante messaggio e pensiero.
Ora vi lascio un piccolo sunto che spero possa farsi appassionare e convincere a leggerlo perché sono certa che ne valga davvero la pena.

Alessandra, professoressa universitaria, sta per sposarsi con Nicola, suo collega in un altro ateneo, quando per puro caso una mattina scopre una dura verità che la manda completamente in crisi.
Il suo apparentemente calmo e amorevole futuro marito ha in realtà un enorme –e schifoso- segreto: è un traditore seriale con tanto di secondo cellulare pieno di soli contatti femminili con cui lui va a letto e, tra questi, c’è anche Elena, la migliore amica della protagonista.
Ovviamente Ale lo lascia chiudendo i rapporti anche con quella che credeva quasi una sorella ma rimane comunque logorata, ferita, depressa, infelice e debole per settimane intere –come biasimarla-; questo inevitabilmente si ripercuote sui suoi studenti, famigliari e amici.
Odia Nicola dal profondo del cuore ma questo non la ferma dal cercare continuamente sue notizie attraverso i social; questo suo stalkerare la porta a scoprire che, dopo soli due mesi dalla fine della loro relazione, lui si sta per sposare e aspetta anche un figlio; inebriata dall’alcool, lo contatta finendo poi per divenire l’amante fissa del suo ex.
Tornata alla lucidità capisce che Nicola è un emerito stronzo e lo pianta con tanto di subdola vendetta verso lui ed Elena; però questo non la rasserena per niente e proprio quando capisce di dover pensare a se stessa per risollevarsi, si trova a dover ospitare in casa i figli della sua sregolata sorella minore: Apollo, un Sheldon Cooper poco più che decenne –spero conosciate la serie “The Big Bang Theory- e Tobia, un bimbo di una dolcezza incredibile.
Alessandra si prodiga da subito per far sentire i bimbi a casa e fargli capire che quello è e sarà sempre un porto sicuro per loro e, tra le varie cose, decide di iscriverli a un corso di nuoto; è lì che incontra Lorenzo, un padre single che non esita a provarci con lei senza successo.
Durante queste settimane instaura un meraviglioso legame con i nipoti; sintonia che però crea una ferita non da poco in quanto Ale è ormai in menopausa e solo adesso che è troppo tardi si rende conto di quanto sarebbe stato bello esser madre.
Purtroppo, dopo il duro colpo del tradimento, non tarda ad arrivarne un altro: la sorella è tornata in città e i suoi adorati nipoti devono lasciare l’amorevole casa della zia; questo porta la nostra protagonista a soffrirne molto ma, dopo poco tempo dopo, Apollo e Tobia devono tornare dalla loro zia e questo la rende inspiegabilmente felice come non mai. Ed è così che i bimbi ricominciano le lezioni di nuoto che portano Ale a rivede Lorenzo che, temerario, si rifa’ avanti e lei questa volta non rifiuta. Messaggio dopo messaggio, e-mail dopo e-mail, incontro dopo incontro, loro scoprono di amarsi; di provare quel sentimento che entrambi non credevano esistesse, così forte e così potente.
Ma la vita per Alessandra –spesso anche per tutte noi- è un continuo capitombolo e così si trova a dover affrontare una figliastra a dir poco ostile, una sorella davvero problematica, dei genitori infelici in fase di separazione e la bontà del suo Lorenzo ad accontentare sempre le richieste della sua ex.
Ale non trova punti di forza, non trova solidità, non trova certezze in nessun aspetto della sua vita…vede tutto nero.

Riuscirà l’amore a trionfare? Riuscirà ad affrontare i suoi incubi e trovare la sua strada? Solo leggendo il libro potrete scoprirlo.
E allora, cosa state aspettando?


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Recensione: “La donna dei miei sogni”

Titolo: La donna dei miei sogni” 

Autore: Nicolas Barreau 
Casa editrice: Feltrinelli

Romantici e romantiche, ecco un libro che fa per voi. 
Credete nel colpo di fulmine? Se si, non potrete che amare questo romanzo. 

Antoine, librario parigino, si reca al Cafè de Flore -di cui è cliente abituale- e lì basta uno sguardo a farlo innamorare di una donna bionda che chiacchiera seduta a quello che è il suo solito tavolo ed è proprio lei a fare la prima mossa alzandosi e, senza farsi vedere dal suo compagno di pausa caffè, fa scivolare sul tavolo di Antoine un foglietto con nome, numero di telefono, messaggio e orario in cui chiamarla. Antoine, piacevolmente sorpreso, si incammina per le vie parigine già sognando la sua vita insieme a lei e inizia a cercare il posto perfetto nel quale sedersi per telefonarle ma, proprio quando lo trova e si siede sulla panchina, un uccello complica le cose defecando sopra il prezioso biglietto ed è lì che inizia letteralmente il calvario di questo aitante innamorato perché non si legge più l’ultima cifra del contatto ma Antoine non demorde e comincia a chiamare sconosciuti cambiando sempre l’ultimo numero. A ogni telefonata lui spera, sogna, crede che risponda la sua dolce innamorata ma nessun tentativo porta alla voce da lui tanto desiderata però casualità, tenacia e sogni notturni potrebbero far incontrare questi due protagonisti. Ma, se riuscissero a incontrarsi, sarà amore come crede Antoine o solo una fugace illusione?

Questa storia travolge fin dalle prime righe; i personaggi, le vie di Parigi, la trama, lo stile in cui viene raccontato…tutto sa di romanticismo, di delicatezza, di occhi a cuore😍😍.

E allora, cosa ci fate ancora qui?
“La donna dei miei sogni” vi aspetta in libreria!