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URBAN ASSASSINERIA APRE A MILANO

L’anima croccante di Bari conquista Milano. I fondatori Celso Laforgia e Michele Salvati aprono URBAN ASSASSINERIA, il nuovo tempio meneghino degli Spaghetti all’Assassina.

Il panorama gastronomico milanese si prepara ad accogliere un’ondata di puro fuoco e sapore pugliese. Apre ufficialmente i battenti a Milano, dopo il collaudato esordio del 2021 di Bari, Urban Assassineria, l’atteso progetto culinario nato dalla sinergia tra lo Chef Celso Laforgia e Michele Salvati. Un locale che promette di diventare il nuovo punto di riferimento per gli amanti dei sapori veraci e della tradizione culinaria del Sud, riletta con eleganza e tecnica contemporanea.

Al centro del palcoscenico di Urban Assassineria c’è un protagonista assoluto: lo Spaghetto all’Assassina. Nata a Bari a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, questa ricetta è un capolavoro di genialità e recupero. Crudi e cotti direttamente in una padella di ferro nero, risottati in un denso brodo di pomodoro concentrato e peperoncino, questi spaghetti si distinguono per la loro consistenza unica, croccante e deliziosamente bruciacchiata. Un piatto dal fascino ruvido e irresistibile, consacrato a livello mondiale dall’attore hollywoodiano Stanley Tucci che durante la sua celebre docuserie “Searching for Italy”, è rimasto letteralmente folgorato da questa preparazione, tanto da portare  lo chef Laforgia e la sua Assassina fuori dai confini pugliesi, consacrandolo nell’olimpo della gastronomia internazionale.

«Portare l’autentico Spaghetto all’Assassina a Milano non è solo una sfida gastronomica, è una vera e propria missione culturale,” dichiara lo Chef Laforgia. “Ho lavorato anni per affinare la tecnica senza mai snaturare l’essenza di questo piatto. Il segreto è tutto nel controllo del fuoco e nell’ascolto della padella: devi sentire la voce del pomodoro che “chiacchiera” e accarezzare gli spaghetti pian piano con un gesto ritmico e delicato. Voglio che i milanesi chiudano gli occhi e, assaggiando quel ‘bruciacchiatello’ perfetto, si sentano immediatamente trasportati tra i vicoli di Bari».

Al fianco dello Chef c’è Michele Salvati, prima amico d’infanzia e poi anima organizzativa del progetto, che ha curato l’accoglienza e l’identità del locale per garantire un’esperienza a 360 gradi. 

«Quando con Celso abbiamo iniziato a immaginare Urban Assassineria, avevamo un obiettivo molto chiaro in mente: creare un luogo che sapesse di casa, ma che avesse il respiro e l’eleganza di una città cosmopolita come Milano,” aggiunge Michele. “Milano è una piazza esigente, che sa riconoscere e premiare la qualità e l’autenticità vera, quella senza compromessi. Accogliere i nostri ospiti, farli sedere alla nostra tavola e farli innamorare perdutamente della nostra tradizione è l’obiettivo che vogliamo raggiungere».

La filosofia alla base di questa scelta è chiara: mantenere intatta la base semplice e riconoscibile di questo piatto iconico ma giocare con abbinamenti creativi e inediti, capaci di sorprendere senza mai tradirne l’anima originale. 

Proprio seguendo questo spirito, e per celebrare l’arrivo in città, «che è la seconda provincia della Puglia» ironizza lo chef, si è deciso di dedicare a Milano due versioni esclusive dai nomi fortemente cinematografici ed evocativi: «“Milano Calibro 9”che unisce la dolcezza del datterino giallo a un croccante pane abbrustolito in burro chiarificato al profumo di limone, erbette e salvia in pastella, rimandando il ricordo alla panatura della cotoletta alla milanese;  “Milano Rovente“, un vero e proprio abbraccio culinario tra Nord e Sud, spaghetti alle cime di rape, stracotto di ossobuco (sedano, carote cipolla, burro e salvia) cotto 8 ore con fonduta di taleggio allo zafferano».

Non possono mancare nella narrativa dello chef Laforgia il bao che nel menu troviamo in diverse versioni: brasciola, bombetta, rape e parmigiana e due bao con forte ispirazione milanese: bao con Cotoletta alla milanese e bao Risotto allo zafferano con «crocchè di riso servito con fonduta di grana e zafferano.»  Il suo personale omaggio al risotto al salto.

Anche gli antipasti e i dolci parlano pugliese: «i crostini squadrati, fatti con l’impasto del tarallo, sono serviti con stracciatella, capocollo, pomodoro secco, braciola e cime di rape. Vogliamo sorprendere poi con la nostra rivisitazione del tiramisù qui, al posto dei savoiardi, abbiamo pensato alle fette di pane di Altamura, fragrante e croccante e una spiccata nota di lievito. Giocando poi con allusione abbiamo: La monaca di Monza. La classica Tetta della monaca con impasto al caffè e crema chantilly alla mandorla, proprio a ricordare il caffè leccese. Non mancano spumoni, semifreddi a base di olio di oliva e ovviamente, il re: il pasticciotto».

Oltre agli spaghetti all’Assassina, il menu propone un viaggio nella cultura enogastronomica pugliese, dove piccoli e selezionati produttori sono i testimoni della ricchezza di questa terra. Dall’olio ai vini naturali e biologici, agli amari, fino alla ormai famosa birra Raffo tutto sa di mare, di terra e di accoglienza tipicamente italiana.

«Quando entri da Urban Assassineria, stai mettendo i piedi in Puglia e ti devi sentire a casa!».

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CHEF ALISANI APRE L’APPÉTIT BISTROT A TOSCOLANO MADERNO SUL LAGO DI GARDA UNA NUOVA DESTINAZIONE GASTRONOMICA CHE UNISCE CUCINA CONTEMPORANEA, CRUDITE’, PIZZA GOURMET E GRANDE BRACE INTERNAZIONALE

Affacciato direttamente sulle acque del Lago di Garda, nel cuore di Toscolano Maderno, nasce L’Appétit Bistrot by Chef Alisani che consolida la propria identità gastronomica attraverso una proposta in grado di far dialogare mare e terra, tradizione e ricerca, cucina contemporanea e cultura della brace.

Ospitato all’interno dell’Hotel Milano, sul lungolago Zanardelli, L’Appétit Bistrot rappresenta uno dei nuovi indirizzi della sponda bresciana del Garda, grazie ad una proposta gastronomica costruita attorno alla qualità della materia prima e a una visione culinaria che supera le categorie tradizionali. Il progetto porta la firma dello Chef Feto Alisani, professionista che negli anni ha sviluppato una cucina personale, capace di unire influenze internazionali e sensibilità mediterranea, con particolare attenzione alla selezione degli ingredienti e all’equilibrio dei sapori.

L’esperienza gastronomica si apre con una serie di antipasti che raccontano il mare attraverso preparazioni eleganti e contemporanee: il Cuore di capasanta nel suo guscio con burro montato alla paprika e caviale al tartufo, la Tartare di tonno pinne gialle con scampo mediterraneo e gel di aglio nero, l’Hummus di ceci e barbabietola con baccalà in oliocottura e la Scaloppa di foie gras con cipolla di Giarratana e anguilla affumicata.

I primi piatti esprimono una cucina tecnica ma immediata, dove la pasta fresca diventa protagonista attraverso il Tagliolino ai 40 tuorli con fonduta di Parmigiano Reggiano e polvere di tartufo, il Tortello agli asparagi e caprino con gambero rosso di Mazara e il Mezzo pacchero “Scoglio secondo noi”.

Accanto alla cucina di mare, alle crudité e ai percorsi degustazione, prende forma una seconda anima gastronomica che rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto: la brace. La carta dedicata alle carni raccoglie alcune tra le più prestigiose selezioni internazionali: dalla Rubia Gallega della Galizia al Black Angus americano, dalla Scottona Dry Aged con 62 giorni di frollatura alla celebre Sashi finlandese, fino alla Fiorentina di Chianina e alla carne di Kobe giapponese. Tagli differenti per provenienza, genetica e marezzatura che trovano nella cottura alla brace la massima espressione aromatica.

Completa la proposta una linea di pizze gourmet in padellino che interpreta ingredienti d’eccellenza come gamberi rossi, acciughe del Mar Cantabrico, mortadella di cinghiale, tartufo, salmone selvaggio dell’Alaska e stracciatella di burrata.

About Chef Alisani

Classe 1981, originario del Kosovo, Feta Alisani è Chef e imprenditore arrivato in Italia come profugo nei primi anni Novanta. Dopo aver frequentato la scuola alberghiera di Clusone, ha mosso i primi passi nella Bergamasca prima di intraprendere un proprio percorso culinario a livello globale. Nel tempo ha costruito una solida carriera internazionale fino a diventare Executive Chef all’Hotel Vittoria di Brescia per poi aprire il proprio ristorante Alisani Bistrò a Bagnolo Mella. È fondatore della Royal Luxury Gourmet, un’agenzia attraverso cui offre servizi di consulenza per hotel e locali nel settore Ho.Re.Ca. Con Edizioni Zerotre ha pubblicato il libro autobiografico “Chef Alisani e la sua odissea” per raccontare la sua storia di vita e professionale. La sua cucina si distingue per la capacità di unire tecnica e immediatezza, valorizzando ingredienti di qualità attraverso preparazioni contemporanee ma facilmente riconoscibili da un pubblico internazionale.

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SANA Food 2027: la Longevity Nutrition guida l’innovazione nel food service e nel retail specializzato

Dal 21 al 23 febbraio 2027, BolognaFiere ospita SANA Food, la piattaforma B2B dedicata all’alimentazione sana, sostenibile e di qualità per il fuori casa. Al centro della nuova edizione, la Longevity Nutrition: il megatrend che sta ridefinendo lo sviluppo di prodotto e le strategie di Horeca, risto-retail e distribuzione  specializzata.

Bologna, 23 giugno 2026 – Il rapporto tra alimentazione, salute e qualità della vita è oggi al centro delle trasformazioni più rilevanti del settore agroalimentare. Un cambiamento che si riflette direttamente nei modelli di consumo e nelle scelte di assortimento dei canali fuori casa, sempre più orientati a prodotti funzionali, trasparenti e ad alto valore nutrizionale. 

In questo scenario si inserisce SANA Food, l’evento B2B di riferimento per gli operatori del food service e del retail specializzato, che torna a BolognaFiere dal 21 al 23 febbraio 2027. 

Oltre a riunire i comparti chiave – biologico, biodinamico, veg, DOP e IGP, alimentazione funzionale e produzioni agricole sostenibili –, la manifestazione introduce quest’anno un focus strategico sulla Longevity Nutrition. Riconoscendo nella qualità del cibo per il fuori casa e nella sostenibilità dei sistemi alimentari due tra i fattori che più influenzano la salute delle persone, SANA Food consolida così la propria distintività nel panorama fieristico.

«SANA Food evolve per rispondere a una domanda sempre più orientata a salute, qualità e funzionalità –, commenta Rossano Bozzi, Direttore della Business Unit Heritage di BolognaFiere –. Con il focus sulla Longevity Nutrition, rafforziamo il nostro posizionamento come piattaforma B2B rivolta al food service e al retail specializzato, e capace di anticipare i trend che stanno ridefinendo il mercato. Con i partner di progetto e Agenzia ICE diamo, inoltre, supporto strategico alle imprese italiane pronte ad affacciarsi ai maggiori mercati internazionali. SANA Food è un’occasione preziosa e altamente qualificata per gli operatori e i visitatori specializzati – prosegue Bozzi –, che qui possono cogliere le opportunità legate alla Longevity Nutrition: uno dei principali driver evolutivi di un settore che vede la popolazione più adulta in costante aumento e i suoi stili di consumo sempre più indirizzati verso la salute e il benessere».

LONGEVITY NUTRITION: IL MEGATREND CHE STA RIDISEGNANDO IL MERCATO

Una visione coerente con l’approccio One Health, che collega nutrizione, benessere e sostenibilità dei sistemi agroalimentari, evidenziando l’interdipendenza tra salute umana, animale ed ecosistemi. Riconosciuto da organizzazioni internazionali quali FAO, WHO, UNEP e WOAH, questo paradigma investe direttamente anche il tema della longevità, dove la ricerca sta evolvendo da una logica anti-aging a una prospettiva sistemica focalizzata sull’healthspan, ovvero il periodo della vita vissuto in buone condizioni.

In questo contesto, la qualità dell’ambiente e delle produzioni agricole incide sulla qualità nutrizionale degli alimenti, influenzando il microbioma umano e la salute metabolica. Un processo che rende evidente il ruolo determinante del cibo come leva per vivere bene e più a lungo.


Di questa catena valoriale, SANA Food approfondirà in particolare l’anello della Longevity Nutrition: un mercato che, insieme all’healthy aging, è destinato a passare da circa 45 miliardi di dollari nel 2025 a oltre 87 miliardi di dollari entro il 2035 (stime di Market Research Future).

Il focus di SANA Food si svilupperà attraverso una lettura trasversale di cinque filiere produttive: dall’olio extravergine di oliva, con i suoi composti bioattivi ad azione antiossidante e antinfiammatoria, ai fermentati – fra gli altri, kefir, kimchi, kombucha eyogurt –, una delle frontiere più avanzate dell’alimentazione funzionale, grazie al loro legame col microbiota e il sistema immunitario. E poi, i grani antichi, le farine e la pasta, che valorizzano la trasparenza delle filiere e la digeribilità, aspetti sempre più rilevanti per il benessere intestinale. Senza contare le proteine vegetali e i legumi, per chi cerca fonti proteiche sostenibili e versatili, mentre frutta, verdura e frutta seccasono sinonimo di una dieta naturale e poco trasformata, espressione di territorio, stagionalità e qualità delle materie prime.

BIO, SLOW E VEG: I PARTNER DI SANA FOOD PER LA LONGEVITÀ

FederBio, Slow Food e V-Label Italia 
si confermano partner strategici di SANA Food anche per l’edizione 2027, dove la promozione di modelli produttivi responsabili, trasparenti e sostenibili lungo l’intera filiera, e di stili di consumo più consapevoli, interesserà anche il tema della Longevity Nutrition.

Il legame che il cibo biologico, veg e di qualità hanno con la longevità è suffragato da evidenze sempre più solide. La scelta di prodotti bio e sostenibili può ridurre l’esposizione a contaminanti e favorire il consumo di alimenti ricchi di polifenoli, antiossidanti e composti antinfiammatori, associati alla salute e all’equilibrio del microbiota intestinale. Analogamente, un’alimentazione veg ben bilanciata aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo LDL e la pressione sanguigna, riducendo l’incidenza di ictus, infarti e diabete di tipo 2, abbassa il rischio di cancro al colon-retto e migliora il microbiota intestinale e il controllo della glicemia. Dunque, una dieta buona, sostenibile e di qualità allunga l’aspettativa di vita sana.

CON SLOW WINE FAIR, PER UN PERCORSO ESCLUSIVO NEL FOOD&WINE

Per il terzo anno consecutivo, SANA Food si terrà in contemporanea (e con un unico biglietto d’ingresso) con Slow Wine Fair, la fiera internazionale del vino buono, pulito e giusto, organizzata da BolognaFiere a partire da un’idea di Slow Food. In padiglioni adiacenti, le due manifestazioni offriranno agli operatori un percorso integrato tra cibo e vino etici e di eccellenza, con opportunità esclusive di business, networking e confronto professionale.
Il tema della Longevity Nutrition dialoga anche con questa sinergia, valorizzando un approccio al consumo consapevole e moderato, in linea con i nuovi modelli di benessere. 

DEGUSTAZIONI, TALK E FORMAZIONE

A completare la proposta di SANA Food, un intenso programma di masterclass, incontri e attività formative pensati per tradurre le tendenze del mercato in opportunità concrete per imprese e professionisti.

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Nel piacentino esiste un relais dove rigenerarsi immersi nel verde, il tutto accompagnato da una cucina gourmet di livello

Nel cuore della campagna piacentina, a pochi chilometri dalla città di Piacenza, dove il verde si perde all’orizzonte e il profumo dei gelsomini impregna l’aria, sorge La Scottina Relais & Bistrot, antica cascina seicentesca sapientemente ristrutturata e autentico gioiello nascosto da scoprire, perfetto per chi desidera concedersi una pausa dal “logorio della vita moderna”.

Questa dimora appartiene da generazioni alla famiglia Rossetti ed è oggi guidata da Diamante Rossetti che, insieme allo Chef Carlo Toscani, ha intrapreso un percorso di rinnovamento volto a coniugare tradizione e contemporaneità dove la cura per i dettagli si fonde con il rispetto per la natura e delle persone. La struttura presenta 17 camere caratterizzate da ambienti luminosi, tonalità calde, materiali naturali oltre che un layout differente una dall’altra, ma tutto capace di trasmettere una piacevole sensazione di quiete e benessere.

Inoltre, gli ospiti possono dedicarsi al relax nella zona wellness che include bagno turco e palestra.

Gli spazi, immersi nel verde, con leprotti che gironzolano e le immense piante di gelsomino che profumano l’area, rendono ogni soggiorno un’esperienza autentica e indimenticabile unitamente all’ospitalità della cucina.

“La Scottina è per me un luogo che racchiude calore e autenticità, dove l’architettura rurale incontra un’eleganza sobria e uno stile country-chic, dando vita a un’atmosfera accogliente e suggestiva che mi fa pensare all’infanzia che ho avuto la fortuna di trascorrere nel cuore della campagna emiliana” racconta Diamante Rossetti.

Tra gli elementi architettonici più iconici spicca il silos collocato nel cortile interno e avvolto da una rigogliosa edera che, al variare delle stagioni, si tinge di sfumature sempre diverse, regalando uno spettacolo di straordinaria bellezza. Un tempo parte integrante della vita agricola della Cascina Scottina, da cui il Relais prende il nome, il silos è stato sapientemente ristrutturato e trasformato in un’originale ed esclusiva suite distribuita su più livelli. 

Appena arrivata, il mio sguardo è stato catturato proprio dal silos e poi, qualche secondo dopo, dal leprotto che si rilassava a pochi passi da me. È stato spontaneo, circondata da tutta questa natura, tirare quasi un sospiro di libertà. La sensazione di quiete e pace si era già estesa in me. 

La camera dove ho soggiornato io era nella parte storica della cascina e, con il calore dei mobili e arredi, non mancava di nulla e ogni confort era studiato e ben curato. 

La spa e la palestra sono accoglienti, complete di tutto ciò che è necessario e ben studiate. Le aree comuni della struttura donano calore, eleganza e sono armoniose e perfettamente integrate l’una con l’altra e in tutta la totalità del luogo.

Ben studiate anche le aree che si prestano ad eventi aziendali o cerimonie. Nulla è lasciato al caso.

A completare l’esperienza la cucina fine dining firmata dallo Chef Carlo Toscani dove la tradizione del territorio viene reinterpretata con freschezza e sensibilità contemporanea. L’ispirazione di ciascun menù è legata al ciclo delle stagioni, in cui gli ingredienti locali — come l’asparago o la zucca Bertina — trovano una raffinata collocazione in piatti sempre gustosi. Elemento distintivo del ristorante è l’uso magistrale della griglia utilizzata non solo per le pregiate carni, ma anche per ortaggi e pesce, esaltando aromi intensi e texture sorprendenti. Ad accompagnare il percorso gastronomico una cantina di grande respiro che spazia dalle eccellenze locali alle migliori etichette nazionali e internazionali, offrendo abbinamenti perfetti per ogni esperienza enogastronomica.

Io ho potuto praticamente provare in anteprima i piatti che aprono questa stagione estiva. Tra una degustazione di antipasti, dei primi, dei secondi e il gelato – il tutto abbinato a degli ottimi vini sinonimo dello studio della carta dedicata – posso affermare con gioia e goduria che lo chef a davvero molto talento. L’offerta varia riuscendo ad accontentare ogni palato ed è davvero bilanciata e studiata. Le portate sono saporite, accattivanti ed eleganti. Il gelato è come una nuvola delicata e fresca. 

Non da meno anche nelle colazioni dove spiccano i dolci fatti in casa e l’offerta molto varia che porta ad avere proprio l’imbarazzo della scelta.

Un luogo di pace che rigenera senza nemmeno accorgersene godendosi a tutto tondo un’esperienza elegante e intima.

“Alla Scottina ogni dettaglio racconta passione e dedizione – conclude la Rossetti – ciascun ospite è al centro di un’esperienza magica in un luogo dove il tempo rallenta, la bellezza si respira in ogni angolo e il piacere della buona tavola si trasforma in emozione”.

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TENUTA DI CASTELLARO: UN’ISOLA DI ESPERIENZE

Degustazioni al tramonto, pic-nic in vigna, Cooking Class e Light Lunch a cura del nuovo Bistrot: la Tenuta – che ha ricevuto il riconoscimento “Travellers’ Choice 2026” di Tripadvisor – inaugura la stagione con un’offerta immersiva e sostenibile nel cuore delle Eolie

Le esperienze enoturistiche, le degustazioni guidate, le proposte gastronomiche di Castellaro Bistrot, la scoperta delle Cave di Caolino e l’ospitalità del Wine Resort: immersa in uno scenario straordinario tra mare e paesaggio vulcanico, Tenuta di Castellaro si conferma anche per il 2026 una delle destinazioni più affascinanti delle Eolie, come dimostra anche il riconoscimento “Travellers’ Choice 2026” di Tripadvisor, entrando nel primo 10% delle esperienze più apprezzate al mondo. Il premio viene assegnato annualmente alle strutture che si distinguono per il gradimento dei visitatori, sulla base delle recensioni e dei punteggi raccolti nell’arco di dodici mesi, e testimonia l’elevato livello di soddisfazione espresso dai viaggiatori nei confronti delle attività proposte dalla realtà eoliana. La nuova stagione si apre con un’offerta ancora più ampia e articolata, pensata per accompagnare gli ospiti in un viaggio che intreccia vini identitari, cucina contemporanea, tradizioni locali e geologia vulcanica. 

La filosofia della Tenuta nasce infatti da un legame profondo con il territorio e dalla volontà di custodirne l’identità attraverso pratiche agricole sostenibili e un approccio consapevole all’accoglienza. I vigneti, coltivati in biologico secondo i principi della viticoltura eroica, raccontano attraverso ogni etichetta la forza minerale e la biodiversità delle Eolie.

“Vogliamo che ogni ospite possa vivere un’esperienza autentica e coinvolgente – spiega Massimo Lentsch di Tenuta di Castellaro – Il vino per noi è un linguaggio che parla di paesaggio, memoria e cultura. Attraverso le nostre attività desideriamo valorizzare la straordinaria ricchezza naturale e umana delle isole, creando un dialogo profondo tra chi visita la Tenuta e questo territorio prezioso”.

Le degustazioni, disponibili quotidianamente su prenotazione, si svolgono in una cornice panoramica sospesa tra vigne, mare e cielo. Le esperienze di tasting si differenziano per struttura e approfondimento.

“L’Isola nel Bicchiere” propone un’introduzione ai vini simbolo della Tenuta, come Bianco Porticello, Rosa Caolino e Ypsilon Rosso IGT, accompagnati da prodotti locali. “I Classici” conduce invece alla scoperta delle etichette storiche dell’azienda, tra cui Bianco Pomice, Nero Ossidiana e Malvasia delle Lipari Passita DOC, abbinate a una selezione gastronomica del Bistrot. “Gli Autoctoni”, infine, è dedicato alle varietà identitarie dell’arcipelago, come Malvasia e Corinto Nero, espressione autentica della tradizione agricola eoliana. 

Tra le esperienze più richieste si conferma il Pic-nic in vigna, che invita gli ospiti a passeggiare tra i filari per poi concedersi un cestino ricco di specialità del territorio da gustare all’aperto. Al tramonto, il Pic-nic regala un’atmosfera ancora più suggestiva, con la vista che si apre sulle isole di Alicudi, Filicudi e Salina immerse nella luce dorata della sera.

Per chi desidera un percorso più strutturato, “Brindisi al sole” unisce la visita guidata della cantina a una degustazione al tramonto di quattro vini selezionati, accompagnati da specialità gastronomiche studiate per valorizzarne aromi e caratteristiche. Tra gli abbinamenti, i crostini con patè di capperi bio della Tenuta e, in chiusura, la Malvasia delle Lipari DOC passita servita con i tradizionali sesamini.

Tra le esperienze più coinvolgenti della stagione 2026 entra anche la Cooking Class di Castellaro Bistrot, un appuntamento dedicato alla scoperta dei sapori e delle tradizioni culinarie eoliane. Guidati dallo chef del Bistrot, gli ospiti avranno l’opportunità di preparare piatti tipici utilizzando ingredienti a km zero, immergendosi nei profumi e nei gesti della cucina isolana. L’esperienza comprende inoltre una visita in vigna e in cantina e si conclude con un pranzo degustazione accompagnato da tre vini selezionati della Tenuta, in un’atmosfera informale e autentica.

Grande attenzione anche alle attività in vigna, pensate per chi desidera entrare in contatto diretto con il lavoro agricolo e la cultura vitivinicola delle Eolie. L’esperienza in vigna con light lunch permette agli ospiti di partecipare alle attività tra i filari affiancati da un tutor esperto, per scoprire i segreti dell’allevamento ad alberello e della viticoltura eroica. Dopo la visita della cantina, l’esperienza prosegue con un light lunch firmato Castellaro Bistrot accompagnato da tre vini della Tenuta. 

L’impegno della Tenuta nella valorizzazione del territorio si esprime anche attraverso il recupero delle Cave di Caolino, antico sito estrattivo trasformato in parco geologico-museale grazie a un progetto sostenuto dalla stessa azienda. A pochi minuti dalla cantina, il visitatore può intraprendere un trekking immerso in un paesaggio quasi lunare, tra crateri spenti, fumarole e stratificazioni vulcaniche che raccontano migliaia di anni di storia geologica e mineraria delle Eolie. Le Cave sono visitabili liberamente e rappresentano un’esperienza unica per comprendere il profondo legame tra la natura vulcanica dell’isola e la sua identità culturale.

A dare ancora più forza all’offerta 2025 è la nascita del Castellaro Bistrot, dal 2026 guidato dalla brigata dello chef Giuseppe Geraci, insieme ad Alessandra Quattrocchi del Modì di Torregrotta, che propone piatti della tradizione rivisti in chiave contemporanea, non senza qualche contaminazione inattesa. un progetto culinario che porta la firma di xxx Il tutto in un contesto architettonico sobrio e integrato nel paesaggio, frutto del lavoro degli studi Dalpiaz Giannetti Architektene Luigi Radici, che hanno saputo tradurre in forme contemporanee l’identità vulcanica di Lipari.

Ogni esperienza è fruibile su prenotazione, scrivendo a booking@tenutadicastellaro.it o chiamando il numero +39 345 4342755. 

A completare l’esperienza sensoriale e immersiva, il Wine Resort di Castellaro: un luogo esclusivo dedicato all’ospitalità, pensato per accogliere gli ospiti in un ambiente sospeso tra eleganza sobria, comfort contemporaneo e natura vulcanica. Le suite, incastonate nel paesaggio dei vigneti e progettate in armonia con l’architettura ipogea della cantina, offrono un soggiorno unico nel cuore dell’isola, con vista sul mare e sulle vigne. 

Con questa proposta integrata e multisensoriale, che va dal calice al vulcano, dall’assaggio al paesaggio, Tenuta di Castellaro si conferma come uno dei punti di riferimento più dinamici e raffinati del turismo enogastronomico italiano, e una delle voci più autentiche della nuova cultura del vino nel Mediterraneo.