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Intervista a Maria Perillo, Miss temi_la_donna_che_legge

Ciao amici, i social sono un mondo nuovo e strano; a volte feriscono e deludono ma ci sono casi in cui danno la possibilità di conoscere persone che finisci per stimare. 

Ecco, tra quelle, c’è Maria, una Donna che si adopera per tutti noi e per il genere femminile.

Oggi, voglio condividere con voi i suoi pensieri riguardo ad alcune tematiche.

Prima di tutto vi lascio il link del suo blog e del suo profilo instagram:

Instagram temi_la_donna_che_legge

Sito “temi la donna che legge“

Ciao Maria, grazie per esser qui con me.

In quest’occasione vorrei parlare di donne, di libri e di cultura; che ne dici?

Dico che, mi metto comoda, mi accendo una sigaretta e mi preparo a questo viaggio con te e i nostri lettori.

Domanda schietta: femminista, si o no? Che tipo di donna ritieni di essere? 

Tasto dolente… femminista sì se per femminismo intendiamo quel movimento storico che ci ha portato al diritto di voto, ad esser magistrati, a divorziare, a non avere come status un capofamiglia, all’abolizione delle attenuati per gli omicidi e al non vedere più lo stupro qualcosa di legittimo, all’entrata delle donne nelle Forze Armate ed in tutte le categorie lavorative. Questo è il femminismo che intendo io e non quei movimenti pseudo femministi che si ostinano a voler prevaricare gli uomini con la presunzione di esser donne e quindi esseri migliori. Uomini e donne sono complementari, la vera rivoluzione avverrà quando riusciremo a collaborare insieme senza prevaricarci ma lavorando – ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità – per una società migliore. Tutto il resto è presa di posizione di cattivo gusto che non fa bene alle donne in primis e alla società poi.

Io ritengo che purtroppo ancora oggi le donne siano declassate e sminuite sotto vari aspetti della vita quotidiana; ritieni che sia colpa nostra che non ci facciamo valere o che sia il mondo che è ancora troppo bigotto, retrogrado e maschilista?

È vero, una semplice analisi sociale ci dimostra che parlare di uguaglianza sia ancora la meta e non è ancora un traguardo. Abbiamo fatto tanto, tanto c’è ancora da fare e il tempo, chiaramente, necessita del suo ‘tempo’. Generazione dopo generazione raccogliamo i frutti del nostro lavoro. Vero è che ancora molte donne non credono abbastanza nelle proprie capacità perché figlie di una generazione che le ha irretite in un assurdo sistema di credenze che le vuole per forza incasellare in determinati ruoli.

Nel tuo blog e nel tuo quotidiano ti addentri nel mondo di noi donne cercando di dare valore al nostro status.

A tal scopo, nel tuo articolo “Sono arrabbiata con le donne” espliciti tutto quello che pensi di coloro che non danno importanza a sé stesse. 

Credi che al giorno d’oggi ci siano ancora troppe donne che si limitano a galleggiare nel mare della vita ancora troppo sessista? Se sì, cosa credi che le porti a fare questa scelta?

Si, in quell’articolo mi rivolgo alle donne con tono duro perché credo che prima di puntare il dito contro gli altri sia necessario chiedersi cosa stiamo facendo noi per rendere migliore la nostra vita. Tolti i casi estremi in cui molte donne son vittime di emarginazione e limiti di ogni genere, credo anche che migliorarsi costi fatica e consapevolezza; l’evoluzione è un percorso duro e doloroso. Ecco, io mi rivolgo a quelle donne che per pigrizia galleggiano nella vita che hanno senza lottare per diventare una versione migliore di sé.

Sempre in quel articolo, senza tanti fronzoli parli anche di sessualità. Sinceramente condivido tutto ciò che hai scritto ma vorrei chiederti…perché secondo te le donne non danno valore al loro piacere fisico? 

Perché moltissime donne credono ancora che il sesso ed il piacere siano qualcosa di cui vergognarsi. Onestamente, quante donne conosci che parlano liberamente di avventure o storie di sesso senza vergognarsi o sentirsi in colpa? Io non ne conosco molte. C’è ancora – tra le donne – questa paura di esser giudicate male; come se nella vita si dovesse scegliere tra l’esser “troia o sposa”.

Se dovessi dare un consiglio a quel tipo di donne con cui sei arrabbiata, quale daresti?

Direi loro di uscire dalla zona di comfort e di non sprecare la vita a galleggiare o accontentarsi, volendo usare le parole della mia amata Fallaci direi che esser donna è un viaggio pazzesco ed un’opportunità che va onorata, giorno dopo giorno. Se ci pensi, siamo nate per procreare, un onere ed un onore che – anche attraverso i tuoi versi – ho scoperto essere il dono più prezioso che una donna possa fare a sé stessa e al mondo. Perché sminuirci o sottovalutaci?

Cambiamo argomento: hai deciso di dedicare la tua vita agli altri attraverso un impegno davvero importante: sei una soldata del nostro esercito.

Cosa comporta il tuo lavoro e cosa ti ha spinta a fare questa scelta?

Mi permetto, con ironia, di correggere affermando che sono “un soldato” dell’Esercito Italiano. Non che ci sia nulla di male nei titoli al femminile ma per me i valori e gli ideali davvero non hanno genere e sesso. Ho deciso di arruolarmi 15 anni fa spinta da qualcosa che solo con gli anni ho compreso essere un amore grande. Certe scelte si fanno spinte da ciò che siamo più che da ciò che vogliamo fare.

Infine, ma non per importanza, i libri. 

Quando penso a te mi immagino un vulcano in continua eruzione. Tu non ti fermi mai e dedichi ogni minuto alla cultura, al lavoro e alle donne. Credo che tu abbia un’energia infinita e che metta passione in ogni cosa.

Dedicandoci ora al tuo amare i libri…cosa pensi dei libri di oggi? Delle scrittrici moderne?

Quale senti affine a te?

Io sono cresciuta nel mito di Oriana Fallaci e dell’onestà intellettuale. La cultura va di pari passo con l’evoluzione del genere umano ed è per questo che i libri moderni sono lo specchio di ciò che sono oggi gli uomini. Purtroppo, vedo in giro troppi libri spazzatura, e per libri spazzatura ma la classificazione di un libro o di un genere è sempre soggettiva. Ad esempio, io sono un’appassionata di fisica e spiritualità, è un mondo imprescindibile dall’evoluzione umana; a qualcuno potrebbe sembrare spazzatura. Fatto sta, e l’ho scritto molte volte, che bisogna avere termini di paragone per valutare le nuove letture. Se non si è mai letto un classico come Madame Bovary, L’amante di lady Chatterley o simili, come si può definire un contemporaneo romanzo erotico un capolavoro? E tu sai a cosa mi riferisco… 😀

Io trovo che ci siano sempre meno persone che leggono libri importanti, profondi, colmi di messaggi e con una scrittura articolata. Tu condividi o ritieni che stia errando? Perché?

Hai ragione, si legge sempre meno. Scorrendo velocemente delle statistiche è inevitabile prenderne atto. Siamo diventati frenetici e superficiali. Leggere, come scrivere, sono attività che richiedono tempo e pazienza e noi andiamo sempre di corsa, vogliamo tutto e subito ma le cose preziose richiedono tempo. Allo stesso modo siamo pigri e ci rifiutiamo di interrogarci su temi profondi, ecco perché prediligiamo una sorta di oppio letterario che, piuttosto che farci mettere in discussione tutto, ci conferma ciò che pensiamo e crediamo. Un buon libro deve spingerti a guardare oltre e non ha capire che avevi ragione.

Alle donne di oggi e a tutte quelle del domani, quali libri consigli affinché imparino a valorizzare loro stesse e i loro diritti?

Bella domanda! Nel mi blog ne propongo alcuni ma la verità è un’altra. Io credo che i libri percorrano strade magiche e che non arrivino mai a caso nella nostra vita. I classici devono essere la base di partenza, è innegabile, ma è importante ascoltarsi, lasciarsi fluire e cogliere i segnali che l’universo ci manda affinché un testo arrivi al nostro cuore. A volte, come nel nostro caso, può essere anche solo un verso o una poesia a risvegliarti

Infine, esulando dai temi che avevo anticipato, volevo dirti che ho amato il tuo articolo #sensibilityiscool .

Hai toccato nel profondo una tematica sempre più odierna e frequente ormai ogni giorno quindi volevo farti i complimenti e invitare tutti i lettori a cliccare sul link sottostante e leggere il tuo articolo perché è davvero triste quanto speranzoso e importante.

https://www.temiladonnachelegge.it/sensibilityiscool/

Quindi, complimenti Maria perché sei una super Donna, una vera Wonder Woman e sono davvero onorata di aver potuto intervistarti.

Vuoi dire ancora qualcosa ai lettori?

Ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato. Vorrei dire molte cose ma, come abbiamo detto, in quest’era tecnologica la capacità di sintesi è fondamentale:

leggete, leggete, leggete. 

Leggete libri, leggete le persone ma, più di tutto, leggete voi stessi.

Ecco amici, con questo suo messaggio per voi, vi mando un grosso abbraccio.

La vostra Ele

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Interviste

Intervista a un misterioso pensatore

Ciao amici, oggi voglio condividere con voi un’intervista insolita quanto importante e reale.

Ho proposto a un conoscente di esser intervistato da me.

Vi chiederete chi è e perché proprio lui.

Beh, lui non ha peli sulla lingua, scrive mettendo nero su bianco le emozioni e le sensazioni che secondo me viviamo tutti ma che vengono spesso represse o addirittura annullate.

Come sapete, io credo fermamente che ognuno debba esser sé stesso, vivere liberamente la sua vita senz’ascoltare le insulse regole che gli altri vogliono dettare quindi ho deciso di chiedere a questo amico cosa ne pensa lui.

Ecco, Massimo, è diretto, sensuale, poetico e libero. 

Le sue poesie -perché io le ritengo tali- e i suoi pensieri smuovono le viscere, i desideri, gli impulsi e i pensieri di molti di noi, se non tutti.

Ecco, allora ho deciso di dargli ulteriore voce e d’intervistarlo.

Ciao Massimo, se ti chiedessi qualcosa di te, cosa mi risponderesti?

Potrei dirti che sono le due facce della medaglia, sono quello che leggi e vedi nel mio profilo, i miei pensieri nero su bianco con buona pace di chi si sente punto da alcune frasi. 

Lascio la massima libertà a tutti, così come io la pretendo, ma sono anche una persona esigente, perché non ho nessuna voglia di accontentarmi di quello che mi viene propinato o di una semplice scusa per giustificare azioni e pensieri altrui che non mi bastano. 

Chi si è davvero accostato a me, provando a camminarmi accanto ha capito quanto sia difficile, nel senso che sono una persona estremamente aperta al dialogo e che non ha limiti di vedute, che prova a capirti, ma poi ti dico la mia e non sono tipo da compatire problemi o difficoltà, perché, chi più chi meno, di difficoltà ne affrontiamo tutti e fermarsi a compiangere sé stessi non porta a nulla. 

Sono una persona molto esigente, non ho mezze misure, io ti do tutto ma voglio altrettanto senza accontentarmi delle briciole di tempo di nessuno.

Cosa ti ha portato a nasconderti dietro a un alias? 

Non c’è un particolare motivo, ma ce ne sarebbero molti. Purtroppo o per fortuna, nella realtà ci capita di avere ruoli che non ci permettono di avere una grande libertà pubblica.

Inoltre, per quanto mi riguarda, Facebook è un grande libro bianco dove condividere pensieri, poi chi li scriva poco importa, basta che arricchisca chi legge, per questo non ho mai avuto un profilo reale, perché la vita vera la vivo fuori senza sentire il bisogno di scrivere dove vado o cosa faccio.

Cosa ti ha portato a decidere di aprire questo profilo dove condividi i suoi pensieri?

Come molti qui, sento la necessità di esternare quello che provo, in bene o in male, esternarlo non solo per chi lo legge, ma soprattutto per me stesso. E’ anche un ottimo modo per condividere pensieri con persone fisicamente lontane ma intellettualmente vicinissime.

Come ti definiresti? 

Un egocentrico innamorato di sé stesso.

Io sono al centro della mia vita e tutto deve ruotare intorno a me e non il contrario.

Questa frase rappresenta tutto te stesso o solo una piccola parte? 

Se solo una piccola parte, quali altri lati hai?

Dire che siamo Unici rappresenta tutto per me. Nel bene e nel male lo siamo, unici nel costruire e nel distruggere rapporti, unici nel vivere le sensazioni, unici in tutto.

Questo concetto l’ho riscontrato in tutte le persone che hanno attraversato la mia vita e che anche se apparentemente simili ad altre, erano invece Uniche e mi hanno lasciato qualcosa di loro.

Siamo soprattutto unici nell’amarci, perché nessuno mai potrà amarci più di quanto potremmo fare noi stessi.

Tu hai una persona speciale con cui balli come fosse un tango argentino?

Si, ne ho avute tante e credo e spero che ne avrò altrettante. 

Non ne ho una in particolare, perché ognuna è speciale per la sua unicità. Non sono una persona che si lega definitivamente ad un’altra, forse perché essendo incontentabile, raggiunto l’apice del rapporto, poi sono di nuovo alla ricerca di altro o forse perché non ho ancora trovato chi mi trasmette la stessa intensità che si ha all’inizio di ogni rapporto.

Nelle tue riflessioni tratti varie tematiche come l’amore, la sessualità, la libertà, la sicurezza ma cos’è per te l’amore?

Ah, se dovessi risponderti di getto, ti direi che l’amore per me non esiste, escludendo quello che si ha per i propri figli o genitori.

Poi però riflettendoci meglio, l’amore è un sentimento come gli altri, è un trasporto, un’intesa, una sensazione molto forte che però finisce come le altre. Potrei aggiungere che, più forte è all’inizio, più in fretta finirà.

E invece, cos’è la sessualità per te? 

La sessualità è tutto in un rapporto. Potrei dirti che conta quanto le altre componenti, ma per me non è così. È fondamentale che le mie voglie, i miei desideri, impulsi si concentrino solo su una persona.

La sensazione che mi appaga di più è riuscire a guidare nel mio mondo e nel mio concetto di sessualità la persona che si affida a me e alla quale provo a trasmettere quel concetto di libertà sessuale che in molti reputano “sporca”.

La vivi liberamente?

Si, cerco di viverla nel modo più libero possibile perché l’atto sessuale in sé è solo la conseguenza di un rapporto mentale in primis che ci coinvolge a 360 gradi con desideri, istinti, voglie e quella fame dell’altro che non si sazia mai.

Cosa rispondi a chi giudica negativamente la libera sessualità?

Non rispondo perché ognuno vive a modo suo, l’importante è che sia una scelta propria e non dettata dai costumi del nostro tempo o da qualcuno che cerca di manipolare a proprio piacimento imponendo le proprie regole ad altri.

Secondo te cosa porta le persone a inibire loro stesse sia dal punto di vita emotivo sia fisico?

Ci sono tanti motivi, magari perché hanno al loro fianco una persona che non le stimola nel modo giusto per far venire fuori la vera essenza, magari sopita, in attesa di sbocciare come un fiore o di uscire da quel bozzolo che ha racchiuso una farfalla per troppo tempo.

Il pericolo più grande è che incontrino la persona sbagliata e che ripongano in questa tutta la loro fiducia. Soprattutto nel virtuale ci sono persone con una fragilità tale che si affidano al primo che rivolge loro un minimo di attenzioni e che poi si approfitta di loro rendendole ancora più fragili e soggiogandole a proprio piacimento.

Molte persone purtroppo vivono una sessualità che non gli appartiene, credono che le loro pulsioni siano sbagliate o sporche, invece non c’è nulla di più bello della libertà in tutto e per tutto.

Il suo desiderio più grande?

Non ho un desiderio in particolare, sono un eterno scontento, quindi, esaudito il desiderio espresso, sarei di nuovo al punto di partenza.

Esiste veramente il peccato o è solo un’invenzione dettata da dogmi e regole sociali? 

Non lo so, ma devo dire che i peccati ci affascinano sempre tanto, magari perché non sono comuni e ci fanno sentire ancora più speciali, l’unica cosa che non concepisco è rinnegarli.

Quando ho visto questa tua semplice frase mi è venuta in mente una mia poesia inserita nel mio primo libro:

La maschera

Sentirsi vuoti, spenti, soli.

Guardarsi allo specchio e trattenere le lacrime.

Appoggiarsi perché il dolore è troppo forte,

piangere.

Capire di aver sbagliato tutto;

di aver creduto in un amore malato.

Trovarsi in un labirinto e non sapere come uscirne.

Camminare sperando di farcela

ma il muro è troppo alto e l’uscita troppo nascosta.

Nessuno ha mai guardato negli occhi spenti,

nei sorrisi mancati.

Ti perdi nel tuo stesso sguardo,

indossi una maschera sognando…

chissà se la maschera

realtà diverrà.

Elenia Stefani

Vorrei sapere cosa pensi tu della poesia ma soprattutto dell’indossare le maschere? Credi che tutti le indossino? Tu, nella realtà, l’indossi?

La tua poesia è davvero bella e colpisce in pieno quello che penso, anche se le maschere alle quali mi riferivo io s’indossano in qualsiasi realtà, non solo nei rapporti d’amore.

Credo che più o meno tutti le abbiamo indossate qualche volta nella vita anche per i motivi che crediamo più giusti.

Naturalmente anche io le ho indossate e ne indosso ancora, sarebbe da ipocriti dire che non lo faccio, è diventato un gesto naturale farlo. Credo che l’unico modo per non indossarle sarebbe andare via e ricominciare vivendo la vita così come la desidero adesso.

Hai mai pensato di fare un libro con le tue frasi/poesie?

No, sarebbe troppo impegnativo e io sono incostante; a volte un fiume in piena, altre invece preferisco che quei pensieri restino solo miei.

Ci sono raccolte poetiche che ti piacciono?

Si, adoro leggere. 

Naturalmente Alda Merini, Boudelaire, Neruda e Bukowski ti danno quella sensazione che nessuno mai potrà scrivere qualcosa di meglio.

Credi che i romanzi erotici siano veritieri e possano aiutare a vivere, anche solo nei sogni, i desideri nascosti?

Veritieri o no, aiutano sempre chi li legge perché li apre a nuovi modi di concepire la sessualità mettendo in evidenza scenari e situazioni che ci spingono a provare a renderli reali.

C’è qualcosa che vorresti condividere con coloro che stanno leggendo quest’intervista?

Si, credere sempre che siamo importanti per noi stessi, non sottovalutandoci mai o ergendo gli altri al di sopra delle nostre possibilità.  

Amiamo noi stessi perché nessuno potrà farlo meglio.

Massimo, grazie mille per aver risposto alle mie domande.

https://www.facebook.com/massimo.alicante.35

Ora amici, ditemi voi cosa pensate della sessualità, della libertà, dell’amore.

Vi abbraccio

La vostra Ele

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Intervista alla poetessa Alessandra Di Girolamo.

Ciao amici, come state oggi?

Poco tempo fa ho chiesto alla mia amica Alessandra se le andasse di esser intervistata da me riguardo alla sua raccolta di poesie e alla poesia più in generale.

Con piacere ha accettato e ora vorrei condividere con voi le sue riflessioni.

Prima di ciò, vi lascio il link della mia recensione riguardo al suo libro:

E ora eccovi le sue risposte…

Ciao Alessandra, grazie di aver accettato di esser intervistata.

Ti va di raccontare ai lettori qualcosa di te?

Buongiorno Elenia, grazie per la bella opportunità che mi stai offrendo. 

Mi presento subito: ho 46 anni e sono mamma di due splendide creature di 11 e 12 anni. Dopo aver terminato gli studi ho cominciato a lavorare come responsabile amministrativo in un’azienda molto conosciuta. Dopo 15 anni, ho deciso di dedicare il mio prezioso tempo solo ai miei figli, Angelo e Francesca. Non me ne sono mai pentita e tutt’ora li seguo costantemente nei loro percorsi di vita. 

Sono una donna che ama leggere, che adora scrivere (soprattutto aforismi e poesie), che ascolta molta musica, che sogna ad occhi aperti, che fa dello sport uno stile di vita e alla quale piace mangiare in modo piuttosto salutare! Lo so, quest’ultimo forse non è un punto a mio favore, ma chi mi conosce sa bene che adoro solo il cibo sano.

Io ti ho conosciuta attraverso i social e così ho scoperto una persona davvero poetica; ti descriveresti così?

In effetti mi sento molto poetica, mi piace trovare la poesia un po’ ovunque! A volte, mi sono sentita dire che sono una donna di altri tempi … ovviamente l’ho preso come un complimento! (ci voglio sperare e credere!)

Se ti chiedessi di definire la poesia, tu cosa mi risponderesti?

La Poesia è quella carezza al cuore che sentiamo tutte le volte che ci emozioniamo. La Poesia è quella lacrima di gioia che rimane sospesa tra i meandri della nostra mente. La Poesia è quel bacio che ogni sera vede protagonisti il sole e il mare. La Poesia è quel vento gelido che improvvisamente diventa fuoco. La Poesia è quel ti amo che bussa alla tua e alla mia anima.

Cosa ti ha portata a scrivere poesie? E da quanto tempo le componi?

Cara Elenia , non vi è in realtà una data precisa o un luogo ai quali poter associare la nascita del mio amore per la Poesia, chissà forse è stata lei a scegliere me! 

Posso solo dirti che fin da ragazzina, mi emozionavo quando leggevo dei versi particolari, quando ammiravo la bellezza della natura (soprattutto il mare e la luna),quando sentivo i bambini ridere, quando vedevo mia madre e mio padre abbracciarsi affettuosamente e, dopo i loro bacetti, mi sorridevano. 

Ricordo che al liceo scrivevo tante poesie d’amore, molte le regalavo alle mie compagne di classe per i rispettivi fidanzatini (soprattutto nel periodo di San Valentino) e loro mi ringraziavano dicendomi che ero bravissima. A distanza di quasi 30 anni, grazie a facebook, ho ritrovato parecchie compagne di scuola e molte hanno pure partecipato alla presentazione della mia prima silloge poetica “UN’INFINITA’ DI VOLTE” (in quella occasione era presente anche la mia professoressa di letteratura italiana). Emozioni uniche che non si possono descrivere …

Nel tempo, com’è cambiato il tuo rapporto con la poesia?

Il mio rapporto con la poesia nel tempo si è sicuramente consolidato, è diventato un connubio perfetto! “MI EMOZIONO PENSANDO A TE PERCHE’ RACCHIUDI IN UN SOGNO TUTTO IL MONDO CHE VORREI”.

Come ben sai, io vivo di emozioni e ne faccio un mantra; tu cosa pensi di esse?

Ma senza emozioni non siamo nulla, è come immaginare un corpo senza anima! Mi piacerebbe tanto che la gente si emozionasse di più, si guardasse più spesso negli occhi, tornasse a stupirsi come quando si era bambini, ricominciasse a volersi bene, ma non scrivendo “tvb” su whatapp, su Facebook o Instagram; vorrei che la melodia della parola ricominciasse ad essere protagonista della nostra vita e che gli abbracci tornassero di moda.

Ti va di parlarci della tua racconta “Un’infinità di volte”?

La mia raccolta è stata pubblicata nel marzo del 2018 e, come ho già specificato varie volte, questo traguardo lo devo sicuramente ai miei amici di Facebook che hanno da subito creduto in me e mi hanno dimostrato una fiducia immensa. Ma è anche doveroso ringraziare il mio caro amico giornalista Filippo Virzì che ha letto per 3 mesi le mie poesie in radio e in streaming, precisamente nel programma Aforismi e Pensieri. Poi ovviamente ringrazio la casa editrice “ People & Humanities” che ha deciso di investire sui miei versi. Il titolo “Un’infinità di volte, dire dell’amore con parole sempre nuove”, nasce proprio dall’esigenza di non porre limite alle emozioni, al cuore, alla voglia di sognare, di volare al di là di quel confine che spesso non si vuole oltrepassare. Nella società fredda e tecnologica nella quale viviamo, penso ci sia proprio bisogno del calore di un’emozione.

Quando scrivi, pensi al lettore che le leggerà o non ti poni questa riflessione?

Sono una persona molto sincera e quindi ti rispondo subito dicendo che non mi sono mai posta questa riflessione durante la composizione dei miei versi; devi sapere che la mia poesia è molto libera, non segue schemi o metrica particolare, la maggior parte delle volte non impiego più di 90/120 secondi per elaborare una lirica. Sono poesie di getto, nascono osservando il mondo dentro e attorno a me, alcune prendono forma mentre cammino, sono in giro, in auto e quindi non disponendo di carta e penna prendo il cellulare e registro il nuovo componimento.

Tu trai ispirazione da qualche collega?

No, non prendo ispirazione da nessuno. Sono pensieri i miei che si sublimano in versi in maniera diretta, un viaggio veloce che parte dal mio cuore e arriva alla mia mano.

Ho visto che sei entrata in un mondo letterario molto vario; cosa ci racconti di quest’esperienze?

In questi due anni ho respirato tantissime emozioni, un po’ grazie alla mia poesia e un po’ grazie al mio amore per la cultura in genere. Sono amministratrice assieme ad Elisa Santucci del gruppo Letterario Gli Amici del Mondo Incantato dei Libri e della pagina affiliata. Siamo più di 6100 persone di tutto il mondo e ti assicuro, cara Elenia, che la stima e il rispetto che questi amici mi dimostrano ogni giorno è qualcosa di straordinario. Ricevo tantissimi messaggi di ringraziamento, gente che attraverso la diffusione e la condivisione della cultura riempie di emozioni le proprie giornate. Io lo ripeto sempre, i social se usati in maniera costruttiva possono davvero offrirci tanto!

A proposito di emozioni, grazie al mio gruppo letterario molte amicizie virtuali si sono trasformate in reali; ho conosciuto tantissime persone con le quali sono nati rapporti davvero speciali, come nel caso della mia cara amica, nonché avvocato e blogger letteraria, Grace Di Mauro. 

Secondo te la poesia ha ancora futuro?

Certo che la poesia ha ancora futuro, la Poesia è alba mai tramonto. A Palermo frequento un circolo letterario (Libreria Spazio Cultura Macaione) dove la Poesia è protagonista di numerosi eventi culturali, con presentazioni, reading e incontri. L’anno 2019 è stato molto importante per me e per la mia crescita culturale; ho ricevuto vari riconoscimenti per i miei versi e sono arrivata anche prima in due concorsi letterari on line. Sono stata invitata a numerosi eventi che hanno visto la poesia sposare varie forme d’arte: la danza, la pittura, la musica … ma soprattutto hanno applaudito dinanzi alla profonda riverenza che la stessa poesia ha esibito ai “concreti” concetti di solidarietà, integrazione e multiculturalismo per la realizzazione di un mondo più sano, più unito e più bello!

Se ti nominassi il bullismo, come lo assoceresti alla poesia?

Presto uscirà la mia seconda silloge poetica, che a differenza della prima, a parte l’Amore, abbraccerà alcune tematiche e piaghe sociali, tra le quali il bullismo. Attraverso delicati ma incisivi versi si può arrivare all’anima del lettore, qualunque sia la sua età. Quindi se è un genitore potrà riflettere meglio su come aiutare e risolvere il problema di suo figlio, se è un ragazzo potrà in quel caso vergognarsi se il suo ruolo è quello del carnefice o trovare un barlume di speranza se invece è la vittima.

Ai nostri lettori, oltre che le tue stupende poesie, quali poeti contemporanei consiglieresti di leggere?

Se ti riferisci a poeti emergenti molto bravi consiglio degli autori che ho letto e recensito per il blog con i quale collaboro da oltre 2 anni;  Massimo De Tommaso, Carolina Cigala, Biagio Balistreri, Alice Silvia Morelli,  Fabio Squeo ,Gerardo D’Errico, Marco Amore e una certa Elenia Stefani, non so se la conosci …

Molti criticano la poesia “cruda” e diretta come quella di Rupi Kaur, tu cosa ne pensi? 

Rupi Kaur è diventata un punto di riferimento per tante lettrici, proprio per i suoi argomenti così complicati e complessi, come la violenza sulle donne e discriminazioni varie. Secondo me è bravissima, ma poiché sono sempre molto sincera prediligo la poesia d’amore che sfiori anche tematiche importanti e sociali, ma sottolineo che “sfiori”.

Cosa consigli a coloro che vogliono pubblicare un libro di poesie?

Posso solo consigliare di credere fino in fondo nelle loro emozioni, perché non c’è nulla di più bello che poter condividere con gli altri i propri sentimenti. Diffondiamo amore, che ne abbiamo davvero tanto bisogno! 

Poi vorrei esprimere anche un altro mio parere: la poesia è di tutti ed è per tutti, quindi deve essere accessibile a qualsiasi interlocutore! Abbattiamo lo stereotipo che la poesia è di nicchia e che deve avere un linguaggio articolato e difficile… i tempi cambiano e quindi anche con parole dirette, semplici,  ma sempre eleganti e aggraziate, si può fare centro nel cuore di ciascun  lettore.

Per finire, se dovessi scegliere tre libri da consigliare (anche esulando dalla poesia), quali consiglieresti?

Ho amato molto il libro di Donatella Di Pietrantonio l’ARMINUTA, poi  Carlos Ruiz  Zafòn con L’OMBRA DEL VENTO  e adesso sto apprezzando parecchio  I LEONI DI SICILIA di Stefania Auci.

C’è qualcos’altro che vuoi condividere con i lettori?

Vorrei ringraziare Fiammetta Rossi che mi ha voluta come ospite qualche mese fa nel suo programma radiofonico GOLD RADIO TV, nella rubrica Poesia, e vorrei anche ringraziare la giornalista Tiziana La Vitola che presto mi intervisterà nel suo spazio  “Parole sul Pentagramma” che verrà trasmesso in radio, in diretta precisamente su  ITALY WEB RADIO. Ovviamente ringrazio te, Elenia, per le interessantissime domande che mi hai rivolto e per tutto il prezioso tempo che mi hai dedicato. 

I miei genitori mi hanno sempre ripetuto che nella vita nulla è scontato, nulla è dovuto e quindi…  GRAZIE con tutto il cuore!

Grazie mille Ale

Un abbraccio

Allora amici miei, ora tocca a voi, cosa ne pensate della poesia?

Un abbraccione

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Interviste

Intervista al Poeta Matteo Cotugno

Ciao amici, oggi voglio farvi legger quest’intervista che ho fatto a Matteo Cotugno, un poeta contemporaneo che ho incrociato sui social e a cui devo molto.
Ho deciso d’intervistarlo perché la mia opinione sulla poesia sarebbe limitata e davvero troppo personale; ho quindi deciso di porre a lui -poeta intimo e molto preparato- le seguenti domande:
Ciao Matteo e grazie di aver accettato quest’intervista.

Ti va di raccontare un po’ ai lettori chi sei?
Salve a tutti, ho 56 anni, sono emiliano di origini pugliesi e sono un autore di testi di poesia e, da circa 10 anni, anche un curatore di antologie di poesia in formato e-book. Ho vari blog che gestisco per la poesia come: http://poesiaaldanelcuore.blogspot.com/ e https://poesiedimatteocotugno.blogspot.com/  e quello del mio gruppo di poeti http://vocidipoesia.blogspot.com/
Da quanto scrivi poesie?
Scrivo fin da ragazzino, una passione che ho sempre tenuta nascosta perché ero molto timido e la poesia è un mettersi a nudo, un far vedere a tutti ciò che si ha dentro, occorre una buona dose di coraggio, probabilmente mi ha aiutato la maturità acquisita per riuscire a pubblicare e far leggere le mie poesie.
Da dov’è scaturita questa poetica?
Da qualsiasi cosa o evento mi emozioni, sia positivamente che negativamente, e parlo di tutto ciò che mi circonda, il poeta è soprattutto un osservatore, uno speciale osservatore in grado di sentire al di là del comune sentire e trasmetterlo in poesia a tutti.
Quante raccolte di poesie personali hai pubblicato?
Sono solo due e ho in lavorazione una terza pubblicazione personale, sono PoesiAnima e InVersi, la prima è stata una vera scommessa, con testi che spaziano in vari campi e vari stili, tutti accomunati dalla presenza dell’anima che diventa un leitmotiv fondamentale, un collante speciale, ed è un omaggio a quell’anima che fino ad allora avevo timore di palesare apertamente in poesia, un aprirla a tutti.
InVersi invece è una raccolta di poesie in cui il protagonista è l’amore nei suoi opposti, un omaggio a ciò che mi muove in poesia… dopo l’anima… l’amore.
Invece come organizzatore e curatore ho realizzato 28 Antologie in 9 anni.
Hai un messaggio che vuoi trasmettere attraverso le tue liriche?
Sì, indubbiamente, un messaggio che sia il più universale possibile, che raggiunga tutti, come valore universale, sono soprattutto in campo per proteggere e far sopravvivere valori che ormai sembrano quasi abbandonati e svalutati, come l’onestà, la correttezza, la fedeltà, la tolleranza, l’amore.
Tutti valori che tratto nelle mie poesie, da quelle civili alle introspettive, fino a quelle satiriche.
Hai dei progetti futuri?
Continuare a produrre Antologie anche se è molto impegnativo e organizzare dei readings di poesia, incontri con i poeti per conoscersi anche di persona, non solo via web.
Come definiresti la poesia?
Non si definisce la poesia, la poesia si legge, si compone, si vive… a definirla perderebbe molto della sua genuinità e della sua efficacia nel trasmettere emozioni e valori. Quindi per me non ha un significato che la connoti: per me la poesia è un sentire al di là delle comuni convenzioni per cogliere messaggi universali da donare a tutti. Potrei tentare di spiegare la poesia solo come un modo di vivere oltre la nostra dimensione di esseri umani.
Ritieni che la poesia al giorno d’oggi sia schernita e/o dimenticata?
No, penso sia più diffusa di quanto si possa immaginare, tanto da creare anche molta confusione e tante illusioni di diventare grandi autori, questo grazie alla rete e ai social networks.
Secondo te, al giorno d’oggi ci sono ancora poeti “validi”?
Sicuramente ce ne sono tanti, ho vari autori prediletti come Valerio Magrelli, Patrizia Valduga, Alda Merini di cui ricorre il decennale della sua morte, ma tanti altri come Pierluigi Cappello recentemente scomparso.
E nelle nuove generazioni? 
Avendo fatto parte di varie giurie di premi importanti ho potuto constatare tangibilmente la diffusione della passione per la poesia e di qualità fra i giovani, alcuni sono talenti davvero incredibili.
Proprio a una conferenza dove ho parlato pochi giorni fa, è saltato fuori il legame tra poetica e bullismo nel senso che spesso chi scrive poesie viene denigrato e preso in giro e che magari molti giovani nascondono questo loro talento per paura di esser bullizzati. Tu cosa pensi a riguardo?
Sì, è possibile, è accaduto anche a me al liceo, essere preso in giro per la mia passione che altrimenti sarebbe venuta fuori con maggiore evidenza, ma credimi e mi ripeto, ci vuole molto coraggio, specie per chi è un intimista come me. 
Io ho avuto il piacere di conoscerti grazie a uno dei tuoi tanti progetti gratuiti che attui per poter diffondere la poesia e riunire poeti; un’attività lodevole e che tu fai a cuore aperto senza chiedere nulla.
Cosa ti ha portato ad attivarti in tal modo?
Quante raccolte poetiche sei riuscito a compiere con questi progetti?
Mi ha spinto la reazione a comportamenti scellerati da parte di alcuni editori truffaldini trovati in rete, personaggi che speculano sulla voglia di emergere dei poeti per poi spillargli denaro o proponendo edizioni costosissime o proponendo di far parte di antologie costose e totalmente inutili in quando non sono diffuse in nessun posto, non vanno in nessuna biblioteca, solo acquistate dagli autori foraggiando questi truffatori.
Ho cercato si scardinare questo meccanismo raccogliendo intorno a me amici poeti e creando questi e-book elettronici che produco gratuitamente e che diffondo sulla rete in portali internazionali, quindi visibili in tutto il mondo, e delle letture ho dati statistici notevolissimi direttamente dai siti.
In 10 anni 28 antologie in 4 collane distinte sono un miracolo vero e proprio, frutto di passione e forza di volontà, oltre che di incoraggiamenti da parte degli autori e dei lettori.
Sei costantemente contornato da poesie di vari autori con stili diversi, c’è qualche poeta odierno che consigli di leggere?
Faccio sempre riferimento a Valerio Magrelli, Vivianne Lamarque, Patrizia Valduga, Pierluigi Cappello.
Come immagini sia la poesia tra 30 anni? Esisterà ancora?
Sicuramente esisterà e sarà come sempre l’espressione dell’anima di chi ci sarà fra 30 anni. La immagino diretta e molto sintetica per favorire la rapidità di diffusione del messaggio.
Per concludere, vuoi dire ancora qualcosa a chi sta leggendo?
Leggete, leggete, leggete poesia, se non volete comprare dei libri di poesia andate in biblioteca e richiedeteli, se non li hanno, fateli comprare… solo leggendo la poesia si impara ad apprezzarla e leggete anche le biografie, senza la storia della vita degli autori viene meno una parte della confidenza nel leggerli.
Grazie mille Matteo
E voi cosa pensate della poesia?
Fatemelo sapere.
Un abbraccio
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Intervista a Irene Soave, autrice di “Galateo per ragazze da marito” edito da Bompiani

Ciao amici, poco tempo fa vi ho parlato del ultimo libro di Irene Soave, “Galateo per ragazze da marito”, edito da Bompiani (trovate di seguito il link della recensione).
https://leemozionitralerighe.blogspot.com/2019/09/recensione-galateo-per-ragazze-da.html

E ho avuto il piacere e l’onore di poter porre alcune domande all’autrice e ora lascio che anche voi possiate leggere le sue risposte.
Ciao Irene, intanto to ringrazio per avermi concesso quest’intervista.
Voglio anticiparti che, mentre leggevo il tuo libro, mi venivano in mente centinaia di domande che avrei voluto porti ma ho cercato di scegliere quelle per me più adatte perché con il tuo libro hai davvero toccato tanti argomenti importanti.
Ma Irene, tra tutti gli hobby del mondo, cosa ti ha portata a collezionare galatei e riviste femminili?
Non saprei, ognuno ha le sue passioni.
Se ti dovessi basare sulle definizioni di questi galatei, quale appellativo ti sarebbe associato?
Non so, forse “bas-bleu” – era il termine dispregiativo che si usava in Francia e in Regno Unito per le donne che mostravano “pretese intellettuali” cioè che si interessavano di letteratura, teatro, cultura. Imperdonabile! Anche un po’ “precieuse ridicule”: lo siamo un po’ tutte, è una forma di autodifesa.
Tra tutti questi tomi che hai letto, a quale sei più legata?
A quelli di Irene Brin. 
Esiste qualche figura femminile del passato storico e/o del tuo passato personale, che ha lasciato il segno sulla tua vita?
Le mie nonne Elsa e Rina, una dolcissima, una fortissima, entrambe memorabili. Mia mamma con il suo talento creativo e la sua disciplina. Le donne a cui è dedicato il mio libro (pag. 379). Almeno tre fondamentali insegnanti, una di greco, una di letteratura italiana, una di letteratura americana.
Mentre leggevo il tuo libro ho notato -correggimi se sbaglio- che è molto articolato, studiato, meditato e lavorato; quanto tempo e quanto studio hai riposto in quest’opera? 
La raccolta dei libri è andata avanti per anni, ma in modo asistematico, irriflesso. La stesura del libro mi ha richiesto molta disciplina, perché lavoro in un quotidiano e ho pochissimo tempo libero: circa un anno, lavorando tutti i giorni e ogni momento che avevo libero, puntando sveglie antelucane. 
Entrando nel tema del tuo libro, a un certo punto hai inserito un estratto di Parca: “Forse è questo il prezzo che esse debbono pagare alla loro generazione, in bilico fra il vecchio e il nuovo; una generazione che ha di nuovo le donne, e di vecchio soprattutto gli uomini”.
Questa frase io la trovo alquanto attuale; tu cosa ne pensi?
Trovo che la generazione, l’epoca, ci abiti sempre molto. Mi stupisce sempre tantissimo quanto “in bilico fra vecchio e nuovo” restiamo sempre. Noi, le nostre mamme, le nostre nonne di cui Parca scriveva. È come se non abitassimo mai il futuro, e ovviamente non può che essere così. 
Cosa pensi dell’uomo di oggi?
Ritieni che voglia ancora primeggiare rispetto a noi donne vedendoci ancora come “donne di casa”?
Non penso. Più sono giovani, meno sono conservatori. Ne sono lieta. 
Credi che venga ancora mal visto il matrimonio in cui è l’uomo a occuparsi della casa mentre la donna si dedica al lavoro?
Non ho capito la domanda. Una volta era tutt’altro che mal visto. Credo che oggi molte di noi, deluse dal mondo del lavoro che è aspirazionale e rapace, competitivo e avaro, usurante e deludente, pagherebbero per poter stare a casa a occuparsi dei loro cari, invece di rispondere alle chiamate sgarbate dei loro capi, sopportarne le ubbie, fare straordinari, per due lire. Credo valga anche per gli uomini. Credo siamo sulla curva discendente di un periodo ossessionato con la realizzazione professionale: noi non ci crediamo più. 
Da tutti i galatei che hai esaminato traspare che solo con il matrimonio si può esser felici, accettate, considerate; un messaggio e un pensiero alquanto svilente in ogni epoca. 
Se devo esser sincera, dove sono nata e cresciuta io, -insieme all’idea che la donna deve badare al focolare e procreare a oltranza- è ancora presente questa ideologia malsana. 
Ma credi che sia ancora molto diffusa in tutta l’Italia? Se si, perché?
Non la trovo malsana, così come non trovo per forza sana la vulgata, foraggiata dal marketing, che “si sta meglio sole”. Tinder affigge a Milano cartelloni pubblicitari che spiegano che “single è bello”. Eppure io sono così tanto più felice quando amo riamata. Certo, sono anche tanto più triste quando avvizzisco in vite di coppia che mi stanno strette. Non credo si stia meglio per forza sole, o per forza accompagnate. Credo che la felicità sia nel non patire troppo i canoni di ciò che è “normale” – a farcela, certo. 
Ora due domande che mi pongo da qualche giorno…cosa ti ha spinta ad iscriverti su Tinder? E qual’è la cosa più strana che ti è successa su questo social?
Quello che spinge tutti, cioè il desiderio di fare ammuina, di svagarsi, di cazzeggiare, di piacere. Io credo che tutti troviamo le giornate senza eros un po’ noiose, sia se siamo in coppia sia da soli. Quello era poi un periodo molto mesto, avevo appena finito una storia molto lunga, volevo uscire di casa il più possibile.  Ho capito che non fa troppo per me: ordinarsi un ragazzo su Tinder è come ordinarsi la cena su JustEat, clicchi e arrivano e sono sempre diversi dalla pubblicità peraltro; e io preferisco cucinare. Però oh, questa sono io. E vedo anche che ci si trovano un sacco di cose su Tinder, mica solo il sesso o l’amore. Ci si trovano amici, corteggiatori, chiacchiere, fiducia nelle possibilità del mondo dopo che una storia è crollata, allegria, ammuina, e poi certo del sesso, per chi sa e vuole farne di estemporaneo, ricreativo, non nuziale. Una mia amica ci ha trovato un datore di lavoro.  
Tornando al presente, ritieni che le donne di oggi dovrebbero riscoprire i galatei da marito?
No, ovviamente. Capisco però che il caos dell’anarchia sentimentale in cui viviamo sia destabilizzante, e che quasi tutte pagheremmo per avere un protocollo di sicuro funzionamento. Ecco perché le regole e il comportamento retrò hanno tanto successo. 
Hai mai pensato di scrivere un tuo galateo per le donne di oggi e di domani?
Io vorrei scrivere un galateo per tutti, sentimentale e non. Che aiuti a fare a meno di queste oscene note vocali con cui assediamo le persone a cui non abbiamo voglia di telefonare, o ci risparmiamo la fatica di scrivere una cosa che siamo noi a voler dire loro e non viceversa; a mettersi le cuffie sui mezzi pubblici quando si ascolta la musica, a dare spiegazioni a qualcuno quando lo si lascia e a chiedere il permesso alle persone che vogliamo baciare, a dire pure le parolacce volendo ma tacere concetti atroci, a non vestire i bambini con la roba firmata, a dare l’elemosina a chi la chiede, a non imporre ai colleghi d’ufficio la puzza dei nostri pasti o le nostre opinioni politiche o le nostre maldicenze, ad arrivare puntuali, a non evadere le tasse, a vedere il bello degli altri e partire da quello, a dare del lei a chi ci dà del lei, a essere decenti col pubblico se si fa un lavoro a contatto col pubblico, a essere clienti meno arroganti e camerieri meno sciatti e commessi meno scostanti e amministratori della cosa pubblica più scrupolosi; e così via. 
Che consigli daresti a una donna che cerca marito?
Di essere benevola e realistica e non cercare il conte Wronskij di Anna Karenina. E che conta più la relazione che avete che la persona che è.  Cioè non può essere il compendio di pregi e superpoteri che noi pretendiamo che sia, ma deve essere uno normale a cui vogliamo molto bene e che ce ne voglia. Che barba, diranno le zitelle in ascolto; le quali infatti sono spesso tali perché si cercano un marito con i criteri con cui dovrebbero cercarsi un amante, rimanendone puntualmente deluse.
Grazie mille
Irene  
Un abbraccio a tutti voi!